la cura Renzusconi

la storia e l'esperienza insegnano, ma pochi ascoltano.

i risultati della cura e amministrazione Renzusconi a Firenze, nel locale, dove quindi è giocoforza più facile operare e intervenire per ovvie ragioni di scala, sono ben testimoniati da questa lettera di un commerciante storico fiorentino.

le sue parole ci danno efficacemente la misura del bene che Renzusconi farà al paese. dopo aver sfasciato Firenze e il suo tessuto umano, sociale e commerciale, il pupone avrà ben diritto a divertirsi con un giocattolo più grande.

leggete la lettera di questo ex-esercente e già che ci siete chiedetevi chi ha tratto vantaggio dalla Cura Renzusconi, per capire chi trarrà vantaggio da un personaggio par suo al potere.

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NAZIONE FIRENZE 23/2/2014
Troppe tasse e affitti insostenibili Happy Jack chiude dopo 50 anni
I proprietari del negozio di via della Vigna: “Non ce la facciamo più
di LAURA GIANNI

LA BANDIERA bianca sarà alzata a marzo. Dopo 47 anni di attività, il negozio di abbigliamento «Happy Jack» di via della Vigna Nuova abbasserà definitivamente la saracinesca Un’altra fetta di commercio storico tagliata fuori. «E’ la conseguenza di questo nuovo modo di fare imprenditoria. E guardi che sono più amareggiato come fiorentino
che come commerciante: dopo Doney, Neuber, la Farmacia inglese, Giacosa, Seeber, nel nostro piccolo tocca anche a noi», commenta Marcello Parrini, titolare dell’attività con il socio Oberto Manetti.

Caro-affitti, pressione fiscale, crollo dei fatturati, mancanza di correttivi per arginare gli effetti della crisi: il cahiers de doléances è pieno.

«Gli affitti sono rincarati ma sia chiaro che i proprietari dei fondi non hanno responsabilità, si limitano ad applicare la legge di mercato e probabilmente lo farei anche io – sottolinea il commerciante – Paghiamo lo scotto della liberalizzazione delle licenze: doveva servire ad incoraggiare lo spirito imprenditoriale dei giovani e ha finito soprattutto per agevolare i grandi gruppi, interessati a conquistare le strade simbolo delle nostre città spesso come pura operazione di marketing. Il risultato? Prenda via Tornabuoni: è ormai omologata a via Montenapoleone, Fifth Avenue, Rodeo Drive. E i negozi fiorentini, magari di livello e con la loro specificità, che aiuto hanno ricevuto?».

La globalizzazione delle griffe avrebbe avuto ripercussioni economiche pesanti. Per esempio sui canoni di locazione.

«Per forza, il libero mercato è così: c’è richiesta e gli affitti salgono. In via Tornabuoni c’è un grande marchio che sborsa 840mila euro all’anno di affitto, ha 10 dipendenti: di sicuro non ha rientro commerciale, ma di immagine sì e raggiunge il suo scopo. Ma chi come noi sborsa oltre 15mila euro, ha un’attività commerciale, a fine mese deve anche rientrare delle spese, non rimetterci: per noi l’importante non è esserci, ma vendere. Anche il turismo è cambiato: gli europei e gli occidentali in generale venivano a Firenze a cercare il prodotto raffinato, di qualità, ma anche particolare. Gli orientali sono attratti dalle griffe. Punto».

Il calo progressivo dei fatturati dal 2008 in poi («dovessi quantificare, direi del 40 per cento»), la pressione fiscale che non concede tregue («se l’Iva va al 22%, resta un 78%, ma un terzo degli incassi va allo Stato, un terzo in affitto, il rimanente serve a coprire altre spese e finiamo per lavorare rimettendoci»), la mancanza di prospettive («le associazioni di categoria a livello nazionale avrebbero dovuto opporsi alla liberalizzazione generalizzata delle licenze, evitare che ne venisse azzerato il valore commerciale e difendere gli esercizi storici proponendo una detassazione ma ormai è tardi»), hanno quindi portato alla decisione di liquidare tutto e chiudere bottega, probabilmente intorno a metà marzo.

«Ci dispiace non essere arrivati a festeggiare i 50 anni – conelude Marcello Parrini –
Oltre al mio socio e a me, qui ci sono quattro dipendenti, anche part time o a chiamata, e ora dovranno trovarsi un lavoro. Io? Per arrivare alla pensione sto pensando di lasciarmi attrarre dalle sirene che dicono di lasciare il commercio per fare il consulente nel settore. L’esperienza ce l’ho, le proposte anche. Ma da fiorentino mi dispiace per il nostro centro storico».

poesiola politica

Con Renzusconi
la DC dei tuoi coglioni
il governastro dei primi cinquant'anni
che ha prodotto Berlusca e altri danni!

Furio Detti

ps. Ultim'ora. A costo di essere banali, riscontriamo la profonda intelligenza di chi come Civati rappresenta l'"alternativa" a Renzusconi: "Matteo, stai sbagliando, ma voto la fiducia." Gesù che opposizione e che sagacia! Come quello che: "Sto andando a sbattere contro un muro, ma non sterzo." poi dice che parlare male dell'intelligenza dei sinistrorsi è esercizio d'intolleranza.

Teatreuropeo: calendario e tempistica

Cari amici, professori, ragazzi,

il tempo vola ma noi siamo organizzati e ce la faremo.

Ho steso una tempistica, è importante quindi che ve la segnate è di importanza vitale per arrivare preparati allo spettacolo.

timetable_teatro

Alcune precisazioni:

1. La data è ancora incerta causa questione "Pellegrinaggio ai Lager", ma ho tenuto ferma per riferimento quella del 12 maggio prox. che è e resta per ora la nostra "deadline" per lo show.

2. Credo che in Aprile si salvino dalle vacanze di Pasqua le due date del 17 e del 24. Salvo precisazioni le ho lasciate come appuntamenti!

3. Lo schema è semplice: le fasce indicano le attività in cui saremo impegnati; i dischi gialli le scadenze, o "deadlines" entro cui queste attività devono assolutamente concludersi.

4. La messa a punto dei balletti riguarda sia la scelta delle musiche, sia quella dei passi da fare.

5. Le scenografie riguardano i materiali di scena, i costumi (vestiti da indossare) e i props, oggetti di scena come pistole, borse, accessori, ecc….

Se avete dubbi o domande contattatemi assolutamente.

Buon lavoro.

 

dall’Alhambra alle casbah

grande graffitaro

a scuola adesso, nella classe Prima, sto spiegando l'Islam. parlerò anche della cultura islamica, orientata al rifiuto o limitazione del figurativo (entro certi ambiti e in via non certo totalizzante) e alla valorizzazione del segno grafico astratto, di natura matematico-geometrica, a cui si abbina la calligrafia araba con la sua ambizione a trasformare il segno in disegno "arabesco", appunto.

ecco che un writer Tunisino ElSeed porta con la tecnica spray riporta al presente delle strade e dell'urbano l'antica arte della calligrafia, connessa alla poesia e alle radici profonde e culturali del popolo tunisino. per seguirlo via Twitter e Instagram:

twitter: @elseedart | instagram: @elseed

 

[fonte fotografie: Re-Volt Magazine, issue 4, feb 2014]

esercizio di memoria

o le "ca**ate" di Cazzato

dal Venerdì di Repubblica – dove se no? – mi è capitato sotto gli occhi un ritaglio. l'articolo (data non pervenuta) è alla firma di Giampiero Cazzato e si intitola "Anche segregare costa: l'inutile spesa dei campi Rom" in cui il nostro, anziché fare il giornalista, ci sentiamo di dire, si fa propagandista e portavoce della retorica interessata e bottegaia delle onlus che sull'immigrazione rom-sinta ci marciano.

il nostro ci ricorda che realizzare campi nomadi attrezzati alle periferie delle città è un costo per le Amministrazioni. per esempio:

per tenere in piedi queste strutture a Napoli, Roma e Milano, tra il 2005 e il 2011 è stato speso un fiume di soldi (cifre parziali e incomplete, avvertono i curatori della ricerca [1 ndr a calce], causa "la scarsa trasparenza e l'insufficiente livello di dettaglio dei documenti"): 24,4 milioni a Napoli; 69,8 a Roma e 2,7 milioni a Milano.

fin qui niente di nuovo, da anni insieme ho affermato e affermo che stiamo gettando soldi per mantenere emeriti nullafacenti (o peggio) sul territorio, assistiti e naturalmente assistenti. ci volevano Cazzato e le onlus per svelarlo? wow. niente di più che l'ennesima dimostrazione di quanto la solidarietà mondialista abbinata alla politica dei politicanti sia uno spreco osceno ai danni della nazione e della comunità nazionale.

Cazzato prosegue elencando dati:

A Napoli, per erogare acqua, luce e gas nel campo di Secondigliano, sono stati impegnati 2,5 milioni di euro (300 euro al mese per famiglia).

e qui credo che sia molto più interessante osservare che fatta una stima media, al mio nucleo familiare di 2 persone, acqua luce e gas al mese portano via, esagerando per eccesso, 100 euro. se pure si aggiunge qualcosa per l'acqua consumata da altri componenti normalmente si va intorno ai 120 euro. e siamo una famiglia presumo igienicamente non bisognosa di tutela con una discreta dotazione di elettrodomestici. i rom riescono a consumare invece 300 euro al mese. se tanto mi da tanto costoro dovrebbero sembrare dei damerini e non dei bisognosi. pure per le strade si vede qualcosa che non collima con questi consumi!

Cazzato prosegue:

Gli interventi socioeducativi si sono visti assegnare solo 3,4 milioni. I costi schizzano a causa della "sindrome securitaria" del 2008 dopo l'omicidio a Roma di Giovanna Reggiani. Nella capitale le spese a favore dei rom, che nel 2007 erano state di 8,3 milioni di euro, aumentano fino a diventare 23,5 milioni nel 2011. Soldi che potevano essere spesi diversamente.

certo, è interessante notare e far notare al Cazzato interessi e preoccupi di più la "sindrome securitaria" della morte allucinante e orribile inflitta da un rom a una persona che poteva essere vostra moglie o figlia. interessantissimo punto di vista e deliziosa sensibilità del nostro "giornalista"! il problema è la sindrome, non il crimine che la genera, cari signori miei.

ma è la soluzione proposta dalle onlus e dal Cazzato che ha del fantastico. spassosa.

Come a Pisa dove, grazie a un progetto costato tre milioni 238 rom hanno lasciato i propri capi per una casa.

limitarci a osservare che non si elimina uno spreco con un altro spreco è cosa così' naturale che basta poco per considerare la qualità dei consigli del Cazzato. piuttosto esiste una maniera sicura per risparmiare: non dare ai Rom un bel niente: né case, né campi, né utenze. facile, economico, funzionale!

è inoltre più produttivo osservare e chiedersi chi pagherà manutenzione delle case pisane, chi pagherà le utenze?

qui un simpatico articolo che ci mostra per cominciare  tutta la riconoscenza dei beneficiati:

coltano

alla luce di ciò non ho dati in merito ma avanzo un'ipotesi. secondo me queste spese attualmente stanno ricadendo o ricadranno esattamente sul Comune e non sugli insediati. prometto che cercherò lumi in merito. intanto ricordiamoci del Cazzato, della sua bella informazione, di Repubblica e della bella propaganda per le case ai Rom, mentre gli italiani schiattano e non riescono a salvare i mutui casa o neppure a sognarsela una casa di proprietà (come il sottoscritto che perlomeno ha la fortuna di vivere con una proprietaria). ricordiamocene bene che esercitare la memoria è gran cosa. ricordiamocene pensando a Giovanna Reggiani e ai suoi cari! una piccola foto in apertura come piccola è la considerazione tributata da certa stampa a noi italiani.

ricordiamoci anche che il Cazzato ha lavorato per Liberazione e guarda caso, pensa quel che si vede di un presidente le cui gesta certamente entusiasmano ogni italiano:

custodeunpardeca cazzato

in effetti guardando quel che dice e pubblica, si capisce bene quali "alti" interessi serva, il Cazzato. ricordiamocene.

Note all'articolo

1. "Segregare costa" rapporto della cooperativa Berenice e delle Associazioni Compare, Lunaria e Osservazione.

miniconcorsino interno di poesia

Ho il piacere e l'onore di pubblicare qui le due poesie vincitrici di un "miniconcorsino" assolutamente informale e interno alla classe scolastica, di poesia e reading poetico.

gli alunni si sono sfidati leggendo e analizzando le poesie preferite scelte liberamente dall'antologia, poi hanno eseguito a turno dei reading di lettura, scelti dalle giurie formate via via dai compagni "eliminati" durante le letture  

concludendo, i due finalisti vincitori hanno scritto.ciascuno una breve poesia dello stesso tema della poesia presentata e scelta.

hanno vinto

1. posto – Alberto C. (tema: il fiume)

Nel lungo corso della mia vita
non avevo mai visto
un deserto così grande.
Era, è lì, davanti a me.
Ho sognato così tanto questo momento
che ora non credo a quel che vedo
ma in fondo è sempre acqua
come me.

2. posto – Lydia A. (tema: la sera)

 Pian piano arriva la sera,
con una nuvola leggera, che
con gioia e con magia
colorava il cielo…

…come puntini d'oro;
sull'infinito blu,
s'illuminano sempre di più;
…tranne una che mi sorrideva.

 

Premio speciale, poesia scelta:

Samuele B.

per la poesia Francesco Petrarca, "O cameretta che già fosti un porto"

principio di realtà

novità

finalmente anche il principio di realtà si impone ai più servili e appecorati gazzettieri a seguito della Corte della zarina Boldrini che è – qui ci pregiamo di utilizzare aggettivi assolutamente unisex, scevri dalla pur minima ombra di sessismo – un raro esempio di ente politico inefficiente, arrogante, prepotente, inutile e devastante.

soddisfatta la descrizione del politicante, torniamo a far notare come cose ben più serie e capaci, queste sì, di influire sulla realtà di quanto non sia l'amor proprio ferito, la laesa maiestas di questa Maria Antonietta più adatta al "Bagaglino" che alla Storia. per giorni costoro ci hanno forzatamente coinvolto nel tentativo più fregnone di far passare una polemichetta da parlamento come un affare serio meritevole di attenzione nazionale. volutamente, si sa, meglio distrarre il popolo con il pettegolezzo, specie quando si ha da imbastir porcate altrove. intanto il paese va, come deve, tranquillamente a rotoli.

eppure oggi, in prima pagina, anche i lacché più devoti devono prendere atto che qualcosa di più importante picchia ai cancelli dorati di Versailles.