La Repubblica (non di Platone)

se qualcuno avesse dubbi sulla capacità di certi giornali italioti di costituire una voce utile a difendere la democrazia e la libertà, per chiudere ogni discussione basta leggere anche solo l’incipit dell’editoriale di Bernardo Valli su “la repubblica” di oggi 17 gennaio 2014:

Autentico o truccato ha scarsa importanza. Il risultato del referendum egiziano era comunque scontato. I “sì” avrebbero prevalso perché più che approvare la nuova costituzione dovevano legittimare, con un plebiscito, il colpo di Stato del 3 luglio scorso.

siccome non mi piace fermarmi alla prima impressione, anche il resto del pezzo è all’altezza e risponde pienamente ai desideri dei poteri forti che aspirano a svuotare di significato ogni istituzione democratica, spacciandosi però come paladini della democrazia. questo il vero pregio.

Valli certo non può nascondersi più di tanto dietro al dito. si parla di colpo di stato. ma si afferma, cerchiobottisticamente che un referendum autentico o truccato non sia un problema importante.

alla grazia. se non è questo il problema fondamentale, quale mai lo è?

la presa del dato di fatto? beh allora persino un’ameba non ha difficoltà a capire che in Egitto è stata fatta una porcata indifendibile, rubando ai Fratelli Musulmani una legittima vittoria. serve che ce lo dica Valli?

Valli intanto certifica già Morsi e i suoi come “pessimi governanti”. as usual, come padron comanda.

gli fa eco, a fronte d pagina, trattenendo l’orgasmuccio a fatica, da Gerusalemme (da dove se no? ma è comunque significativo che la lingua batta dove il padrone ordina) Fabio Scuto. ancora più estremista, più realista del re, Scuto, garrulo squittisce e eiacula giubilo:

Un plebiscito. Questo il risultato del referendum costituzionale in Egitto che premia con una maggioranza “bulgara” la nuova leadership egiziana sostenuta dall’uomo forte del Paese dei Faraoni, il generale Abdel Fattah Al-Sisi. Le lunghe file viste nei giorni scorsi fuori dai seggi elettorali hanno attriuito ai “sì” alla nuova Costituzione “laica” – che cancella quella islamista dell’anno scorso – oltre il 90 per cento dei voti stando alle fonti ufficiali, anche se i dati definitivi saranno resi noti…

che capolavoro! ogni possibile declinazione della vergogna sta davvero stretta a questo modo di intendere l’educazione alla democrazia dell’opinione pubblica.

“Un plebiscito”, lo chiama Scuto: un referendum indetto da un golpista che fallisce persino a obbligare al voto tutti gli egiziani. per fare un paragone, la Russia sovietica, l’Italia fascista e la Germania nazista, perlomeno godevano di affluenze record, sopra il 90%; oltre che di maggioranze “bulgare”, va da sé. invece a malapena Al Sisi strappa il consenso a appena un egiziano su quattro. come ci viene ricordato dalla stessa “la Repubblica” sull’affluenza totale. Il 25%. dopo avr naturalmente arrestato i vertici dei legittimi govrnanti. se persino la propaganda corrotta e leccapiedi di un golpista che ingabbia i rivali è costretta a pubblicare ufficialmente queste cifre, potete star certi che il reale consenso riguarda – se va bene – il 15% del popolo egiziano! ma questo a Scuto sfugge e il “bravo” Valli glissa accompagnando la constatazione di un abuso con il bizantinismo di trovarci conferme gradite alla committenza del giornale.

anche Scuto, poverino, più di tanto non può fare. festeggia eccitato ma riconosce che si tratta di un regime che restringe le libertà civili, che le calpesta.

come dire: “L’abboccato stuzzica, però resta comunque una bella merda.”

sommellier dell’opinione, questi giornalisti, un ristorantino da Guida Michelin questo quotidiano! poverini, costretti a farsi piacere e a farci piacere la fondata di latrina.

Valli parla di “polemiche” sui numeri. come se un referendum costituzionale in cui si esprime appena un quarto della popolazione fosse qualcosa di decente, ma poverino, vittima dei soliti “polemici”.

Scuto fa di meglio: insiste col dire che i Fratelli Musulmani hanno risposto “violentemente”, hanno “fallito”, e sono “sempre meno numerosi”. beh, scopre l’acqua calda: fallirebbe anche lui se qualcuno lo arrestasse, torturasse e chiudesse in galera. che uomo sveglio! probabilmente reagirebbe violetemente anche lui se un militare cagasse un turbante di repressione in testa ai suoi diritti civili e alle sue legittime conquiste. infatti anche lui è costretto a ammetere che per difendere questa bella prova di democrazia, questa conquista della libertà, occorre mandare per le strade egiziane un “dispositivo di sicurezza impressionante: mezzo milione fra soldati, polizia e truppe speciali, schierati con blindati e carri armati.”

mica male, se parliamo, come vorrebbero di un popolo che avrebbe deciso di “voltar pagina”, di (sempre parole sue) “cancellare” la repubblica islamista voluta da Morsi. si vede che ‘sta gente aveva bisogno dell’aiutino di 500.000 sgherri per fare quel che desiderava così ardentemente fare!

Scuto continua in piena estasi orgsmica:

Per il governo ad interim che cercava una forte maggioranza e una grande affluenza per ottenere una legittimità indiscussa e certamente un mandato popolare per candidare Al-Sisi alla presidenza, è un successo.

più avanti persino uno come Scuto deve ammettere che l’Egitto:

dovrebbe avere un nuovo raìs prima dell’estate.

beh anche lui, poveretto è costretto a fare i conti con la realtà: una dittatura criminale e boia ha cancellato la libertà degli egiziani. tant’è che la conclusione dei nostri due cantori della libertà è o guardare all’addomesticata Tunisia, o ammettere che in Egitto ci vuole ancora un Faraone.

che dirvi, signori?

con questo “bel giornalismo” chiamato a difendere la percezione delle libertà presso il popolo, ci preoccupiamo dei diritti dei Valsusini e dei lavoratori in questo siagurato paese?

dico solo che guardare lo sterco impastato nella lettiera del mio gatto è una lezione di diritti civili più obiettiva delle pagine di certi giornali italiani, ma ordinati da altrove.

dedicato a un “matador”

leggo che un simpatico e alternativo "matador" del partito che sta vendendo l'Italia agli stranieri[1] pensa che le bottiglie molotov dei NoTav siano frutto della musica di Caparezza e della Mannoia. lo dice pure senza tema di sfiorare il ridicolo persino in quella trasmissione trash di disinformazione e pornografia politica che è La Zanzara.

come non incitare dunque all'ascolto di brani come "Dalla parte del Toro", che spiega come gestire lo stress da corrida, e "Il Cielo d'Irlanda" (nota terra di bombaroli repubblicani…)?

 

 

 

1. Con le scellerate proposte genocide di Renzi per la scomparsa degli Italiani e la sostituzione con masnade di stranieri ricattabili e proni.

fieri di essere fascisti!!!

ma prima di ogni cosa bisognerebbe partire da un dato di fatto: negli ultimi trent'anni l'Alta velocità è diventata uno strumento per la diffusione della corruzione e della criminalità organizzata, un modello vincente di business perfezionatosi dai tempi dalla costruzione dell'Autostrada del Sole e della ricostruzione post-terremoto in Irpinia. Questa è una certezza giudiziaria e storica più solida delle valutazioni ambientali e politiche (a favore o contro), più solida di ogni altra analisi sulla necessità o sull'inutilità di quest'opera. In questo momento ci si divide tra chi considera la Tav in Val di Susa come un balzo in avanti per l'economia, come un ponte per l'Europa, e chi invece un'aberrazione dello spreco e una violenza sulla natura. Su un punto però ci si deve trovare uniti: bisogna avere il coraggio di comprendere che l'Italia al momento non è in grado di garantire che questo cantiere non diventi la più grande miniera per le mafie.

Roberto Saviano [“La Repubblica”, Tav, da Napoli alla Val di Susa le mani della mafia sui cantieri, 06 marzo 2012]

SE nell'italietta fognetta putrida del 2014, secondo il "giornalismo professionista" del corriere della ser(v)a, sensibile ai desideri dei grandi gruppi economici, ai mega-appalti inutili di Stato, alla collusione con la criminalità (sorpresa sorpresona, in un singulto di esternazione e scoperta del reale lo dice persino uno come Saviano su un giornale da cesso come La Repubblica, mica un facinoroso anarchista da baita…), allo scempio del territorio, alla devastazione delle microeconomie locali, come ci dice il bel pezzo del "bravo" e per nulla azzerbinato e prono Marco Imarisio, essere un NoTav e combattere tutto questo, difendere la propria terra, la propria gente, la propria stirpe e i luoghi in cui sei nato, significa esssere fascisti.

allora siamo…
fieri di essere fascisti!!!
fieri di essere fascisti!!!
fieri di essere fascisti!!!

benvenuti nel comitato di censura

sono e sarà sempre letterariamente ostile a qualsiasi forma di censura e di valutazione ideologica delle opere letterarie. per me quando si pongono limiti di qualunque tipo, forma, colore, intenzione all'autore non si fa letteratura: si fabbrica merda.

merda.

e l'autore che scrive autocensurandosi e accettando simili porcate non fa arte, ma leccaculismo.

leggo sul bando di un concorso letterario lanciato da una piattaforma di self-publishing collettivo cagate come questa:

 

f)
[L’autore] si assume ogni responsabilità circa il contenuto dell’opera in Concorso, garantendo che l’opera non sia oscena o diffamatoria; che l’opera non istighi alla violenza, al razzismo, al sessismo o all’omofobia; che l’opera non faccia apologia del fascismo o del nazismo; e che l’opera sia comunque conforme alle linee guida e alle politiche per la pubblicazione di contenuti sulla Piattaforma KDP

e capisco subito che geni del calibro di Celine, Pound, Hamsun, Majakovskij, Omero, De Sade, DeLautreamont, Bulgakov, Eliot, Dante Alighieri sarebbero esclusi a priori da cazzate come questa, spacciate per concorsi. e ci sono grandi editori italiani che hanno il coraggio di stabilire la conformità ideologica di un testo. Roba da russia stalinista! Non si accettano autori controrivoluzionari! siamo nell'italia "letteraria" del 2013, non a Mosca nel '48.

letteratura?

no, merda. merda da comitato letterario di censura.

tirapiedi | dolcetti

il tirapiedi è colui che fa lo scagnozzo del boia. aiutava il capo strattonando seccamente gli impiccati dopo che avevano smesso di scalciare in agonia, per essere certo di aver spezzato il collo.

tirapiedi è lemma composto, come leccapiedi. il leccapiedi per esempio è colui che serve senza pudore e ritegno un padrone potente, senza alcun senso della dignità e della giustizia.

ora, dopo questa parentesi storico-letteraria, ci sta bene il bel titolo del Corriere della Ser(v)a, per tirarci su con un po' di insano e macabro umorismo:

nonsivergognano

esattamente come dire:

Morto Jack lo Squartatore. Gentiluomo notturno che cercò l'amore.

 

PS: stasera dolcetti, mi sento buono.

 

avatar | malatesta

la riprova più lampante sulla infima qualità media del dibattito social nel web e (e parlo di e come congiunzione logica) della confusione simbolica e della confusione concettuale, si può esemplare in un  tizio che sceglie un certo avatar e poi scrive roba del genere!

ilnuovobresci

per me siamo al livello che, a confronto, parlando di coerenza e completezza formale e testuale, una palata di ghiaia, sperma e merda è questo.

shroudsourcing | seppellisci l’arte

mi capita di leggiucchiare delle e-magazines.

me ne capita purtroppo sotto gli occhi, con frequenza crescente, un certo tipo di rivista, quella che si fa da sola spesso sfruttando il lavoro altrui, spacciandolo per vetrina. decine di "creativi" postano gratuitamente foto o materiali autoprodotti, sperando di essere selezionati e apparire sul prossimo, meraviglioso, numero.

intanto due pagine di contenuti ci sono. se poi ci aggiungiamo un 70% di advertising, una e-magazine si riduce davvero a poco.

già questo demoralizza.

demoralizza perché credo che la creatività e la bellezza si debbano pagare. un minimo, ma si debbano pagare.

se poi questi creativi sono del tutto privi della grammatica minima per scattare una fotografia, allora sì che mi girano le balle. e tanto. e non c'è Instagram che tenga.

perché quando vedo roba del genere in giro:

coglione

dove bisogna essere proprio gli stronzi, ma stronzi senza ritegno per ritrarre un soggetto carino, palesemente sottoesposto e, per non farsi mancare nulla, con un'ombra modello CostaConcordia rovesciata sul centro d'interesse della composizione.

non c'è logica della condivisione, del crowdsourcing, dell'intelligenza collettiva, dell'instant-journalism che tenga: sei solo un miserabile cazzaro che non saprebbe fare una fotografia neppure con Cartier Bresson che ti setta l'apparecchio, ti sceglie il momento e ti spinge quel ditino da ritardato sul pulsante!

quel che è peggio è che non fai male solo alla tua reputazione di "artista", ma incoraggi delle redazioni a postare e spammare spazzatura grafica e visiva inquinando il mercato dell'offerta cognitiva e della percezione del bello.

tu non sei un creativo, non sei un fotografo, non sei un artista. tu hai solo un cellulare e un accesso al web.

tu seppellisci l'arte.

aborti (politici)

renzifalce

ho notato che il logo di Renzi (scusate il termine, e all'ora di cena oltretutto) somiglia a una falce e martello abortita.

non è un caso. quando i designer dicono la verità.