quanto fa schifo il Corriere… | il peso delle parole

c'era una volta la convinzione e la pratica del giornalismo che si preoccupava dei fatti e degli eventi storici, come rivoluzioni e colpi di stato, con inviati, reportages – penso a un Terzani senza dover sforzarmi troppo, ma ce ne sarebbero di nomi…

oggi invece il Corriere della Ser(v)a dedica al colpo di stato in Tailandia la miseria di 279 parole.

oggi alla redazione di Via Solferino i soli, semplici, ennesimi scazzetti, il solito trito interscambio di graziosità da comari e sguattere, dei nostri politici (Grillo, Berlusconi, Renzi et alia…) valgono da soli quasi ben il doppio: 505 parole.

chiaro che il livello di informazione e consapevolezza geopolitica, sociale, economica del paese è quello che è. esattamente e matematicamente all'altezza di un giornalismo che fa l'effetto che fa a un cervello normodotato.

nessuna meraviglia dell'opinione di cui gode il "giornalismo" italiota presso un popolo civile.

Voltaire ‘a Carogna | Speziale Libero

non avrei mai pensato di dover essere soldale con certi elementi, ma la ragione, la logica, la filosofia e il buon senso distaccato e razionale ci impongono di schierarci contro la decisione del ministero degli interni, nella persona di Angelino Alfano, a fianco persino di uno come Genny "''a carogna".

perché il punto fondamentale, e lo spiega egregiamente nel dettaglio il giornalista Luca Marcenaro sull'Huffington Post, consentendomi di risparmiare dita e tastiera, è che uno stato di diritto non può e non deve sanzionare la legittima espressione di un'opinione e di una speranza, ossia la speranza di liberazione di un detenuto, quale che sia, ribadiamo, quale che sia il reato contestato o ascritto dalla giustizia. perché altrimenti, condannando chicchessia solo per aver sperato la liberazione di un altro essere umano dal carcere, lo stato di diritto si avvia a diventare stato di infamia e vergogna.

si badi bene che non esiste neppure l'apologia di reato, che ci sarebbe stata nel caso in cui la maglietta, per esempio, avesse elogiato direttamente Speziale per aver commesso l'atto ascrittogli. infatti e in verità Genny 'a carogna ha solo espresso la speranza che un imputato e condannato possa uscire di galera.

se questo ordinamento di giustizia e potere ritiene che tutto ciò sia reato, non solo si macchia del gravissimo crimine di persecuzione delle idee e del pensiero libero, non solo va contro il suo stesso dettato fondamentale che è la "riammissione del reo nel consorzio civile", ma mostra di ricorrere a una squallida, vile e trista ritorsione, non potendo, questo sì, allontanare efficacemente il sospetto che si sia chiesto giorni fa il consenso a giocare al discutibile personaggio.

solo ora, solo dopo che, diciamola apertamente, la gaffe è esplosa in tutta la sua contraddizione, ora che "il Re è nudo" il Re-Potere, il Re-Stato, il Re-Sistema se la piglia non con sé stesso e con la sua pessima gestione della serata e della partita – come dovrebbero onestà e verità o almeno una onesta ricostruzione dei fatti e delle responsabilità – ma con la "bambina che ha gridato la famosa frase".

Genny 'a carogna quindi, con tutte le nostre antipatie e ricusazioni per la sua figura, riscuote oggi necessariamente la nostra solidarietà, è con lui, in mancanza di giustizia, che un Sistema iniquo infierisce sperando di nascondere e coprire le sue possibili mancanze e scongiurare le ombre su di sé.

un rimedio filosoficamente parlando persino peggiore del male, che è il sospetto avanzato da un popolo al suo Stato, il sospetto di forza coi deboli e debolezza coi forti. questa nuova ritorsione ne conserva in effetti tutto il tardivo, malaugurato, squallido sapore. In foto un signore che disse, o a cui han fatto dire: "Non sono d'accordo con quello che dici, ma mi batterò con ogni mezzo per permetterti di dirlo." Noto nei circoli ultras parigini come Voltaire 'a Carogna! riteniamo che Ragione e filosofia lo avrebbero fatto schierare con noi, nell'anno di grazia 2014 del regno di Re Giorgio II.

Speziale libero.

con ogni mezzo… quando la Sinistra alternativa si berlusconizza

ipocritischifosi

c'era un tempo recentissimo in cui la sinistra, moderata e estrema, crocifiggeva Berlusconi per la sua "pornocrazia", …e le veline ministro, e l'Italia delle Banane Tette&Culi, e "il ruolo della donna svilito a merce" (vero femministe?), e la pornizzazione dei costumi e delle istituzioni, e lo "svilimento della politica e della dignità della Repubblica nata dalla Resistenza zumpappero zumpappà."

ok. questo accadeva appena ieri.

oggi, però, che Berlusconi non è più un problema, elettoralmente parlando, l'estrema sinistra, incarnata dalla Lista Tsipras cosa fa?

torna alle tette&culi come strumento di consenso, grancassa, e mobilitazione. "Con ogni mezzo" come dicono loro.

un commento amaro direbbe che anche loro hanno imparato la lezione dal maestro di Arcore e lo stanno superando. la patonza tira. in effetti sanno bene come ragiona il parco buoi elettorale di questo paese, una massa di animali in fregola, arrapati e segaioli.

una considerazione più politica mi induce a provare uno schifo abissale; più che per il pornocrate, ancor più per quello che prima puntava il ditino in geremiade e poi ricorre ora allo stesso strumento pur di vincere. "Con ogni mezzo". ipocriti schifosi!

solo infiniti disgusto, riprovazione e pena. se questa è l'altra Europa, affondi pure la baracca con loro.

tu uomo “onesto”…

ti faccio qualche domanda. faccio qualche domanda a te, uomo "onesto":

"La compreresti un'automobile senza volante? O senza ruote?"
"2+2+3 fa 7. Se tolgo il 3, fa ancora 7?"

scommetto che mi rispondi di no.

è vero, uomo "onesto", caro amico che mi leggi e ti offendi magari per come vanno le cose, qui in Italia. scommetto che so le risposte.

"No." alla prima, e "No" alla seconda.

perché la logica e il buon senso, limpido, che hai, ti dicono che una cosa quando è parte del tutto non si può togliere senza cambiare questo tutto. l'automobile senza sterzo o ruote non è più un'automobile che funzioni, o che si possa usare. la somma senza un addendo è diversa da quella originaria. se togli un pezzo non hai la stessa roba.

se manca qualcosa di fondamentale a un tutto, non si ha il tutto.

ecco. bravo.

allora smettila di indignarti per quello che è successo all'Olimpico, per le autorità e i giocatori che hanno chiesto il permesso per giocare a una "carogna", a un pregiudicato per droga, figlio di un camorrista. smettila di invocare fulmini da parte dei politici e delle autorità. ti prego, non rompere i coglioni.

perché quei tifosi violenti, quel capocurva delinquente, quegli spari e la polizia sono parte del tutto e funzionano in perfetta armonia col tutto. e questo tutto è un sistema intero di prepotenze chiamato "società del 2014" con le sue istituzioni, la sua paura, la sua rabbia, il suo odio, la sua repressione, la sua violenza. e il pregiudicato capocurva e gli ultras, in particolare, sono una violenza che fa piacere, e molto, a chi comanda e a chi è il grande sport. sì.

inutile che ti indigni e scuoti la testa e fai "nonno nonno nonnonono".

eh sì, sì, sì invece.

perché se vuoi sapere quello che in realtà pensano tutti i politici quando assistono a questi stadi pieni di teste di cazzo che fanno quello che fanno, teste di cazzo che accettano quello che accade, teste di cazzo che chiedono il permesso a guappi rifiniti per giocare, in questo tutto, te lo dico io cosa pensano davvero.

perché questo schifo c'è ed è parte necessaria, sostanziale e funzionale di questo sistema produci-subisci-incazzati-consuma-crepa.

te lo ripeto nel senso più chiaro e filosofico del termine:

parte necessaria, sostanziale, funzionale.

necessario: cio che deve esserci obbligatoriamente; sostanziale: ciò che è parte inscindibile e organicamente profonda di un tutto; funzionale: parte che assolve nel tutto a una funzione definita, specifica e armonica col tutto.

senza la camorra, i capibastone, i violenti, gli ultras il calcio, il Sistema, persino lo stato borghese, non funzionerebbero.

sai che cosa pensano dentro di loro i politici che strepitano come te la "giusta indignazione" sui giornali, in tv, sui media?

te lo scrivo nero su bianco. mi ci gioco il culo.

"Per fortuna questi delinquenti sono qui a sfogarsi dentro e nelle vicinanze dello stadio. Per fortuna la loro cagnara è contenibile e utile: utile perché permette allo Stato di sfoderare una repressione totale e indiscutibile anche in altri ambiti e contesti, utile perché spaventa quanto basta il cittadino, riconducendolo, tramite la paura, all'acquiescenza e all'ordine, invocato e richiesto; utile perché questa gente per fortuna non scende in piazza e non sfascia tutto per i veri problemi: povertà, insicurezza personale, ignoranza, oppressione, ma usa il pallone come valvola di sfogo quanto mai santa, auspicabile, e benedetta. con qualche misura in più lascio che la violenza si sfoghi in modo controllato, e tengo lontane le persone dal pensare a ribellarsi al sistema politico, sociale e economico che produce le disuguaglianze e le miserie di cui il calcio stesso è simbolo e sfogo."

è chiaro?

te lo riscrivo pari pari:

"Per fortuna questi delinquenti sono qui a sfogarsi dentro e nelle vicinanze dello stadio. Per fortuna la loro cagnara è contenibile e utile: utile perché permette allo Stato di sfoderare una repressione totale e indiscutibile anche in altri ambiti e contesti, utile perché spaventa quanto basta il cittadino, riconducendolo, tramite la paura, all'acquiescenza e all'ordine, invocato e richiesto; utile perché questa gente per fortuna non scende in piazza e non sfascia tutto per i veri problemi: povertà, insicurezza personale, ignoranza, oppressione, ma usa il pallone come valvola di sfogo quanto mai santa, auspicabile, e benedetta. con qualche misura in più lascio che la violenza si sfoghi in modo controllato, e tengo lontane le persone dal pensare a ribellarsi al sistema politico, sociale e economico che produce le disuguaglianze e le miserie di cui il calcio stesso è simbolo e sfogo."

è chiaro.

perchè è così.

e ti risparmio cosa pensano giornalisti e capi delle società, per cui questo circo è fonte solo di guadagno e basta.

e non venirmi a dire cagate come "il vero sport è altro, è il tifoso con la famigliola, è quello alla tv, è quello non violento e blah blah blah…." smettila di aprire quel cesso di bocca. non hai capito un cazzo. e te lo dimostro.

io scrivo lettere a una persona che è stata condannata a 12 anni di carcere per aver sfasciato qualche vetrina e un bancomat durante una protesta a Roma. mi senti? sono esperienze personali, le conosco, quindi non mi cacare il cazzo…. 12 anni di galera. per un bancomat e qualche vetro rotto.

ora, non ci metterai molto a capire che, alla peggio, dopo qualche mese anche il più facinoroso di questi ultras sarà fuori galera, se mai lo puniranno. perché è utile e non è, a differenza del mio amico "contestatore del sistema per ragioni politiche", pericoloso per lo Stato, il Mercato, la Società. Stato, Mercato e Società perdonano volentieri a questi teppisti da stadio, da curva, da vicolo, apolitici, o politicizzati solo per le modalità di tifoseria, e non certo per vere pratiche di insurrezione sociale. questa gentaglia allo Stato, al Mercato, alla Società serve eccome!

la persona a cui scrivo è ancora in galera. perché lei è davvero pericolosa per il Sistema.

e non mi parlare di te, uomo e tifoso "perbene", "onesto" eccetera, perché oltre a questa differenza di trattamento fra "sfasciatori calcistici e sfasciatori politici" che spiega da sola parecchie cose, ti dimostro con un secondo, calzante esempio, che i caporioni ultras, figli o amici di camorristi, sono parte funzionale del tutto.

ti chiedo: da chi sono andati i calciatori, i capitani di squadra, i titolari delle società, le autorità a chiedere il permesso di giocare? da te, uomo "onesto", da altri come te, o dal capobastone del momento? da lui. ecco, vedi lo sai perché è lui che ha dato il "sì", scuotendo il capo, per giocare?

perché è lui che comanda e conta. e tu caro tifoso, uomo, capofamiglia "onesto" non conti un cazzo.

è lui che comanda e conta e tu non conti un cazzo. tu, uomo "onesto" conti meno della merda rimasta tra le suole delle scarpette strapagate di questo guappo del cazzo.

a lui il Sistema, nelle autorità presenti quella sera all'Olimpico, chiede il permesso. non a te. perché tu, torno a ripeterlo, non conti una merda secca perduta.

perché lui è quello sterzo che manca all'auto per essere auto. è quel tre che manca ai numeri per fare 7.

è quello che è necessario, funzionale, sostanziale a questo sistema, a questo potere, a questa italia capitalista e borghese del 2014. è quello che il potere e le autorità vogliono per continuare a essere potere e autorità.

e tu, uomo "onesto" non lo sei. non-lo-sei. non servi se non in infima parte a questo tutto.

e, se volevi contare, se le autorità volevano contare più di questi ultras bastava smettere di seguire il calcio da qui a dieci anni. non fare più nessuna partita da qui a dieci anni. continuano a farne? continui a vederle? sei rimasto seduto a guardare il capobastone che dava l'OK? non ti sei alzato e non hai lasciato tutto? come dovevano fare anche i giocatori e le società sportive?

allora ti piace proprio non contare un cazzo. e questo vale anche per quel signore che si chiama Renzi che è presidente del consiglio. anche lui rimasto buono buono a farsi dire "Sì" da un guappo del cazzo, lasciando iniziare, procedere, finire la partita. senza fare un cazzo utile.

fattene una ragione.

[in foto grande: uno che con gli stadi c’entrava poco…]

Perle di giornalismo italiota: i due padri di Bob Hoskins

Stavolta tocca a La Repubblica gareggiare in bruttura, cialtroneria e incompetenza con Il Corriere della Ser(v)a.

Secondo la redazione, infatti, il compianto Bob Hoskins sarebbe stato figlio di due… uomini: "un contabile e un insegnante", due maschi, come si evince dall'uso degli articoli e dalla mancanza di apostrofi.

Precedentemente, alla sola lettura del titolo di questo pezzo squallido, ci è balenato persino di chiedere a queste capre di non chiamare "caratterista" un attore della Royal Shakespeare Company, ma qui occorre abbassare ulteriormente il tiro, mancando evidentemente le basi dell'ortografia.

Troppo pretendere che certa gente una cultura teatrale e di spettacolo accettabile in altre nazioni come livello per fare l'attacchino di manifesti teatrali.