nobel unico

ma per l’incoerenza, l’arroganza e l’inconsistenza.

non entro nel merito dell’anticlericlismo di Fo. potrei dire che lo condivido persino ma questo non sposta di un millimetro il fuoco della questione. quello che mi fa morire dal ridere di questo personaggio è la smaccata, arrogante, inconsapevole, indecente, spudorata, vergognosa e cafona incoerenza. ha per anni gettato merda sulla chiesa e sui preti e ora, che vuole recitare a casa dei preti, si lagna che non gli fanno fare lo spettacolino e blatera di censura?

mi piacerebbe tanto, da anticlericale radicale, dire a Fo che non solo non cerco attenzione dai preti e simili ma che mi vergognerei pure dovessi essere ospite a casa loro per i miei interessi. tra l’altro dovrebbe essere fiero di essere considerato blasfemo e indesiderabile a casa loro.

ma che andiamo a quindi cercare da siffatti “intellettuali”?

la coerenza no di certo.

riflessione critica

« I critici pedanti si contentano d’una semplice esposizione e si ostinano sulle frasi, sui concetti, sulle allegorie, su questo e su quel particolare come uccelli di rapina su un cadavere… Essi si accostano ad una poesia con idee preconcette: chi di essi pensa ad Aristotele e chi ad Hegel.

Prima di contemplare il mondo poetico lo hanno giudicato: gl’impongono le loro leggi in luogo di studiar quelle che il poeta gli ha date. […] Critica perfetta è quella in cui i diversi momenti (per i quali è passata l’anima del poeta) si conciliano in una sintesi di armonia.

Il critico deve presentare il mondo poetico rifatto ed illuminato da lui con piena coscienza, di modo che la scienza vi presti, sì, la sua forma dottrinale, ma sia però come l’occhio che vede gli oggetti senza però vedere se stesso. La scienza, come scienza, è, forse, filosofia, ma non è critica. »

(Francesco de Sanctis, Saggi critici, Morano, Napoli, 1874)

Tacere è essere colpevoli.

Di viltà, innanzi tutto. Anche nel recensire “obiettivamente”, gli dei sanno ahimé quanta pena e umana fallacia vi sia dietro questo avverbio, si ha il dovere di schierarsi con l’intelligenza, augurabile, di distinguere il giudizio artistico da quello “politico”, ideologico, morale (per chi vi crede) e, va da sé, di gusto individuale. Si può anche sconsigliare una lettura o l’acquisto di un’opera se per esempio si ritiene e con sostanza d’argomenti almeno correttamente esposti che la bellezza di un’opera d’arte o d’ingegno possa veicolare e quindi promuovere concetti dannosi o considerati abietti. L’essenziale è sempre essere trasparenti a sé medesimi e agli altri, coerenti con le premesse e i criteri che si espongono e professano, con chiarità di metodo, di parametri di giudizio e tanta umile onestà intellettuale e umana. La verità forse non si agguanta, ma distinguere tra fatto, opinione e giudizio, questo è il primo marchio del critico serio.

Purtroppo troppe persone, per giunta creative e intelligenti, credono che nelle scienze umanistiche il criterio del valore e del giudizio critico sia il “gusto”, dimenticando che come per il neurochirurgo, l’ingegnere, il fisico, il chimico, lo scienziato, anche il critico umanistico, artistico e letterario si avvale di metodo, criterio e parametri scientifici e concreti, maturati in anni di studio serrato. Con buona pace pure dell’idea del De Sanctis, per giunta ottimo critico.

Ahimé quanti ancora attribuiscono la patente di “opinionista” allo scienziato delle lettere e delle arti, per colpa di troppe abitudini da gazzettiere.

seppellisci un gondone

[attenzione: il contenuto del post è parzialmente satirico, ignorante e probabilmente blasfemo, potrebbe quindi urtare la vostra sensibilità, ma questa è internet e potete cliccare altrove in un nanosecondo, quindi non rompete i coglioni! comunque prima di eventuali obiezioni leggete la nota a pié di pagina]

leggo che l’ineffabile Renzi sta cercando di baciare le chiap… mendicare voti anche nell’ultradestra religiosa. il votante del resto è come il maiale, e alla farsa del consenso mediatico non si butta via nulla. ecco che in questi tempi di vera crisi per i vivi, il Comune di Firenze, obbediente e inquadrato come un balilla del sabato fascista, approva un Cimitero per pre-bambini, non dico morti, ma neanche nati.

ovviamente come tutti gli usi mediatici, e quindi par excellence strumentali, propagandistici e strumentalmente vigliacchi dell’infanzia o persino della protoinfanzia, dato che si tratta di potenziali umani, giuridicamente inconsistenti, e non certo di individui, si usa un lessico patetico e fregnone: si parla naturlich di “Giardino degli Angeli” [1].

esiste in politica una regola d’oro per passare qualsiasi cosa, anche le peggiori farabuttate: dite che lo fate per i bambini, gli angeli, e avrete strada spianata.

se vuoi conquistare i cuori dei grandi, accarezza prima le teste dei loro piccoli. funziona. se poi una norma cimiteriale va a contraddire la legge che tuttora vieta a un organismo non formato e non nato lo status di individuo portatore di diritti, chi se ne fotte?!? parliamo dei piccoli angeli, per cui non state a cagarci il cazzo con il diritto e la logica. qui si parla alla panza e al “core” della gente.

stabilito un nuovo confine del diritto e dell’umanità ora si pone una domanda:

sperm_zygot

Dei gondoni o profilattici pieni di sperma che devo farne?

Posso ancora gettarli nel cestino? Sono milioni, no uno, milioni di esseri viventi. È vita, cazzo! Che si spegnerà inevitabilmente. Un genocidio!!! Devo attendere almeno 48 ore e chiamare un legale per constatare il decesso e rimuovere le salme? Devo fargli una festicciola d’addio? Devo inumarli o cremarli? Chiamo un ministro del culto prima di farmi una sega o di un coito “sicuro”? Invito gli amici a accompagnare all’ultima dimora i gameti?

Renzi, rispondi per favore. Chiamo la più vicina ditta di pompe (scusate l’ironia involontaria) funebri o devo “venire” al cimitero da me?

 

Note

1. Fuor di satira: non voglio assolutamente deridere le esigenze o i sentimenti di chi, donna, ha attraversato l’esperienza della maternità mancata. Né mi interessa pontificare sul perché e percome qualcuno dovrebbe seppellire ciò che ritiene degno di sepoltura. Personalmente lascerei che lo Stato si limitasse a semplici considerazioni igienico-sanitarie senza aree riservate e cimiteri per… La mia satira intende colpire solo la politica che non esita a farsi scudo di questioni personali e dolorose per cavarne sugna elettorale. È a siffatte politica e politicanti che è indirizzata tutta la mia satira e tutta la mia personale riprovazione ripugnata. Specialmente quando ci sono in gioco bambini – veri o solo ipotetici – e dolore. Per quanto resti sinceramente e onestamente dell’idea che si è uomini dalla nascita, prima non si è nulla.

impotenza tedesca | impotenza europea

questa qui è stata definita “culona inchiavabile” da un politico italiano sin troppo noto. noi preferiamo definirla Miserrima inaffidabile, perché semplicemente un capo di stato insipiente, incapace, o una miscela delle due cose non si accorgerebbe di essere spiato …da uno dei suoi alleati e partner. questa poveretta sta conducendo una politica così cialtrona e indecente che neanche gli alleati USA la rispettano, e rispettano il paese che governa.

va da sé che la figura barbina fatta dalla Germania è la figura barbina fatta da un’Europa buggerata e serva del più paraculo, finto e millantatore presidente che sia mai seduto al vertice degli Stati Uniti. questa è l’Europa cialtrona che meritiamo, e se la Germania attuale ne rappresenta il vertice e la punta di diamante, ci sarà da divertirsi nel secolo della competizione fra Occidente e Eurasia, o meglio Asia dominante ventura. sarà da ridere se questi Europei e i loro capi oseranno anche solo competere con i futuri dominatori del mondo.

questi i risultati di una pace farabutta che purtroppo dura da 70 anni, e delle democrazie in occidente: un’Europe-etta serva e spiata dal più decadente degli imperi, quello americano per giunta in crisi nera.

naturalmente questa lurida accozzaglia di servi incapaci dei massoni e della grande finanza non è l’Europa che vogliamo e che amiamo. preghiamo quindi per la sua dissoluzione.

lucidità

Fucilare il futuro potrebbe, questo sì, portare ad un reale cambiamento; ma prima bisogna cominciare a fucilare il presente. (RV l’Asociale)

un caro conoscente [1] ha postato oggi una riflessione che trovo impeccabile per lucidità. non conta ovviamente il fatto che su parecchie e ormai troppe cose io e lui ci troviamo idealmente e naturalmente nemici, portatori e fautori di opposte visioni del mondo e idee su come dovrebbe-andare la realtà; conta secondo me che nella sua precisione e intelligenza questo mio prossimo abbia demolito la bufala della retorica sull’immigrazione e sulla multiculturalità quale progresso, meglio non solo del sottoscritto, ma anche di svariate biblioteche di sociologia: siamo tutti all’interno di un’unica cultura possibile.

quella del consumo borghese. ve lo spiega troppo bene con queste parole:

Lavoro, casa, famiglia, soddisfazione personale, sicurezza della materialità. So che è un discorso parecchio duro da fare, ma è la molla che spinge anche la maggior parte degli immigrati, anche quelli che scappano sui barconi da guerre e carestie. Chi si è vista distrutta la propria materialità, scappa per cercare di ricrearsela altrove; e sono diventato parecchio scettico sul “valore rivoluzionario” o comunque di cambiamento che certuni attribuiscono ai flussi migratori. Gli immigrati “non ci salvano dagli italiani”, come si legge sui muri; vengono, o passano di qui, per andare nel famoso “mondo migliore”, vale a dire dove ci siano lavoro, terra e possibilità, dove possano fare figli, dove possano avere istruzione e “integrazione”. Non sono portatori in sé di nessuna forza di cambiamento, in quanto anch’essi facenti parte di un sistema i cui ruoli non sono messi affatto in discussione. Senza vedere e capire questa cosa elementare, si fa come sempre: il fine ultimo, anche della maggior parte degli immigrati, è una bella vita borghese nei suoi vari gradi, con tutta la famiglia di prammatica. Si può sopportare anche il razzismo, per questo.

se leggete pure il resto è oltretutto uno splendido saggio di linguistica.

Note

1. Non se la prenda, ma ormai dopo 40 anni sulla terra ho amaramente imparato il peso, il valore e la rarità della parola “amico”.

sul culo | Zuzzurro

«zuzzurro e gaspare da adesso non ci sono piu’. punto» Nino Formicola, aka “Gaspare”

mi sta sul culo lo snocciolare frasi di circostanza, cercherò quindi di evitare a ogni costo. dico solo che mi mancherà comunque quel tuo modo surreale di stare in TV, anche se il vostro Drive In è stato l’inizio della morte della TV, il cretinismo trionfante che avrebbe comunque fatto pentirci di averlo denigrato, perché avrebbe a breve rivomitato sé stesso e sarebbe evaso dal tubo catodico per farsi società, modello di vita e di consumi, oltre che di unico-intrattenimento-possibile.

mi sta sul culo dover riconoscere a trenta anni di distanza che la realtà ha superato sé stessa in peggio e che tu, Zuzzurro, ci lascerai con Gaspare in un’Italia che è la brutta copia di una brutta imitazione della peggior serata di Drive In mai girata. grazie a Berlusconi & C. per questo; e per C. intendo tutta la classe politica italiota e tutti coloro che hanno avuto una qualche voce in capitolo sui palinsesti TV, e nei media in genere.

mi sta sul culo doverti dire quanto “hai avuto coraggio nell’affrontare il male”, e quanto “eri un comico come non ce ne sono”, perché non penso che la seconda frase sia vera e temo che la prima possa anche suonare falsa o troppo ottimista. nessuno ha davvero il coraggio di morire, o quasi.  però è altrettanto vero che provo per te, Commissario, la tenerezza nostalgica di qualcosa che è stato anche la mia adolescenza.

mi sta sul culo sapere che non c’è ritorno da quel nulla in cui il cancro ti ha spedito. vabbé, tu di certo, diresti: “il Futuro è nerissimo e anche un po’ incazzatello”, il tuo è finito oggi, come ha scritto il tuo compagno di gag Gaspare, il mio, chissà quando e come terminerà.

mi sta sul culo sapere di non vederti più da qualche parte, su qualche palco, perché la TV, caro Commissario, l’ho buttata nel cesso anni fa, e ne vado, come purtroppo non potrai mai sapere, fiero.

ciao. ti lascio qui, come ti ho trovato sul web, ritratto accanto a Gaspare e a un genio che scrisse:

O! if, I say, you look upon this verse,
When I perhaps compounded am with clay,
Do not so much as my poor name rehearse;
But let your love even with my life decay;
Lest the wise world should look into your moan,
And mock you with me after I am gone.

chiamatela letamaio (scusandoci col letame)

letame

 

Com’è che di Casseri
che ammazzò due stranieri
ci han detto ogni dettaglio?
Invece di chi accoppa un italiano
un bel nulla sappiamo?
Sarà che il giornalista ha la memoria alterna
che obbedische a chi piace:
a comando squaderna
e un altro giorno tace.

si sprecano gli esempi a riprova del fatto che i poteri forti della grande finanza hanno ormai condizionato l’informazione e i media, creando un clima e un milieu culturale, ma nell’accezione più francese del lemma, losco, ad hoc per la perpetuazione indisturbata dei crimini ai danni di popoli e nazioni, e a favore del mercato-consumo come unico metro di paragone dell’esistenza.

prenderei spunto da due articoli di quotidiani nazionali che a parole si dicono avversari, esponenti di opposte visioni ideologiche, ideali, politiche e informative, ma che nei fatti giocano allo sporco gioco dei “Ladri di Pisa”: fingere di litigare per ingannarci e permettere ai soliti padroni del vapore di fotterci come sempre. in realtà ambedue i quotidiani servono egregiamente gli interessi della solita Mammona.

cominciamo in concreto con il Corriere della Ser(v)a e finiamo con lo (S)fatto Quotidiano.

ricordate un certo Gianluca Casseri?

or sono quasi due anni (accadde il 13 dicembre 2011) che uccise due disgraziati senegalesi in Piazza Dalmazia a Firenze e ne ferì un terzo gravemente. prima di spararsi. di lui i pennivendoli di ogni testata han detto tutto, con dovizia e abbuffata di particolari, assecondati da una canea squallida di rancorosi e putridi sciacalletti a mezzo web che giocavano a fare gli Sherlock Holmes in una realtà che invece era trasparentissima e leggibilissima per definizione.

di lui è stato rivelato tutto: ha ammazzato due stranieri e ne ha storpiato un terzo.

oggi un gruppo di stranieri residenti in Inghilterra ammazza un italiano a Maidstone (Kent) – pare per razzismo – e nessun pennivendolo di questo triste e squallido paese di servi osa infangere il divieto e la consegna del silenzio. non una parola. non un nome su questi assassini. i giornali tacciono, non si fanno nomi, perdio!!!! anche il Corriere della Ser(v)a si adegua, eccome!

l’assassino di stranieri Casseri, invece, fu denunciato e gridato al volo, a Magnum 357 ancora fumante e a cadaveri caldi (il suo e quelli delle sue vittime). per lui nessun riserbo. neppure un microgrammo, un’oncia, uno straccetto del riserbo con cui la polizia inglese e i nostri media trattano degli stranieri assassini di un italiano i quali evidentemente hanno le palle e le spalle ben coperte dalla polizia inglese e dalla nostra stampa così onesta, trasparente e puntuale nell'”informare”.

non sia mai che i padroni del vapore permettano questo. se un italiano ammazza degli stranieri sia la gogna immediata! se degli stranieri ammazzano un italiano la privacy deve essere garantita!

perciò cari lettori non chiamatela informazione, chiamatela letamaio, esattamente come il pezzo che un compiaciuto Thomas Mackinson (sarà uno pseudonimo? in effetti io mi vergognerei a firmare col mio vero nome se scrivessi roba del genere…) ha dedicato all’assassino “di CasaPound” come ebbero a gloriarsi in passato.

sia detto per inciso che il Mackinson, non pago delle sue fantasie e illazioni da acida delatrice e comare, arriva a deridere e infangare anche il bambino-Casseri, denigrandolo quando da dodicenne si appassionò alla letteratura fantastica lovecraftiana. che dire? non sappiamo se il gesto eticamente, moralmente e umanamente ne qualifichi gli estensori; certamente però si tratta di un modo di pensare e scrivere all’altezza della caratura morale, della dignità, della competenza di una sedicente informazione che dovrebbe chiamarsi in ben altra maniera e con ben altre categorie lessicali.

probabilità

Non furono due aerei a far cadere le torri gemelle. Fu un piano concepito con gli esplosivi dalla CIA.

attenzione, signori, e ricordatevene. perché tra esattamente 18 anni, o meglio, nel 2031, sarà molto probabile, che si dica “definitivamente accertato” da una corte suprema tutto quello che oggi e anni fa è sempre stato considerato delirio, balla, complottismo.

esattamente come erano “complottisti”, “dietrologi”, “bugiardi”, “mestatori” e “visionari” quelli che dicevano:

a Ustica si trattò di un missile.

probabilità.

(e tanta merda in faccia ai debunker di ieri, oggi e probabilmente domani)