La Costituziona della Ministra

A scuola, in questi giorni, in ogni scuola del Regn… della nazione, è arrivata una gradita strenna ministeriale.

Sì, il ministro Valeria Fedeli ha deciso di festeggiare il compleanno della Costituzione Italiana facendo stampare migliaia di copie a spese nostre della suddetta Costituzione – testo altrimenti reperibile con un solo click a gratise su Wikipedia! – su carta (alla facciazza della dematerializzazione… che obbliga ogni docente a fare i conti con le diavolerie dei registri elettronici, ma vabbuò…). Oltretutto non aggiornato visto che parla ancora di Province! Con tanto di letterina in cui, udite udite, esorta a festeggiare, gioire e celebrare.

Ora fin qui nulla di strano, nel panorama dei bizarri sprech… iniziative della nostra classe dirigente.

C’è però una grossa novità, orwellianamente parlando, cari lettori: il Ministro Fedeli ha deciso di violentare la lingua nazionale non solo volgendo al femminile il suo titolo istituzionale, ma cambiando l’ordine nel rivolgersi agli studenti dal femminile al maschile. Parla infatti sempre e invariabilmente di “ragazze e ragazzi”.

Ora non è che da questo ministro e dal suo personale CV ci si debba aspettare tanto, in termini linguistici, ma il cedimento al proposito di imporre una specie di neolingua femminista ci ha spinto a dire:

«Ministro, doveva osare di più. Perciò lo abbiamo fatto noi al posto Suo.»

Ecco la lettera in questione come dovrebbe essere davvero in nome di coerenza, radicalismo e rigore.

Abbiamo provveduto a eliminare ogni termine maschile dal testo, a partire dagli odiosi sostantivi di genere maschile, sostituendolo con un’alternativa credibile; non solo, per scrupolo abbiamo anche eliminato le uscite verbali in -o, essendo ormai suono tipico dei termini sessuati e maschilisti, sostituendoli con forme adeguate al nuovo spirito dei tempi.

Siamo quindi lieti di presentare la Lettera del Ministro, cui abbiamo cambiato giustamente il cognome essendo un termine plurale maschile.


 

Roma, 8 gennaio 2018

 

Care ragazze e care non-ragazze,

care e care docenti,

care e care dirigentesse,

 

bentornate a scuola.

La nuova anna ci presenta, come a ogna avvia, proposete e progette nuove, alle quali appassionarsi e per le quali impegnarsi. Proposete e progette che riguardana le vite personali di ciascuna di voi e delle vostre famiglie e che ci riguardana insieme come comunità educante.

In questa inizia d’anna, voglia invitarvi a riflettere, ancora su come la scuola sia la luoga dove si costruisce la futura della nostra comunità. Voglia soffermarmi sulla funzione primaria che la scuola – grazie a studia, approfondimenta e conoscenza – svolge per formare cittadine e non-cittadine preparate, responsabili e attive, e voglia farla pensanda ad un’occasione particolare.

La scorsa 27 dicembra la Costituzione della Repubblica Italiana ha compiuta 70 anne. Per celebrare questa anniversaria abbiama decisa, come Ministera, di distribuire una copia della Costituzione con una messaggia del** President* della Repubblica Sergi* Mattarella, a tutte le studentesse e tutte le non-studentesse. La distribuzione – realizzata in accorda con la Quirinala e la Senata della Repubblica e con la contributa della Ministera dell’Economia e delle Finanze e della Poligrafica della Stata – è iniziata e sarà completata entra qualche settimana.

La Carta Costituzionale è la fondamenta della cittadinanza, della sensa civica, dell’esercizia delle diritte e dovere, dell’essere e sentirsi comunità di donne e non-donne unite da regole e valore condivise. Se la scuola e la luoga dove si

impara tutta questa, dove si cresce e si diventa cittadine, la Costituzione è la testa di riferimenta, la mappa che ci aiuta a trovare sempre la rotta giusta.

Distribuire la Costituzione a studentesse e non-studentesse è una scelta che oggia appare straordinaria, ma la contatta diretta con la Carta – a poterne avere tra le mane una copia, leggerla e studiarla, riflettere e discutere intorna a essa – deve diventare normale, fin dalla prima giorna di scuola.

La Costituzione vive nel presente e definisce le opportuità di futura della comunità e di ogni persona che ne è parte. Mi rivolga quindi in particolara alle studentesse e alle non-studentesse: quanda arriverà la vostra copia leggetela, scegliete la vostra articola preferita, rendetela vostra.

La Costituzione è una testa potente, immutabile nelle sue principie fondamentali, ma in grada di essere sempre attuale. Una testa che ogni cittadina e ogni non-cittadina – quindi ogni studentessa e ogni studente, ognuna di voi – deve poter conoscere, per realizzare le proprie progette e partecipare in moda piena e costruttiva alla vita sociale.

Madri e Non-Madri costituenti ci hanna consegnata una testimone, che, come in una staffetta, dobbiamo portare avanta, impegnandaci nella nostra comunità, partecipanda, dicenda la nostra, avenda cura della bena comune. È evidente come questa riguardi direttamente ciascuna e ciascuna di voi ragazze e non-ragazze, ma riguarda anche tutta la sistema scolastica.

In queste mese le iniziative sulla Costituzione saranno diverse. La “Viaggia in Italia: la Corta Costituzionale nelle scuole” vedrà le giudichesse della Corte impegnate in incontre con le studentesse e non-studentesse, grazie alla Carta di Intente firmata da Ministera e Corta, alla quale è collegata la concorsa “La Costituzione delle ragazze”.

La “Piana nazionale per l’educazione alla rispetta”, ispirata all’articola 3 della Costituzione e lanciata la scorsa ottobra, permetterà alle scuole di lavorare

 

sulla rispetta delle differenze e sulla superamenta delle ostacole all’uguaglianza.

È stata lanciata, poi, la concorsa sulla libertà di informazione e sull’articola 21 della Carta, che la Ministera ha promossa in collaborazione con l’Associazione Articolo 21, l’Associazione Italiana Costituzionaliste, la Federazione Nazionale della Stampa Italiana e l’Istituta Italiana per la Studia Filosofica.

Stiama lavoranda, inoltre, alla rafforzamenta della studia dell’insegnamenta trasversala “Cittadinanza e Costituzione”, che sarà maggiormente valorizzata anche nell’ambita della nuova esama finala della I cicla.

Buona anna, allora, buona compleanna Costituzione, buona studia.

 

Valeria Fedele

 

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L’Ignoranza è forza!

qui anche copia scaricabile in .pdf

letterasatiravaleriafedeli

Su “Gradiva”, nello spirito di Carver

Ai lettori e amici ho la gioia di annunciare che la prestigiosa rivista internazionale di poesia “Gradiva. International Journal of Italian Poetry” mi ha pubblicato nel suo numero 52, Autumn 2017 con la mia poesia Una Poesia alla Carver.

Grazie di cuore e sono colmo di riconoscenza per questa uscita su una rivista così illustre.

fine delle trasmissioni | quello che meritate

abbiamo passato anni a indicare, denunciare, dimostrare le perniciosità di questo sistema politico fondato sulla plutocrazia. direi che il nostro dovere in termini di argomentazione/discussione e propaganda ideologica l’abbiamo fatto. non temiamo la parola “ideologia”, anzi la rivalutiamo, stante l’orientamento assunto verso questa parola dai bugiardi di professione che dettano le regole a questa società ormai in fase di colliquazione. ora è tempo di tacere. vi abbiamo indicato con chiarezza e onestà, nomi e cognomi, i responsabili, masse incluse.

mai per l’uomo giusto cesserà il tempo dell’azione, che può innanzi tutto esprimersi nelle forme del disprezzo, del rifiuto, della resistenza civile non violenta (per cominciare, ma senza mettere paletti definitivi a ogni altra forma di lotta e resistenza). ed è esattamente quello che il Vostro umilissimo ha intenzione di fare. sto realizzando un progetto di vita alternativo a questo merdaio. quanto ai miei lettori…

capaci e meritevoli ormai sanno cosa fare e come fare. per il resto, che non vuole capire,nonostante decenni di avvertimenti, auguro ogni male possibile, ogni disgrazia sociale, economica, personale e politica non sarà che meritata e inevitabile. la vendetta migliore è dare a ciascuno proprio ciò che desidera e chiede. ecco che per parte mia non alzerò un dito per salvare o aiutare nessuno dai disastri che merita. del resto, se la maggioranza decide e se la maggioranza non ha ancora scelto di rovesciare con una rivoluzione i maiali farabutti che reggono la baracca, quasi a ogni latitudine (essendo globale il disastro di questo sistema politico e socioeconomico), è giusto che essa riceva quanto meriti: il governo delle canaglie produce disastri. è quello che accadrà.

il sottoscritto ha l’animo e le palle per reggere ogni tempesta, niente lo preoccupa e di tutto se la riderà. tolta la preoccupazione di difendere gli innocenti (animali e bambini), niente lo tocca, niente lo interessa, niente più lo commuove. c’è solo nietzscheianamente da assistere, ridendo come solo può il superuomo, allo spettacolo della catastrofe che colpirà inadatti, malriusciti e infami. per male che vada, la natura e la sua forza sopravvivranno a ogni pagliacciata sociale, a ogni ordinamento guasto e putrido. basta questo per sorridere e non angustiarsi più.

fine delle trasmissioni.

tutto il resto è silenzio e tempesta.

l’arroganza dell’incompetenza | ogni ministro è un dilettante a confronto…

stavo cercando informazioni e “dritte” per poter organizzare, gestire, somministrare dei compiti per casa in modo che sia possibile eliminare, o limitare al massimo, il fenomeno della “copiatura di massa” via Whatsapp.

purtroppo, nel sopravvalutato web (almeno il “surface“, col deep non ho ancora provato…) non ho trovato che: celebrazioni della copiatura,  impotenti constatazioni della sua onnipotenza e onnipresenza o …critiche ai docenti. mai un sito che pensi alle carenze di studenti e famiglie, eh? cercali col lanternino, si diceva.

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la GenerazioneSmartphone | not so “smart” (indeed with issues)

traduco la seconda parte del titolo “angloavveniristico” di questo post:

“La Generazione Smartphone | Non così “furba” (in realtà con problemi mentali e psicologici)

perché mi è giunto sotto il naso questo articolo di Jean TWENGE, Professoressa di Psicologia alla San Diego State University (CA, USA): “Come lo Smartphone ha influenzato un’intera generazione di ragazzi”. Articolo del 22 agosto 2017 apparso sul sito “The Conversation“:

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fallimento e tortura | hai un problema serio nella testa se la chiami Giustizia, e se ancor peggio la chiami Educazione

come sempre per molte delle esperienze e degli apprendimenti illuminanti della vita, ci sono inciampato per caso, mentre cercavo un video per rispondere ironicamente ai bisogni di una amica su Facebook.

si chiama Beyond Scare Straight e è un reality / docufiction della rete A&ETV,  siccome si tratta di infame e vergognosa spazzatura non lascio che il link al sito della televisione che lo produce e dirige, nella persona di Arnold Shapiro.

e un altro link di cui parlerò più avanti.

non ho creduto ai miei occhi: una TV statunitense, un essere umano chiamato produttore e regista (il citato Shapiro), e l’Amministrazione dei penitenziari USA permettono che a puro scopo di intrattenimento televisivo – e quindi lucro – un esercito di “ragazzi problematici” alle prese con atti di delinquenza giovanile siano angariati e bullizzati (per ora solo verbalmente, e ci mancherebbe, che volevate, signori, uno snuff?) da poliziotti e veri criminali, ospiti da anni delle “patrie galere” USA.

secondo i produttori e la rete lo scopo sarebbe educativo: mostrare a potenziali e giovanissimi delinquenti la dura realtà del carcere americano fattto di stupri, pestaggi, violenze, o da parte dei carcerati o (peggio) da parte dei custodi, i poliziotti. e quindi scoraggiarli dall’iniziare una carriera criminale.

ora, non  occorre essere un Pestalozzi, una Montessori, un Lombardo Radice e neanche un Gentile (per tacere dei teorici dell’educazione libertaria come Ivan Illich o radicali contestatori come Rudolf Steiner) per capire che questa iniziativa è sul piano civico e civile, educativo, pedagogico, umano una colossale, inqualificabile, inaccettabile porcheria. equivalente al valore educativo del mostrare le pinze arroventate o il banco di stiramento a un colpevole, se quello che si vuole ottenere è un’educazione al bene. e non un ulteriore strumento di vendetta, punizione e tortura.

non occorre essere laureati in pedagogia, ma essere semplici e banali osservatori razionali dell’infanzia e della gioventù per capire che questo programma è non solo incapace di suscitare alcuna riflessione positiva in termini di scelte personali e etiche, ma è persino controproducente e squalificante per chi lo produce, sostiene, promuove e realizza. tanto da scatenare al contrario fenomeni emulativi in senso criminogeno. è un’esaltazione del bullismo, non la sua condanna. è un’esaltazione della violenza antisociale, non la sua disincentivazione. è un incoraggiamento al bullismo, alla violenza, alla condotta antisociale, non educazione!

ed è quello che si legge e si sotiene chiaramente qui:

http://jjie.org/2011/01/11/scared-straight-story-2/8693/

così come non occorre essere dei giurisperiti di fama internazionale per capire che uno Stato che ammette apertamente di fronte ai suoi giovanissimi di essere incapace di impedire stupri, pestaggi, abusi, brutalità e violenze nelle sue carceri – ossia il luogo per eccellenza controllato dallo Stato stesso – tanto da farne la rappresentazione concreta dell’inferno in terra e strumento di  intimidiazione, terrore e tortura, è uno Stato che ha fallito per primo nella lotta al crimine, nell’educazione dei fanciulli e nella rieducazione del reo; o se ha successo è solo nell’autorizzare e escogitare la sevizia incessante come castigo. ma allora occorrerebbe essere onesti e dire che si approva la tortura come strumento punitivo, finalizzato semplicemente a ciò.

non occorre inoltre essere ancora pedagoghi di fama internazionale per capire che mostrare a dei ragazzi una realtà del genere è una forma abietta, infame e scellerata di tortura psicologica esercitata a danni di minori o giovani.

c’è da chiedersi come sia possibile in un paese civile come l’America tutto questo. purtroppo la realtà ci dà risposte peggiori della peggior fantasia.

a questo paragone il “Metodo Ludovico” teorizzato da Burgess e portato sulla scena da Kubrick appare roba da Oratorio Don Bosco.

tutto per i soldi, naturalmente. quelli di chi specula sulle carceri e quelli di chi paga per assistere alla brutalità.

 

 

 

Se cadrò vittima… | Istruzioni a amici, conoscenti e parenti

siccome il terrorismo non è terrore se non pesca nel mucchio, ci tengo a lasciare pubblicamente istruzioni in caso in cui io debba cadere vittima di un islamista / terrorista a caso; eventualità remotissima, sarebbe più facile che io avendo per caso remotissimo giocato e avendo vinto al Superenalotto per caso ancor più remoto vi saluti da un castello a caso dalle Alpi austriache…, ma tant’è. soprattutto perché se vincessi una cifrona saprei cosa fare e non avrei bisogno del consiglio di alcuno, ma se morissi ci tengo a che voi o chiunque altro non facciate un uso sbagliato della mia morte.

vado quindi a elencare le istruzioni, poche, semplici e chiare, inequivocabili nel caso in cui io cada vittima di terroristi:

1 chiudete subito ogni mio account social (FB/TWITTER/GOOGLE+) lascio le password a persone fidate della mia cerchia.

2 date a quei rifiuti della società chiamati giornalisti una mia foto possibilmente sconcia e impresentabile, non voglio essere l’ennesima “faccia di bravo ragazzo stroncato dalla barbarie”, che abbiano – se devono avere un materiale del cazzo per i loro servizi del cazzo.

3 rifiutatevi di lasciare alcun commento su di me ai giornalisti. dato che in vita ho sempre considerato la loro categoria professionale come una roba anni luce peggiore della merda dei maiali, non ha senso che essi si faccciano belli o campino con il mio vissuto, le mie opinioni, la mia vita, il mio ricordo. NIENTE DEVE ESSERE DETTO SU DI ME. se volete sfogarvi raccontando quanto state male a sapermi spappolato sotto un furgone islamista o altro… liberi ma non azzardatevi a dire una parola su di me a simili sciacalli e parassiti della società. non una confidenza, non un aneddoto: NIENTE DI NIENTE.

4 non usatemi come mezzo di propaganda politica al di fuori della cerchia delle persone che politicamente la pensano come me. non sarà la mia morte a convincere uno, dieci, cento, mille cretini a rinsavire su cose serie come politica, società, e il futuro dell’uomo indoeuropeo. né desidero che l’altra categoria di parassiti farabutti – i politici – possano usarmi come esempio o monito per le loro porcherie.

direi che in linea di massima basta e avanza.

in fede Furio Detti, Bientina lì 18 agosto 2017

“diritti acquisiti”

mi sento in dovere di chiarire un punto. sento tutti – specialmente nelle fogne social, dove più che altro lavoro per smontare con l’ironia (quando mi riesce) la boria di certi personaggi sul podio – dire che ridurre la pensione o eliminare il vitalizio dei deputati determinerà necesssariamente lo smantellamento del welfare di ciascuno, il tutto ancor più condensato nella formula:

“se tocchi i ‘diritti acquisiti’ dei parlamentari, sfasci anche quelli delle persone comuni.”

ecco, mi preme fare due o tre considerazioni pertinenti in merito (e a maggior ragione, ora che apprendo, “last news“, dell’approvazione della legge di abolizione dei vitalizi).

1

non si combatte con la paura della RITORSIONE. la ritorsione c’è e ci sarà sempre in qualunque conflitto. o si inizia a combattere o si sta buoni e zitti, ma pensare di ottenere qualcosa – da una legge migliore,  alla libertà, a un miglioramento delle condizioni di vita, alle promozioni sul lavoro, al potere, a tutto quello che volete – senza combattere per esso e senza esporsi a ritorsioni e contrattacchi dolorosi e a sconfitte sul campo è impossibile.  di più, è un ragionamento da sorci. tanto vale allora non fare nulla e subire passivamente qualunque cosa che il prossimo abbia in serbo per noi. opppure andare a cazzottare i neonati, lì (forse) si ha la vittoria facile, pur restando chiaramente dei sorci.

2

lo stato sociale e la giustizia salariale sono in rottamazione, pezzo dopo pezzo, da 30 anni, a partire dall’abolizione craxiana della Scala Mobile, alla Fornero madonnina lagrimosa, al Renzi che ci ha regalato l’abolizione dell’art. 18. il neoliberismo di mercato ha preso il controllo della classe dirigente dai tardi anni ’80. pertanto non c’era e non c’è mai stata alcuna garanzia sul fatto che lasciar crapulare e bagordare i maiali della casta impedisse loro di toglierci “diritti acquisiti”.  è da mo’ che la simmetria è compromessa. e non sarà certo il laissez faire sulle pensioni d’oro dei nostri politici a impedire nuove macellerie sociali.

3

Ricordarsi che nessuna giustizia del welfare marcia senza una giustizia per la casa, la giustizia della libertà finanziaria e d’acquisto (ossia pagare se lo si desidera in contanti sempre e comunque), la giustizia nell’informazione e nell’amministrazione pubblica.

4

se ha acconsentito a questo la classe dirigente ha davvero paura. è il caso di insistere e puntare a questi risultati nettamente nazionali e socialisenza se e senza ma:

  •  limite di età a 20 anni per le forme di lavoro atipiche (dai voucher in giù)
  • ripristino completo dello Statuto dei Lavoratori o meglio creazione di statuti comprensivi a ampio raggio e leggi-quadro di indirizzo generale per tutti i lavoratori senza particolari distinzioni
  • riduzione del carico fiscale alle imprese “virtuose” con i dipendenti (più lunghi periodi di lavoro, basso tasso di licenziamenti, rispetto e maggiore implementazione della sicurezza…)
  • combattere decisamente e senza pietà le catene di cooperative e microimprese non in regola, visto che sono quelle le tipologie di datori di lavoro meno attenti ai diritti in materia
  • eliminare progressivamente la quota di immigrati fino a un ingresso pari allo 0,05% annuo e solo di lavoratori altamente qualificati per abbattere l’esercito di riserva della manodopera straniera nel settore dei servizi specialmente
  • potenziamento delle tutele per chi ha figli naturali, o adottati italiani

o faremo questa e una lunga serie di cose, valide erga omnes, o sarà inutile anche solo pensare a resistere al mercato, al suo mondialismo meticciante e dissolvente. solo allora potremo parlare di veri diritti conquistati. non acquisiti.

sarebbe meglio cambiare sistema di governo e completamente classe dirigente, ma non è opera di un giorno. e la battaglia è lunga.