Incipit Vita Nova | solstizio estate 2018

«La felicità non è fare tutto ciò che si vuole, ma volere tutto ciò che si fa.»
Friedrich NIETZSCHE
 
Inizia la Vita Nuova. Così scriveva Dante Alighieri. Lui a diciott’anni aveva altre prospettive. Qui sono alla soglia dei 46 e ho diverse prospettive, ovviamente. Per me comunque *Incipit Vita Nova* perchè sto concludendo un percorso che fa da soglia fra una metà e l’altra della mia esistenza.
 
Annuncio quindi, dopo più pause protratte e una considerevole riduzione della mia presenza in seno alla società umana, e l’apertura di nuovi tempi e nuovi viaggi dello spirito e del corpo. Per cominciare dalla fine dell’epoca del dialogo politico e sociale. Smetto di aver a che fare con la politica discussa, parlata, con la critica al presente sempre mettendoci la faccia. Chi ha capito ha capito e chi non ha capito non merita altre perle. Sarebbero perle ai porci. Basta con il commento e la militanza del dialogo e dell’esortazione.
 
Basta coi social e con i blog. D’ora in poi mi dedicerò solo alla realizzazione della mia esistenza come arte e fabbrica di opere, mai più comizi e prese di posizione. Mai più dibattito. Inutile e dannoso insistere. Sarà solo l’azione di una vita condotta nel segno della realizzazione del mio destino etnico, culturale e razziale, destino di sangue nel segno dell’eredità indoeuropea che ho ricevuto dalle mie radici. Onorerò solo questa Via e la porterò avanti solo con l’azione e l’ascetismo di una vita pura. Basta coinvolgimenti solo esempio e isolamento, necessari alla vita nuova.
 
Con la corona dello spirito vivrò il tempo che mi resta, ogni giorno che avrò, come un dono inestimabile e lo dedicherò solo a me, al mio progresso verso il ponte che è fra bestia e superuomo, e all’arte delle Muse.
 
Furio Detti
Solstizio d’Estate
21 giugno 2018

incoerenze | sulla pelle dei bambini

Ora c’è un bel corto circuito per le nostre Istituzioni: politici e giornalisti sono tutti PRO famiglia e CONTRO scienza e medici per il piccolo #alfieevans ma per i genitori #novax invece le stesse persone che tifano per la “famiglia” e la libertà di cura a dispetto di #giudici e #medici sono a invocare tribunali e repressione CONTRO la famiglia, PRO scienza e medici. La riprova che siamo governati NON da persone razionali ma da pagliacci incoerenti in preda alle passioni del momento. Pronostico disastri; tutti purtroppo sulla #pelle dei #bambini.

il lato meschino della (non)satira | Caluri sbrocca

ho avuto un breve scambio di battute via Fecciabook di cui voglio mandar memoria, giusto perché si sappia dove si può arrivare quando si applica con totale malafede un atteggiamento ingiustificato.

regola 1 del progressista socialaro: io ho ragione su tutto, se obietti “rompi i coglioni”

regola 2 del progressista socialaro: la mia opinione è verità, ma non deve sottostare a alcuna verifica di verità

regola 3 del progressista socialaro: se non sai superare un’obiezione attacca ad personam

il fumettista Daniele Caluri ha una pagina FB sulla quale si sente giustamente in diritto di affermare petizioni di principio come “depenalizzate la blasfemia”.

petizioni che francamente visto l’andazzo con cui è trattata la religione cristiana e cattolica, non sembrano praticamente urgenti né rilevanti o necessarie. ma tant’è. c’è libertà di battersi anche per l’irrilevante o il futile.

il punto dolente arriva non tanto quando neghi per principio questa possibilità (depenalizzare la blasfemia) ma quando fai notare banalmente e pianamente che offendere una religione – e la blasfemia è per definizione insulto, non è satira, ma è parola che definisce una pratica insultante e volutamente svilente in toto l’oggetto su cui si scaglia – potrebbe offendere non già un ipotetico e sia pure inesistente “dio” ma la sensibilità di chi a quel dio crede o in quel dio ripone una sorta di affetto/rispetto/devozione.

un conto è la libertà di satira o comico sul religioso per incoraggiare chi crede a una pratica coerente e onesta. ben altro è dire: io voglio la libertà di offenderti e non mi frega nulla se ti offendi. questa è piana prepotenza, il peggio -quello che mi dispiace davvero – è che il Caluri la vorrebbe far passare per democrazia e civiltà.

vale a dire che depenalizzare la bestemmia non significa semplicemente consentire una libertà che non danneggi il prossimo, ma configurare la licenza per alcuni di aggredire e mortificare altri loro simili svilendo ciò in cui credono.

 

e qui mi stupisco che si possa chiamare tale battaglia una battaglia per i diritti. chiamiamola affermazione di un’ideologia, posto che quell’ideologia piaccia a parecchi, ma non chiamiamola “diritti”, “civiltà” o “democrazia”. è sempre e solo una prepotenza di una parte sull’altra.

quando penso che questi progressisti sono gli stessi che sbraiterebbero crociate antisegregazione e antibullismo mi vien da ridere di gusto.

il nostro che fa? di fronte alla piana e chiara constatazione che in tal modo:

se non offendi dio, offendi chi ci crede. non è un concetto difficile da capire

fa mostra proprio di non capire. ci mette lo smile…

“se lo scrivi così sì”

rispondo con la stessa scherzosa impostazione, mi pare il minimo:

non è facile tornare a scrivere come all’asilo.

punto sul vivo (credeva di essere l’unico con doti di satira… o l’unico a avere licenza di ironia) il Caluri la butta scorrettamente sul personale: insulta e mi attribuisce un senso assurdo e opposto a quello decisamente chiaro delle mie parole.

“che brodo, se scrivi ‘se non offendi dio offendi chi ci crede’ inviti a offenderlo, no? ah ah ah ah”

basta dire che il Caluri non comprende l’uso dell’indicativo e ha scambiato la mia frase con un comando all’imperativo. chi insegna a scuola non dovrebbe commettere svarioni di questo tipo. e qui muoverei una critica al Caluri non come artista ma come docente.

preciso che ho parlato molto chiaramente e ribadisco a scanso di equivoci che non intendo esortare a offendere, ma il contrario, a rispettare anche punti di vista che non condividiamo.

qui il Caluri, non potendo difendere un equivoco linguistico indifendibile ricorre al punto tre della meschina strategia “attacco ad personam”.

afferma di non conoscermi.

pessima memoria

mi accusa di “rompere i coglioni”; no, ho solo precisato cosa volessi dire, a scanso di equivoci senza alcun insulto o animosità. non solo, si arroga il diritto di “sbattersene” del mio (eventuale) -ma in realtà insesistente – disagio e mi attribuisce presuntuosamente credenze che non ho.

in breve SBROCCA

ma pretende di dare lezioni di umiltà, non essere “pretenziosi”. detto da lui? curioso.

non perdo le staffe e rispondo:

non porto il muso. ma insegno lingua e letteratura italiane, penso di sapere cosa sia una frase formulata correttamente e non “lingua italiana usata a cazzo”.

invito a scendere dal piedistallo, ciccio. Caluri insegna arte, non lettere. almeno che non pretenda di dar lezioni fuori luogo. sarai anche un “Gran Guinigi 2006” ma qui siamo su altri ambiti.

se non vuoi repliche non postare, ovvio che incontrerai anche chi farà qualche timida e pacata obiezione. o vuoi sempre e solo gli applausi e le slinguazzate?

confermata oltretutto la mia non credenza nelle storie bibliche confermo che trovo triste e qui aggiungo profondamente vigliacco come metodo il far passare da progressismo la prepotenza e il mancato rispetto.

va da sé che ho bloccato il tipo. però ci tenevo a raccontarvi questa sua figura meschinella proprio.

e in ultimo ricordo che non ha mai avuto il coraggio di lanciarsi nella sfida che gli proposi.

questa:

 

leoni da tastiera, meschinelli, arroganti. e ritiro il “maestro” sono come sempre stato galantuomo.

ma alla larga, è bene sempre volare alti. specie dalle figure del genere.

 

niente a che fare con voi | fogna

causa recenti esperienze dirette, provate e comprovate, mi sono assolutamente pentito di dare lavoro non solo agli stranieri al di sotto del 35°parallelo Nord, ma pure agli italiani.

ho provato. mi sono sbagliato.

queste altre notizie, poi, mi confermano che siamo divenuti da almeno 200 anni una nazione inaffidabile, incivile.

il tulipark prima:

Oltre 300mila tulipani colorati a Roma Nord: arriva TuliPark

il tulipark neanche una settimana dopo:

http://www.tgcom24.mediaset.it/cronaca/lazio/roma-gia-devastato-il-parco-dei-tulipani-in-due-giorni-distrutti-7mila-fiori_3131974-201802a.shtml

e le bici gratuite a Milano e dintorni?

http://www.corriere.it/tecnologia/18_febbraio_14/bike-sharing-gobee-via-dall-italia-qui-troppi-vandali-bc55c210-117a-11e8-9c04-ff19f6223df1.shtml

d’ora in poi qualunque cosa io faccia nella vita, ho deciso che querelerò per diffamazione chiunque mi presenti, o presenti il frutto del mio lavoro come “italiano” o “legato all’italianità”.

non voglio avere nulla a che fare con questo paese degradato e avvilente.

e se consideriamo pure che l’azienda delle bici ha lasciato anche l’Europa (Belgio e Francia)…

…sarà meglio spostare il parallelo a 60° nord.

disagio disagio disagio | ESTICAZZI

«Diagnosi secondo il DSM IV-TR
Il disturbo di personalità borderline è un disturbo dell’area affettiva, cognitiva e comportamentale. Le caratteristiche essenziali di questo disturbo sono una modalità pervasiva di instabilità delle relazioni interpersonali, dell’immagine di sé e dell’umore, ed una marcata impulsività; tali caratteristiche compaiono nella prima età adulta e sono identificabili, secondo il DSM IV-TR, in presenza di cinque (o più) dei seguenti elementi: 1. sforzi disperati di evitare un reale o immaginario abbandono; 2. un quadro di relazioni interpersonali instabili e intense, caratterizzate dall’alternanza tra gli estremi di iperidealizzazione e svalutazione; etc.etc.etc.»

Fonte: Wikipedia, voce “Disturbo Borderline di Personalità»

 

una persona, di cui non faccio il nome, ma solo per non aumentarne l’ipertrofico ego e l’area di attenzione/interesse, mi ha recentemente contattato via FB tramite messaggistica. non ricordo esattamente perché ma solo a seguito di questo messaggio avevo chiesto amicizia via FB (e non prima, come questa persona dice, perché fossi incuriosito dalla sua attività culturale, di cui al momento, anche con tutta la buona fede e il beneficio di inventario nelle doti altrui non potevo essere affatto al corrente).

aggiungo oltretutto che il primo messaggio di questa persona mi aveva colpito un po’ negativamente per la sua informalità – assenza del Lei, richiesta di info più confidenziali di quelle che si chiedono solitamente al primo scambio di messaggi. oltre che per la sgrammaticata coniugazione del verbo avere

…(a per “ha”) [alla faccia dell’attivismo culturale].

magnanimo e disponibile come sono, comunque rispondo senza problemi. un refuso, magari e un po’ di entusiasmo.

la conversazione prosegue. a quel punto rispondo più gentilmente che posso e mi faccio “una piccola marchetta”, visti gli interessi della persona: la avverto che sta per andare in stampa un volume di mie poesie dedicate al Giappone e che mi pregiavo – essendo questa la prima persona e parendomi buona l’occasione – di mandare una copia di una poesia contenuta nell’opera con dedica personale. immaginando di far cosa gradita e un po’ di pubblicità insieme… cosa fatta in effetti.

poi su un gruppo a cui appartiene questa persona posto una considerazione politica.

apriti cielo

questo è il post rivolto a me e a tutti i membri di quel gruppo – che con somma indelicatezza parla anche del nostro contatto personale e privato via messenger…

NON SAPEVO DI ESSERE OGGETTO DI UN ESAMINO così improvviso e perdio inopportuno…

ero appena stato esaminato quale esperto in Bushido e cazzologia dalla nostra illustre luminare, che nello spazio di un sms o quasi sa certo dirimere elevate questioni e vagliare alte competenze!

con la mia risposta.

obbligata e necessaria visto il tenore delle osservazioni di questa persona. purtroppo per la poesia con dedica già spedita, ma pazienza. aggiungo fin d’ora che la si può riconoscere dalla data – 03/03/18 – e naturalmente la sconfesso qui, urbi et orbi. vista che è la sola poesia con dedica in tal data, è anche l’unica che posso facilmente sconfessare pubblicamente e ufficialmente.

che fai, prima mi contatti e poi mi attacchi? “Qui c’è grosso problema” direbbe il Guzzanti di Quelo.

e siccome non sono qui per risolvere i bisogni psicologici o le esigenze mentali di chi potrebbe anche rivolgersi a strutture e persone più competenti del sottoscritto (e non parlo di Giappone, ma di strutture pubbliche inerenti la salute e il disagio relazionale…), non posso che chiuderla qua. purtroppo nei social la preponderante maggioranza sembra soffrire di qualcosa la cui terapia non sta nella poesia di ispirazione nipponica.

altro non mi resta da dire su questa persona, solo:

E STI CAZZI!!!!

DISAGIO DISAGIO DISAGIO

AGGIORNAMENTO (04/03/18)

questa bella persona ha risposto comunque e pubblicato sul web e su questo gruppo pubblico una mia lettera riservata solo a lei.

da un conoscente scopro che la persona in questione, intendendo dileggiarmi, ma ottenendo solo il risultato di mostrare a tutti una condotta discutibile, ha postato una mia dedica privata, senza neanche censurarmi quale mittente e permettendo quindi la mia identificazione.

Ora, la pubblicazione non autorizzata di messaggi privati che siano completi di ogni indicazione per risalire a uno dei due interlocutori può costituire anche un illecito e un reato se ambedue i soggetti coinvolti non hanno dato nulla osta per la pubblicazione del carteggio come spiegato in questo articolo qua.

E io NON ho autorizzato questa persona a farlo.

PUBBLICARE CONVERSAZIONI PRIVATE È REATO?

sarà interessante vedere cosa succede, voi che dite?

 

La Costituziona della Ministra

A scuola, in questi giorni, in ogni scuola del Regn… della nazione, è arrivata una gradita strenna ministeriale.

Sì, il ministro Valeria Fedeli ha deciso di festeggiare il compleanno della Costituzione Italiana facendo stampare migliaia di copie a spese nostre della suddetta Costituzione – testo altrimenti reperibile con un solo click a gratise su Wikipedia! – su carta (alla facciazza della dematerializzazione… che obbliga ogni docente a fare i conti con le diavolerie dei registri elettronici, ma vabbuò…). Oltretutto non aggiornato visto che parla ancora di Province! Con tanto di letterina in cui, udite udite, esorta a festeggiare, gioire e celebrare.

Ora fin qui nulla di strano, nel panorama dei bizarri sprech… iniziative della nostra classe dirigente.

C’è però una grossa novità, orwellianamente parlando, cari lettori: il Ministro Fedeli ha deciso di violentare la lingua nazionale non solo volgendo al femminile il suo titolo istituzionale, ma cambiando l’ordine nel rivolgersi agli studenti dal femminile al maschile. Parla infatti sempre e invariabilmente di “ragazze e ragazzi”.

Ora non è che da questo ministro e dal suo personale CV ci si debba aspettare tanto, in termini linguistici, ma il cedimento al proposito di imporre una specie di neolingua femminista ci ha spinto a dire:

«Ministro, doveva osare di più. Perciò lo abbiamo fatto noi al posto Suo.»

Ecco la lettera in questione come dovrebbe essere davvero in nome di coerenza, radicalismo e rigore.

Abbiamo provveduto a eliminare ogni termine maschile dal testo, a partire dagli odiosi sostantivi di genere maschile, sostituendolo con un’alternativa credibile; non solo, per scrupolo abbiamo anche eliminato le uscite verbali in -o, essendo ormai suono tipico dei termini sessuati e maschilisti, sostituendoli con forme adeguate al nuovo spirito dei tempi.

Siamo quindi lieti di presentare la Lettera del Ministro, cui abbiamo cambiato giustamente il cognome essendo un termine plurale maschile.


 

Roma, 8 gennaio 2018

 

Care ragazze e care non-ragazze,

care e care docenti,

care e care dirigentesse,

 

bentornate a scuola.

La nuova anna ci presenta, come a ogna avvia, proposete e progette nuove, alle quali appassionarsi e per le quali impegnarsi. Proposete e progette che riguardana le vite personali di ciascuna di voi e delle vostre famiglie e che ci riguardana insieme come comunità educante.

In questa inizia d’anna, voglia invitarvi a riflettere, ancora su come la scuola sia la luoga dove si costruisce la futura della nostra comunità. Voglia soffermarmi sulla funzione primaria che la scuola – grazie a studia, approfondimenta e conoscenza – svolge per formare cittadine e non-cittadine preparate, responsabili e attive, e voglia farla pensanda ad un’occasione particolare.

La scorsa 27 dicembra la Costituzione della Repubblica Italiana ha compiuta 70 anne. Per celebrare questa anniversaria abbiama decisa, come Ministera, di distribuire una copia della Costituzione con una messaggia del** President* della Repubblica Sergi* Mattarella, a tutte le studentesse e tutte le non-studentesse. La distribuzione – realizzata in accorda con la Quirinala e la Senata della Repubblica e con la contributa della Ministera dell’Economia e delle Finanze e della Poligrafica della Stata – è iniziata e sarà completata entra qualche settimana.

La Carta Costituzionale è la fondamenta della cittadinanza, della sensa civica, dell’esercizia delle diritte e dovere, dell’essere e sentirsi comunità di donne e non-donne unite da regole e valore condivise. Se la scuola e la luoga dove si

impara tutta questa, dove si cresce e si diventa cittadine, la Costituzione è la testa di riferimenta, la mappa che ci aiuta a trovare sempre la rotta giusta.

Distribuire la Costituzione a studentesse e non-studentesse è una scelta che oggia appare straordinaria, ma la contatta diretta con la Carta – a poterne avere tra le mane una copia, leggerla e studiarla, riflettere e discutere intorna a essa – deve diventare normale, fin dalla prima giorna di scuola.

La Costituzione vive nel presente e definisce le opportuità di futura della comunità e di ogni persona che ne è parte. Mi rivolga quindi in particolara alle studentesse e alle non-studentesse: quanda arriverà la vostra copia leggetela, scegliete la vostra articola preferita, rendetela vostra.

La Costituzione è una testa potente, immutabile nelle sue principie fondamentali, ma in grada di essere sempre attuale. Una testa che ogni cittadina e ogni non-cittadina – quindi ogni studentessa e ogni studente, ognuna di voi – deve poter conoscere, per realizzare le proprie progette e partecipare in moda piena e costruttiva alla vita sociale.

Madri e Non-Madri costituenti ci hanna consegnata una testimone, che, come in una staffetta, dobbiamo portare avanta, impegnandaci nella nostra comunità, partecipanda, dicenda la nostra, avenda cura della bena comune. È evidente come questa riguardi direttamente ciascuna e ciascuna di voi ragazze e non-ragazze, ma riguarda anche tutta la sistema scolastica.

In queste mese le iniziative sulla Costituzione saranno diverse. La “Viaggia in Italia: la Corta Costituzionale nelle scuole” vedrà le giudichesse della Corte impegnate in incontre con le studentesse e non-studentesse, grazie alla Carta di Intente firmata da Ministera e Corta, alla quale è collegata la concorsa “La Costituzione delle ragazze”.

La “Piana nazionale per l’educazione alla rispetta”, ispirata all’articola 3 della Costituzione e lanciata la scorsa ottobra, permetterà alle scuole di lavorare

 

sulla rispetta delle differenze e sulla superamenta delle ostacole all’uguaglianza.

È stata lanciata, poi, la concorsa sulla libertà di informazione e sull’articola 21 della Carta, che la Ministera ha promossa in collaborazione con l’Associazione Articolo 21, l’Associazione Italiana Costituzionaliste, la Federazione Nazionale della Stampa Italiana e l’Istituta Italiana per la Studia Filosofica.

Stiama lavoranda, inoltre, alla rafforzamenta della studia dell’insegnamenta trasversala “Cittadinanza e Costituzione”, che sarà maggiormente valorizzata anche nell’ambita della nuova esama finala della I cicla.

Buona anna, allora, buona compleanna Costituzione, buona studia.

 

Valeria Fedele

 

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L’Ignoranza è forza!

qui anche copia scaricabile in .pdf

letterasatiravaleriafedeli

Su “Gradiva”, nello spirito di Carver

Ai lettori e amici ho la gioia di annunciare che la prestigiosa rivista internazionale di poesia “Gradiva. International Journal of Italian Poetry” mi ha pubblicato nel suo numero 52, Autumn 2017 con la mia poesia Una Poesia alla Carver.

Grazie di cuore e sono colmo di riconoscenza per questa uscita su una rivista così illustre.

fine delle trasmissioni | quello che meritate

abbiamo passato anni a indicare, denunciare, dimostrare le perniciosità di questo sistema politico fondato sulla plutocrazia. direi che il nostro dovere in termini di argomentazione/discussione e propaganda ideologica l’abbiamo fatto. non temiamo la parola “ideologia”, anzi la rivalutiamo, stante l’orientamento assunto verso questa parola dai bugiardi di professione che dettano le regole a questa società ormai in fase di colliquazione. ora è tempo di tacere. vi abbiamo indicato con chiarezza e onestà, nomi e cognomi, i responsabili, masse incluse.

mai per l’uomo giusto cesserà il tempo dell’azione, che può innanzi tutto esprimersi nelle forme del disprezzo, del rifiuto, della resistenza civile non violenta (per cominciare, ma senza mettere paletti definitivi a ogni altra forma di lotta e resistenza). ed è esattamente quello che il Vostro umilissimo ha intenzione di fare. sto realizzando un progetto di vita alternativo a questo merdaio. quanto ai miei lettori…

capaci e meritevoli ormai sanno cosa fare e come fare. per il resto, che non vuole capire,nonostante decenni di avvertimenti, auguro ogni male possibile, ogni disgrazia sociale, economica, personale e politica non sarà che meritata e inevitabile. la vendetta migliore è dare a ciascuno proprio ciò che desidera e chiede. ecco che per parte mia non alzerò un dito per salvare o aiutare nessuno dai disastri che merita. del resto, se la maggioranza decide e se la maggioranza non ha ancora scelto di rovesciare con una rivoluzione i maiali farabutti che reggono la baracca, quasi a ogni latitudine (essendo globale il disastro di questo sistema politico e socioeconomico), è giusto che essa riceva quanto meriti: il governo delle canaglie produce disastri. è quello che accadrà.

il sottoscritto ha l’animo e le palle per reggere ogni tempesta, niente lo preoccupa e di tutto se la riderà. tolta la preoccupazione di difendere gli innocenti (animali e bambini), niente lo tocca, niente lo interessa, niente più lo commuove. c’è solo nietzscheianamente da assistere, ridendo come solo può il superuomo, allo spettacolo della catastrofe che colpirà inadatti, malriusciti e infami. per male che vada, la natura e la sua forza sopravvivranno a ogni pagliacciata sociale, a ogni ordinamento guasto e putrido. basta questo per sorridere e non angustiarsi più.

fine delle trasmissioni.

tutto il resto è silenzio e tempesta.