la vera notizia | giornalaismo

il Corriere della Ser(v)a si riconferma gran discarica dell'inutile gossipparo, travestito da quotidiano di informazione. Ormai per trovare le vere notizie occorre seriamente un occhio allenato. Come ripetevo e ripeto sempre ai miei studenti di comunicazione:

La vera qualità, la potenza nella gestione e diffusione dell'informazione, non risiede in quel che dici, ma nei modi e nelle forme con cui presenti l'informazione stessa.

ecco che la pallosissima questione Suarez-Chiellini, fotografata dal Corriere, ci mostra uno squarcio di autentica realtà.

coloro che sono presentati come gli irrilevanti attori dell'ennesimo scontro – la "mitologia" del conflitto esattamente nel suo "farsi" eterna narrazione, format dominante della sete di informazioni – ossia i pupazzetti mediatici di turno, Suarez e Chiellini, esattamente come lo furono, mutando le mere circostanze, Zidane e Materazzi, sembrano essere la notizia.

non lo sono.

la vera notizia è che entrambi appartengono come "merce" concreta, ma pure ideale, alla medesima Corporation che li veste e firma: Puma. il morso e il morsicatore sono fratelli di uno stesso brand e per estensione di uno stesso stile sportivo. uno stile che concretamente è la sola realtà che conti, quella che smuove i miliardi, e con sé il mondo.

una sola realtà

due nemici con la stessa bandiera, quella del mercato che tutto assorbe, quella che è la sola uniformità agghiacciante che tutti conosciamo, la vera melma oscura, mascherata come da comando dagli scribacchini del Corriere (ma anche da tutti gli altri…). la narrazione inutile di  un "giornalaismo" bugiardo e squallido che solo per sbaglio, e senza certo accorgersene, ci mostra tutta la verità che conta; mentre cerca di distrarci con storie finte e farlocche.

e se tal "giornalaismo" dice il vero – perdio! – lo fa solo per sbaglio.

solo per sbaglio.

solo che ci vuole molto occhio per vedere la vera notizia.

Teatreuropeo | Grazie

grazie per le papere
grazie per l'attesa al freddo
grazie per aver tenuto le porte del polivalente
quando avevamo le borse piene.
grazie per tutte le piccole cose
girarsi a tempo, alzare la voce
seguire, muoversi, tentare
grazie: per aver rubato
al quotidiano prezioso spiccioli
generosi di voi stessi
un tesoro che ha illuminato il palco
per la sera.

 

Grazie a tutti i ragazzi, docenti e collaboratori, amici e spettatori del nostro Teatreuropero 2014.

 

parlasse la ministra | Supermario

qui per gioco, abbiamo immaginato stamani, cosa potrebbe dire una certa ex-ministra, ancora "nel giro" delle poltrone… sul nostro Supermario!

madamanguengue001

puntualmente la realtà ha battuto persino la nostra satira: sentite che vaccata ha tirato fuori e per davvero il vero Supermario! roba da urlo!

http://www.corriere.it/mondiali/2014/notizie/balotelli-non-ho-scelto-essere-italiano-362ca94e-fc69-11e3-8e7c-9b5f094e2972.shtml

in questo comunque Supermario è molto italiano, italianissimo: tipico cercare scuse fantasmagioriche per la propria incompetenza e inutilità.

 

memento cori (alla romana: da corere)

« Sono italiano, mi sento italiano, giocherò sempre con la Nazionale italiana.[12] »

 

 

Mario Balotelli (fonte: Wikipedia)

#magariNOmario

intanto che Supermario dà prova di essere atleta completo e campione di "gran fuga 100metri piani, con coda fra le gambe" (qui la notizia, gustosissima), il politicume italiano dà altrettanta prova di comicità sul web, dimostrando come e quanto tra le palle della propaganda piddina e renziana e la dura realtà corrano oceani di proporzioni mondiali!

"Supermario" doveva essere il Jessie Owens del governicchio Renzusconi, è stato il bidone che ovviamente era. "cori Supermario, cori"

doveva essere la riscossa della nazionale multiculturale e "Kyenge style" e invece è stato il fallimento che doveva essere.

non era certo l'Italia gloriosa del Presidente Pertini e di Bearzot, con una nazionale fatta di uomini veri, italiani come erano gli Italiani veri, e non star strapagate, viziate, pompate per propagandella politica e costruite come pupazzi gonfiabili per mascherare il fallimento di un intero paese. con un Napolitano al Quirinale, per dirne una (ultima ora: il "Migliorista" ha democraticamente firmato l'ennesima legge-decreto che taglia i distacchi sindacali e mobilizza i dipendenti pubblici, tanto per peggiorare le cose).

è con immenso godimento quindi che proponiamo qui una meravigliosa schermata, scattata 5 min. fa al sito della Kyenge.

"L'Italia è pronta"

le ultime parole fregnose….

 

me la incornicio

 

80 euro e un mondiale

gran vittoria sportiva d’un paese
solo per palle, che di palle campa
che si disoccupa ma compra cinese
che beve palle pure a mezzo stampa
palle di politici viziosi e calciatori
viziati. alzare il culo e i cuori
in basso, allargare bene: che 80
euri in supposte te li paga santa
la manina di Renzi mentre il Mose
succhia ancora milioni, se son rose
fioriranno, ma ora lo sfintere
pecorella da brava con le zampe
dilata, ne avrai di primavere
da giocare e un presidente buono
al Quirinale… intanto piano
inserisci (sarà ********
che darà l’epitaffio, Presidente
Coerente, Integerrimo, Sovrano)
un epitaffio per la Nazionale.
pazienza se fa male…
intanto, gregge, a pecora disponi
te stesso in massa, non più suoni
di buccine sportive sulla piazza
torna allo sgobbo, torna alla ramazza
ai salari ciulati alle pensioni
sfumate, agli esodati
e quel buco informe
preparalo per altri stadi
altre inculate che chiamano riforme
nel paese di pecore e montoni
supposte a decine in maxiconfezioni
per farvele piacere, forse i padroni
le faran bianche e nere: dei palloni!

 

http://video.corriere.it/italia-casa-delusione-tifosi/4f5c1676-fbd2-11e3-9def-b77a0fc0e6da

http://video.corriere.it/italia-eliminata-delusione-tifosi-piazza-castello-milano/a1fdc674-fbd0-11e3-9def-b77a0fc0e6da?playlistId=09ac42d2-e0c9-11e3-90e5-e001228dc18c

Unità, che sia la prima…

credo che ben poche categorie professionali abbiano contribuito a far diventare questo paese la fogna che è, assecondando i poteri forti in tutto e per tutto, come quella dei giornalisti dei quotidiani stampati, salvo poche limitatissime, calibrate, rarissime eccezioni e con un'impennata drammatica negli ultimi quarant'anni (non penso ad esempio all'epoca della Merlin o di Buzzati…).

detto questo, magari è anche solo un buon inizio – in attesa di vederli chiudere finalmente uno dopo l'altro (che gioia sarebbe!) – cominciare dall'Unità, in crisi nera nera nera.

ragazzi, se quelli per primi chiudono baracca io offro nove bottiglie di Paul Mas Vignes de Nicole, Syrah o Cabernet Sauvignon ai primi dieci amici che si presentano a casa mia! e ce le scoliamo tutte sulla bara di quel fetido giornale!

sperando in altri e numerosissimi funerali!

grammatica, territorio e capre!

Da un testo del Comune di Lucca e della Protezione Civile, ossia nientepopodimeno che il:

Piano comunale di protezione civile

Allegato 2 Rischio idrogeologico – Aggiornamento 2012 degli allegati, approvato con Det. Dirigenziale n. 1109 del 27/07/2012

(mica una circolaretta interna a uso passacarte e anneratimbri…)

abbiamo tanta perla di ottima lingua.

capreeee

Gente che non sa neppure come scrivere in italiano un documento ufficiale: "La neve", soggetto femminile, singolare, "accumulatasi", non plurale "accumulatesi" come è stato scritto!

Realmente crediamo che erbivori del genere, i quali non distinguono un singolare da un plurale, i quali non mettono cura in una cosa tanto semplice, elementare, come un errore grammaticale, una letterina, sappiano proteggerci dai disastri naturali?

girolimoni | quando Yara avrebbe…

non passa giorno senza che non provi, come storico, studioso, essere raziocinante e uomo, un radicato disgusto e una solida riprovazione per il sistema che ci governa e ci opprime, e più specificamente nelle sue diramazioni più concrete: politica, giustizia e media.

so che questo mio pezzo farà discutere, e di certo mi tirerò dietro l'ira di parecchi membri di questo gregge rabbioso e impazzito chiamato "società civile". eppure si devono servire verità, ragione e ragionevolezza, per quanto sia ingrato.

e la verità è che si deve partire da una vecchia, brutta storia e da un cognome buffo.

non certo come la storia d'oggi che si incrocia col passato, segnata da un cognome ben più ordinario: Bossetti.

stasera i giornali ci dicono che è stato catturato il "presunto" (bontà loro…) assassino di Yara Gambirasio. un certo Bossetti, muratore, padre di famiglia. il cui cognome adesso si unisce a quella Yara che – gli stessi giornali morbosamente si premurano – "avrebbe compiuto 17 anni". di questo uomo e di questa morticina la stampa sciorina foto, dettagli, morbose perline di un rosario malato. né il presunto carnefice né la vittima sono consegnati al silenzio della ragione.

tutto deve essere sputtanato. oggetti reliquia di mistero e orrore. uso volutamente il termine "sputtanare", nel suo etimologico significato di "oscenità", dai leggings e dal reggiseno della piccola alla casa e all'auto del presunto "mostro".

non che questo gregge perverso chiamato "pubblica opinione" fosse poi cambiato. né è cambiata molto la "pubblica informazione" e qui torniamo alla storia vecchia, ma sempre dolorosamente attuale.

recita Wikipedia:

Nel periodo 192428, Roma fu colpita da una serie di rapimenti, stupri ed omicidi di cui furono vittime sette piccole bambine[2]. Emma Giacomini, di quattro anni, fu la prima vittima. Rapita mentre giocava in un giardino pubblico il 31 marzo 1924, fu ritrovata la sera stessa a Monte Mario, con i segni della violenza ma ancora viva.

I giornali si fecero interpreti dell'angoscia popolare sollecitando la cattura dell'efferato criminale. Lo stesso Benito Mussolini, indispettito per gli insuccessi delle indagini e non volendo che il regime fosse ritenuto incapace di assicurare l'ordine, convocò il capo della polizia Arturo Bocchini e lo sollecitò ad assicurare al più presto l'omicida alla giustizia.

I corpi di altre cinque bambine, nel corso degli anni successivi, vennero rinvenuti con gli stessi segni di violenza delle prime vittime. In particolare, il 5 giugno 1924, la violenza perpetrata nei confronti di una di esse, Bianca Carlieri di anni 3 (c.d. delitto della Biocchetta), sollevò per tutto il mese di giugno un'ondata di indignazione nell'intero Paese. Ai funerali partecipò una folla immensa e per giorni la stampa riportò la notizia con titoli ad effetto, con il risultato di alimentare il desiderio di ritorsione e d'ordine. Ma la notizia scomparve quando un altro fatto di cronaca, non meno degno di allarme sociale, l'improvvisa scomparsa del deputato socialista Giacomo Matteotti, accadde.

fin qui la stessa triste scena. l'indignazione vellicata, titillata, uso volutamente il termine: masturbata.

poi la "giustizia" borghese e implacabile:

La polizia effettuò il fermo di numeLa polizia effettuò il fermo di numerosi invalidi, storpi, dementi mentre un vetturino, sopraffatto dalla vergogna di essere forse indicato nel quartiere come l'assassino, si uccise avvelenandosi. L'assassino fu visto entrare in un'osteria con una delle vittime, Armanda Leonardi. I sospetti, per una serie di circostanze, tra le quali la testimonianza dell' oste e l'"abbordaggio" di una servetta dodicenne, conversero su un uomo di trentotto anni, scapolo, corteggiatore di signore, proprietario di una Peugeot verde, con la quale amava girare per la città in cerca di avventure: Gino Girolimoni. Le cronache del tempo diedero grande enfasi al fatto che l'uomo possedesse due case, che nella fantasia popolare erano destinate ad abitazione l'una e per nascondere le sue vittime l'altra.

quindi la costruzione del mostro, responsorio obbligato di questa macabra e schifosa liturgia pubblica della colpa e del terribile.

 

Si scoprì, sempre nel silenzio di stanze chiuse, che il giorno della morte di Armanda, il Girolimoni non era neanche a Roma. Si scoprì, ancora, che la servetta dodicenne lavorava nella casa di una bella signora e si era spaventata per quegli "abbordaggi" insistenti. Contro Girolimoni vennero fabbricate 17 prove false, tra le quali quella di parlare con accento veneto,come l'uomo dell'osteria, il che era palesemente falso. Anche quando il vero avventore si fece vivo (Domenico Marinutti, un operaio), le accuse contro di lui non caddero.

Era evidente, quindi, che Girolimoni fosse innocente. Ma tutti tacquero, vista la convenienza di avere un "mostro" a cui addossare la colpa. Girolimoni venne arrestato il 2 maggio 1927. La notizia fu pubblicata dai giornali con grande rilievo: finalmente era stato catturato il "mostro di Roma". L'Agenzia Stefani[3], il 9 maggio 1927, scrisse che, dopo "laboriose indagini", erano state raccolte "prove irrefutabili" contro di lui. Anche il criminologo Samuele Ottolenghi, seguace delle teorie lombrosiane, pretese di ravvisare nei tratti somatici dell'arrestato i segni caratteristici del criminale[4]. Gli indizi a carico dell'accusato non avrebbero potuto essere più irrazionali: secondo alcune testimonianze il violentatore aveva i baffi mentre Girolimoni no, ma questo, invece di scagionarlo era una prova della sua capacità di camuffarsi e deviare le indagini.

notare come la certezza dell'idea di lupo appartenga al gregge.

poi il triste esito di una schifosa storia di infame ingiustizia.

 

Girolimoni, difeso dall'avvocato Ottavio Libotte, venne prosciolto dal giudice istruttore Rosario Marciano, dopo che lo stesso pubblico ministero Mariangeli ne aveva chiesto l'assoluzione "per non aver commesso il fatto". Nel frattempo aveva però scontato undici mesi di carcere. Il proscioglimento di Girolimoni passò però sotto silenzio: la notizia, per ragioni di convenienza politica, venne relegata dai giornali, con scarsa evidenza, nelle pagine interne: il giornale romano La tribuna ne diede notizia in un trafiletto a pagina quattro. La sua vita, nonostante l'assoluzione, fu irrimediabilmente sconvolta: non ebbe alcun indennizzo per l'ingiusta accusa. Durante la carcerazione di Girolimoni, il commissario Giuseppe Dosi ottenne la riapertura del caso. La sua solerzia e l'onestà professionale lo portarono a insistere molto sull'estraneità di Girolimoni e per questo fu osteggiato dai suoi superiori ed il suo impegno duramente punito: arrestato fu internato per diciassette mesi in un manicomio criminale. Liberato nel 1940, fu reintegrato nella Polizia solo dopo la caduta del Fascismo. Ebbe in seguito importanti incarichi anche internazionali e scrisse un libro sul caso che lo coinvolse[5].

L'impossibile reinserimento

Non riuscendo più a proseguire il suo lavoro, perse ben presto il suo discreto patrimonio. Cercò di sopravvivere riparando biciclette o facendo il ciabattino nei popolari quartieri di San Lorenzo e Testaccio.

Morì, poverissimo, nel 1961. Ai funerali, celebrati il 26 novembre nella Basilica di San Lorenzo fuori le mura, parteciparono solo pochi amici. Tra questi il commissario Dosi. La salma fu tumulata nel cimitero del Verano a spese del Comune.

 

ecco che torniamo oggi, ai tempi della Yara esposta quale santa martire per suscitare ogni possibile sdegno.

oggi però la tecnologia aggiunge un sinistro stigma di "laboriose indagini" e "irrefutabili prove", di una schedatura genetica di massa (roba che neanche i nazisti…) forte di 18.000 campioni di DNA, recita infatti il buon giornalismo:

Il 10 aprile 2014 c’è la conferma della scienza: la relazione dell’anatomopatologa Cristina Cattaneo,che ha eseguito l’esame sulla salma della bambina uccisa, non lascia molti margini di incertezza: la probabilità che Guerinoni sia il padre del killer (chiamato «Ignoto 1») è del 99, 99999987%. Una paternità praticamente provata perché non è mai del 100%

ricordate i baffi di Girolimoni? che non ci fossero era grottescamente la dimostrazione che "c'erano, ma il mostro era così bravo da averli travisati"…. adesso abbiamo una prova pratica basata su una non certezza assoluta.

la "conferma della scienza" permette alla grottesca maschera del potere, stavolta impersonata da un altro calvo: il Ministro degli Interni Angelino Alfano, di sostituirsi alla magistratura e emettere subito la sentenza:

tecnobarbarie

Girolimoni, pardon, Bossetti è colpevole!!!

e qui veniamo alla parte che mi tirerà addosso qualche sassata, ma chi se ne frega.

io non so se il poveruomo arreastato oggi sia innocente o colpevole. quale che sia la cosa essa riguarda solo la vittima, i parenti stretti della medesima e la sua anima. ma ci tengo a ripetere che provo solo schifo per una società che condanna e mette alla gogna ben prima di un qualsiasi dibattito in sede giudiziale, specialmente quando una delle massime autorità dello stato si arroga il diritto di sentenza, ben prima di un potere separato dello stesso. notare che il mostro del caso odierno è un "semplice" muratore. fosse stato un Onorevole, o un caro amico di nome, che so Silvio, impegnato maagri con altre minorenni, il nostro Alfano e i potenti tutti si sono già dimostrati non così perentori e certo più garantisti. del resto si può aggiungere al confronto anche la storia di un Vallanzasca che torna in gabbia per un'accusa di subligoladrocinio ("furto di mutande") rispetto a un Sindaco di Venezia che confessa, patteggia la pena, e torna in sella applaudito pure! così ci metto pure la stampa (e neppure tutta), che dietro la foglia di fico di un "presunto" rischia di regalarci un altro Gino Girolimoni, che – presumiamo – non avrà miglior fortuna dell'originale.

io per adesso, pur augurando piena giustizia agli straziati Gambirasio, sono del tutto solidale con Bossetti, fino a sentenza definitiva. e speriamo che almeno lui incontri un nuovo Giuseppe Dosi, probo e giusto, ma ho poca fiducia e speranze.

questo è quanto. e vergogniamoci tutti.

anteprime poetiche | il banchetto della poesia II

il prossimo Venerdì 27 giugno alle ore 19:30, presso il Pub-Fumetteria Cruzador a Viareggio (Via della Foce 2, 55049 Viareggio LU) per la Seconda sessione de "Il Banchetto della Poesia" (link evento su FB) leggerò queste e altre poesie, qui registrate parzialmente in anteprima.