ritorno | zu den sternen

Durer, Knight, Death and the Devil

sono, anzi siamo appena tornati da Parigi. questo mese di Aprile è stato veramente storico per me – per giunta con la Pasqua finita al 20 del mese – e ho avuto la fortuna di chiudere il grosso e penoso capitolo di una battaglia durata sei anni, vincendo per tenacia. una vittoria molto amara, ma pur sempre vittoria, ancorché giunta fuori tempo massimo (almeno secondo il mio punto di vista).

tornando a Parigi, per argomento, e tornando da Parigi, per condizione, quando si visitano luoghi attraversati con prepotenza dalla Storia, sulle ceneri dei re e degli uomini, capita, se si affronta la questione con la deformazione professionale, di risvegliarsi ancora innamorati della materia a 41 anni suonati, ma anche molto, molto disillusi. purtroppo non ci si può tappare gli occhi sul fatto che alla fine "re e pedone finiscono tutti nella stessa cassa". ma ho chiuso una serie di visite dovute a certi illustri defunti e fratelli di spirito: Mishima e Pound li ho salutati nel 2007 e nel 2012, oggi è toccato a L.F. Céline. la visita delle tombe dei grandi non è semplice tafofilia.

anche questo percorso, questo triplice andare sulle urne, chiude un lungo capitolo della mia piccola e personale storia spirituale. mi sento come l'ultima sentinella avvolta da una corazza gelata in qualche strana notte del deserto, a guardia di un fuoco chiuso in uno scrigno di ferro, un tizzone da tenere vivo a ogni costo e nonostante tutto.

non si può non esserne molto tristi, troppo amareggiati.
la solitudine è tanta, e la notte enorme
ma quel fuoco brilla quasi come un sole bianco
fra le maglie della sua dimora
sotto le stelle remote e immutabili
e allora non si può non essere anche qualcos'altro…
sapendo di custodire, da ultimi, qualcosa di così simile
e bello alle stelle del cielo, su questa "terra desolata".

non si può non essere che orgogliosi
rendere grazie per l'onore

e andare avanti e salire alto
oltre l'oscurità che nasconde l'alba
verso le stelle.

quindi… quindi si procede. eliminando ogni cosa superflua, tagliando, scorticando, piallando, levigando, a colpi di scalpello e coltello perché rimangano solo azione e vita. poche parole, pochissime, quelle giuste, e solo per chi è degno di comprendere. il che nell'era della "permanente connessione all'idiozia" è già rarissima palestra di esistenza e autentica resistenza. ci saranno sensibili novità come un rinnovato ritorno all'arte e pochissime concessioni al mondano. solo per pochi. chi doveva capire, ha capito. chi ancora no, vada a farsi fottere.

grazie a chi accompagna con il cuore questo cavaliere.