così no… | 5 stelle

non sto neanche a spiegare perché il peggior esponente del Movimento 5 Stelle, o M5S, o “Grillini” è per me un monumento di eccellenza politica rispetto al resto dei movimenti politici in auge e rappresentati in parlamento: vile razzumaglia di servi laidamente svenduti al mercato, bugiardi complusivi e metodici, ipocrite latrine intasate ma infiocchettate di miseria umana, morale e mentale.

non sto neanche a spiegare perché non voto da anni, incluso M5S. nonostante la simpatia.

ma oggi per mera curiosità e chiudere l’anno ho fatto un giro sul loro sito ufficiale:

una tristezza inaudita, in cui – e di questi tempi poi – la prima notizia è una addizione a chissà quale decreto per dei piloncini segnaletici sulle strade minori. certo che hanno il senso della priorità nazionale!

ancor più triste è stato cliccare sulla mappa interattiva “Eventi a 5 Stelle”…

questo il risultato:

M5SNonceuncazzo

una cippadecazzo di niente. nulla, nada nix. L’esperienza più triste che mi lascio dietro nel 2014, non potendo fortunatamente assistere al doscorsetto della massima autorità regale nazionale per Capodanno, evento che grazie agli dei mi risparmio da quasi un decennio essendo privo di TV. ecco, dopo la mappa dell’M5S resta qualcosa di più triste, perlomeno.

Cambiare l’Italia? Non così, signori! Non così.

“macellazione artistica” (dell’empatia e del cervello, soprattutto…)

finché esisterà un diritto di voto per gente che ragiona così, non sperate che si possa fare un millimetro di conquista nel campo dell’empatia e del rispetto verso i più deboli.

corrdaecervello

non mi stancherò mai, mai, mai di ripetere che il reale è frutto di miliardi di piccole azioni e delle relative conseguenze. e non mi stancherò mai di mettere alla berlina, additare ai più radicali disprezzo e ludibrio certe cazzate, che tuttavia esprimono bene la fogna in cui ci troviamo, la spiegano e la circostanziano adeguatamente, in quanto il reale schifoso in cui ci troviamo è frutto di migliaia di “ragionamenti” che hanno lasciato a casa ogni possibile concezione di cervello. con gente che ragiona così con che faccia vi meravigliate che su un traghetto in fiamme uomini fatti e finiti menino donne e bambini pur di salire per primi sugli elicotteri di soccorso? con gente che ragiona come il nostro sancripino con che diritto si pretende di essere governati da persone che mettono l’interesse degli altri innanzi al proprio, in spirito di politico servizio, e non governati da – come siamo nel mondo – farabutti bugiardi infami, vili, servi del danaro e furfanti d’ogni risma…

“La tauromachia tutela i tori l’animalismo no.” esattamente come dire che lo stupro tutela la donna come oggetto di interesse e apprezzamento, o come dire che un pedofilo ama l’infanzia perché sarebbe felice di avere sempre gli asili pieni! basta davvero poco buonsenso per capire a che livello sta messa certa gente, che vota come te… e non serve neanche essere pessimi scacchisti (vedi foto di apertura, in tutti i sensi).

europa di mercato, gentrificazione e farabuttume | UE market-governance, gentrification and rogueness

here an italian language article, posted by the staff of “Millennio Urbano” a well-informed blog about the urbanistic tendencies around the concept and implication of “city” and “urbanisation”. the article describes – I provide a light abstract here – the process of gentfrification in London 2014. here the incipit and the link to the article:

Sembra incredibile ma una delle più ricche città del pianeta, scenario di un impetuoso processo di trasformazione, si sta mutando anche un una città di poveri incapaci di avere un alloggio dignitoso. Da tempo la stampa britannica sottolinea quanto sia pervasiva a Londra la crisi degli alloggi a prezzi accessibili ed ora stanno emergendo segnali del possibile ritorno a condizioni abitative di estremo degrado, quegli slum che i programmi residenziali pubblici avevano via via cancellato nel corso del Novecento.

source: “Millennio Urbano” (http://www.millenniourbano.it/londra-effetti-perversi-della-rigenerazione-urbana/)

Abstract: The “slums” are going back, in 2014 London, ruled by Major Boris Johnson [a small editor’s note: here is an interesting survey about his political and wealthy origins and “family heritage”, a turkish-jewish upper-class refined pedigree indeed! cit. (1)] who granted acquaintance and approval to a vast project of unstoppable and antidemocratic process of discount sale of public property and soil and poor people expulsion that seems to threw back London to a century ago when the destruction of slums mean the distressement of poverty.

Such a process can be overviewed following the MPIM the great “real-estate” operator’s festival, located usually in Cannes but with a special edition in London or looking the process on the field at Heygate, the popular area of the urban district of Elephant and Castle. Here a public and social housing block (1200 apartments) is going to be demolished to be transformed into 2400 luxury apartments (“plus” 79 social housing slots). The “Heygaters” shall be forced to move, and anyone who shall refuse will have his home seizured and refunded only by 1/3 of the market value of a similar estate type [note of the editor – i guess which sets they shall use, the value in London Area or the value of an average popular home in UK].

Quello di Heygate è un esempio di come la rigenerazione in realtà significhi pulizia sociale, un’operazione alla quale si prestano le autorità locali in un momento in cui milioni di londinesi hanno assolutamente bisogno di alloggi a prezzi accessibili. La giustificazione per tutto ciò è fornita dalle cattive condizioni del patrimonio edilizio pubblico, per intervenire sul quale da tempo le amministrazioni locali hanno smesso di disporre dei fondi necessari a causa delle necessità di “risanamento” dei bilanci statali.

The University College London (Michael Edwards, Bartlett School of Planning) studied the whole process and marked out that the expulsion of poor inhabitants is paradoxically the direct result of the policies of intervention planned to relief their poor living and housing conditions. The scheme is tested: the administration promotes riqualification of the areas, but has no money to do that; so the private estate agents “enters to help”, and gradually financed and seized the plan, conquering step by step major quotes of apartments; at Heygate and elsewhere the social fee apartments become only the 3% of the whole originary set.That’s the result of constant negociations between the public manager and private managers. A process as stated in the article of “social cleansing”.

La sostituzione sociale è resa possibili dalla realizzazione in cambio di alloggi “ a prezzi accessibili”, dove con questa espressione s’intende quelli che verranno affittati ad un prezzo equivalente all’80% del valore medio del mercato. Si tratta però di alloggi inaccessibili per gli utenti dell’edilizia residenziale pubblica, i quali vengono spinti fuori dalla città, ad incrementare la popolazione delle zone suburbane e costretti a diventare pendolari.

The disadvantaged owners or renters are forced to accept a “reduced” fee (simply the 80% of the market value or fees), actually much greater than the starting conditions, and to relocate themselves very far from the centre of London, in the far suburbia of the Greater London and forced to pendolarism if the want to work in the city centre. The private estate agents are making their part to form and instruct specific professionist to “manage” favourable conditions and agreements in parthership with the public promotors of “urban requalification”, bypassing in a sort of creative interpretation of the law, any legal and social warrant. And when they are faced by public and legal opposition from authorities, they found in the Mayor of London, Boris Johnson, an ally to break out the boundaries of urban planing and legal restraints, as happened at Lewisham when the estate agents, from Hong Kong, obtained directly from Johnson the permission to bypass the restraints raised by Lewisham local Council.

 

Note / Footnotes

1. Cit. from Who is Boris Johnson, by Sholto BYRNES (03.27.2008), “Her son’s life, however, is better documented. Ali Kemal, Boris’s great-grandfather, was the last interior minister of the Ottoman empire after the First World War. Soon after Atatürk’s nationalists took power in 1922, Kemal, who had been one of their most vehement opponents, met a sticky end. He was kidnapped and taken to Izmit, where he was handed over to a mob who attacked him with sticks, stones and knives, then hanged him from a tree in the square. Before all this, though, Kemal had fathered a son, Osman Ali, by his half-English first wife. Born in Bournemouth in 1909, the child was brought up by his grandmother, whose surname he took; so Osman Ali became Wilfred Johnson. (If this change of surname and religion had not taken place, then Alexander Johnson could have been Iskander – the Arabic version of Alexander – Ali.) The Johnsons’ relations through Kemal’s second wife, with whom they are in contact, include two past Turkish ambassadors, to Britain and to Norway. […] Through his father’s side Boris has not only Muslim ancestry but a connection to one of Britain’s most prominent Jewish families. Boris’s stepmother Jenny, the second wife of his father Stanley, is the stepdaughter of Edward Sieff, the former chairman of Marks & Spencer. This also provides a link to two politicians he was later to encounter in the House of Commons: Edward Sieff’s son Adam, the urbane record executive, has the distinction of having been in a Seventies rock band, Jaded, that was promoted at different times by both Tony Blair and Chris Huhne.”

di stelle e di meriggio | festa di Yule 2014

a parte che “Dio è morto, e noi l’abbiamo ucciso”, il sottoscritto non celebra il natale da qualche anno; semmai ricorda il trascorrere del tempo (o il suo eterno ritornare, a seconda dei punti di vista) alla maniera tradizionale, pagana e classica, pensando al ciclo della Ruota Solare. è con gioia quindi in questo momento propizio che vorrei condividere con i miei lettori la storia di una delle più belle festività del Solstizio della mia vita, tutta merito dell’iniziativa e della creatività di mia moglie, Linda.

ho avuto infatti l’incommensurabile gioia di trascorrere come ospite tre giorni (23, 24, 25 dicembre) presso la Nietzschehaus (Casa Nietzsche) di Sils-Maria in Engadina (CH). per i digiuni di storia, la Nietzschehaus (d’ora in poi NH) è la casa dove il filosofo tedesco Friedrich Nietzsche ha dimorato nelle estati fra il 1883 e il 1888, e dove, chiuso nella sua stanza o libero di passeggiare intorno ai laghi e alla vicina Valle di Fex, ha concepito le pagine più belle e immortali della sue teorie o dottrine – dal Così parlò Zarathustra, al Crepuscolo degli Idoli, fino ai frammenti della Volontà di Potenza.  Proprio a Sils, Nietzsche avrà le intuizioni supreme della sua filosofia: l’eterno ritorno e la volontà di potenza stessa. per qualche chiarimento in più, consiglio di leggere: http://www.swissinfo.ch/ita/il-risveglio-alpino-del-padre-di-zarathustra/415270 e http://samgha.me/2012/09/16/nietzsche_sils_maria/ (a parte la fesseria sull'”inquinamento fascistoide”).

in questi giorni fecondissimi ho potuto quindi non solo studiare, riflettere e stendere quasi un mezzo blocco di appunti sull’ambito di ricerca nietzscheiano che preferisco – il collegamento tra la filosofia del pensatore e le dottrine spirituali orientali (buddhismo indiano, buddhismo zen e taoismo) – ma ho avuto anche conferma dell’eccellente intuizione presa dalle mie indagini, leggendo recenti contributi scientifici, ben prima che ne fossi – del resto – al corrente. purtroppo la professione che faccio per vivere assorbe molte risorse mentali e anche fisiche e posso dedicarmi alla ricerca pura solo nei rari periodi di tregua e vacanza dalle lezioni. da qui la necessità di mettermi al passo con le acquisizioni del settore; cosa per nulla facile e, per me, che non faccio ricerca per vivere, molto onerosa. eppure, a dispetto delle difficoltà, ho avuto anche un’illuminazione in merito per via poetica, trovandomi a rileggere sulle riviste e pubblicazioni scientifiche le medesime conclusioni da me concepite in estrema sintesi, ma con specchiata chiarezza per via poetica neanche 24 ore prima. non è un caso che a Sils si pensi e si crei nel migliore dei modi. questo è anche un magnifico segno della validità e efficacia concettuale e teorica del mio lavoro come poeta.

in breve, ho potuto fare per tre giorni intensissimi e luminosi – e non solo meteorologicamente – quello che è da sempre il mio mestiere ideale: fare ricerca e studiare; anzi, meglio: pensare essenzialmente, quindi creare. la mattina: una ricca colazione e passeggiate con mia moglie; il pomeriggio-sera: ritiro in biblioteca e lavoro fino a notte con a disposizione una raccolta specializzata di circa 4.000 volumi. tutta per me praticamente in questo periodo dell’anno. mia moglie mi è stata accanto con infinita comprensione, ma anche lei ha goduto della pace per leggere e scrivere le sue poesie. senza contare l’infinita gioia di essere in un luogo che è un autentico sacrario dello spirito: mi sembrava davvero che Herr Professor Nietzsche facesse l’occhiolino da miope al mio indirizzo, dalla porta che dava sul corridoio e da lì alla sua camera. un grazie anche agli animali-totem di Zarathustra, l’Aquila e il Serpente, le cui statue ornano come guardiani protettori dei templi shinto il giardino della casa, proprio sotto la biblioteca e che mi sono stati davvero compagni nel lavoro, insieme con la musica.

spero che questa essenziale minigalleria fotografica renda l’idea del paradiso che ho goduto in questo Dicembre 2014 che mai dimenticherò finché vivo.

un grazie naturalmente – ultimo, ma non per ultimo – al personale che gestisce la NH: il signor Peter, innanzi tutto, che ha avuto per cominciare la pazienza di attenderci all’una di notte per accoglierci; e altri studiosi e amanti della conoscenza, che non saprei qui elencare con una compiutezza pari alla mia gratitudine umana e professionale. a loro e a mia moglie, oltre che al Professore di Basilea, dedico questi versi, quelli della rivelazione nella notte del 23 Dicembre, a dieci passi dall’uscio innevato della Casa Nietzsche.

davanti a me c’erano la notte, gli alberi, le stelle sul tetto della Casa e un cielo infinito.

Sia sterminata la tua gratitudine
come nell’alto remotissimo
le stelle
risplendono prossime alla vista
e ancora di più risplendono
sopra neri alberi profondi
sulla foresta e il tetto
di una sacra dimora.
Sia la tua volontà oltre
questo confine privo di misura
sia stella, cima d’abete
sia gioia che d’infinito
ha gioia.

[Alle stelle che rilucono su Casa Nietzsche. A ciò che deve essere come è.]

 

conferma di valore

tutto questo, di cui il post di oggi è una rapidissima anticipazione, lo devo al 1000% al mio amore, Linda: la papera che realizza i miei sogni. detto ciò: ho avuto nella notte del 23 dicembre, poco dopo il Solstizio, e precisamente in questo luogo qui:

illuminazione
Sils im Engadin/Segl
Svizzera
46.428992, 9.764551

 

la rivelazione per via poetica dell’efficacia assoluta del mio lavoro teorico, scientifico e artistico. ho pertanto chiuso con una grave preoccupazione esistenziale e personale inerente non solo la qualità della mia opera (situazione che durava da sei anni, alimentata dalla mia insicurezza e indecisione e dalla contradditorietà/ambiguità/inazione altui), ma anche e soprattutto inerente il mio personale destino.

ora sono completamente libero da ogni condizionamento.

la conferma di valore è quindi definitiva. averla raggiunta a 42 anni non è comunque male.

il resto sarà solo un lungo essere in compagnia delle stelle. in libertà totale.

grazie alla vita. grazie a Linda.

elogio dell’insignificanza

non si scappa.

il reale è la somma di miliardi di piccoli eventi, scelte personali, attitudini. purtroppo, quel che è grave, secondo me, è che si è persa la capacità di distinguere le scelte personali opinabili e discutibili dalle cose serie meritevoli di rispetto per il valore superiore che possiedono. viviamo in una triste e squallida epoca in cui si invocano eguale considerazione e rispetto per il fannullone che sceglie di bivaccare davanti a un bar senza alcun altro costrutto che ciarlare a vuoto o consumare sigarette e il guerrigliero che rischia la pelle nella giungla per un’idea o colui che fugge nel bosco oppresso dallo spettacolo dell’infamia e del dolore. la (falsa) eguaglianza illusoria della comunicazione nel web non fa che sottoporre a questa lente d’appiattimento ogni vissuto. un elogio dell’insignificanza.

nobrain

perciò fa abbastanza specie scoprire che su riviste come “MarieClaire” – che non sarà Kant, né questa rivista qua, lo ammettiamo, ma un minimo di edificazione del lettore lo speravamo – si possa ospitare e dar voce allo sproloquio falsamente adolescenziale e alle superficiali rivalse di una ex-vegana, come se fosse una testimonianza degna di interesse pubblico: una descrizione inutile sul fallimento di un percorso coerente, senza neppure la giustificazione di una riflessione anche solo rozzamente seria, anche solo epidermicamente stimolante e inquadrabile in qualcosa che somigli a uno straccio di brutta copia abbozzata di un ripensamento etico e morale. non è tanto la discutibile marcia indietro che preoccupa, ma il vuoto spinto che si manifesta in questo compiaciuto autoelogio della propria incoerenza etica, nonché la divertita cialtroneria del testo.

visti i contenuti e la profondità speculativa con cui l’autrice Gioia Guerzoni affronta il problema di ciò che siamo e ciò di cui ci nutriamo, c’è da avere qualche mesta risata nel pensare che questa “gran testa” sia la stessa persona – se lo è e se non si tratti di sfortunata omonimia – che traduce dall’inglese opere letterarie; si vede che purtroppo i grandi benefici intellettuali e spirituali derivanti da tanto sforzo creativo e linguistico – apertura mentale, profondità speculativa, riconoscimento di piani e scale di valore rilevanti – non hanno toccato la nostra. capita, del resto. e non è detto che sempre quel che studiamo o la nostra professione ci renda per forza migliori e più degni.

quel che ci dispiace però è vedere che di tanta pochezza si fa bandiera e oggetto di articolo. ragionando in termini di scala, non c’è quindi da stupirsi se la cultura e il miglioramento di sé, o anche una seria riflessione filosofica, siano finiti alla stregua di vizi da nascondere o tare da evitare, né ci si può meravigliare se poi abbiamo i politici che meritiamo e crudeli canaglie al potere.

il piccolo è esperimento del grande.

24 ore

Mancano ventiquattro ore ai provini. Vada come vada, qui a Teatreuropeo facciamo il tifo per voi, tutti, e siamo tutti fieri di voi. Che sia un si o un no sappiamo che state dando il massimo. A questo serve il teatro.

Vi diciamo “inboccallupo” con queste parole di Eduardo de Filippo:

Con la tecnica non si fa il teatro. Si fa il teatro se si ha fantasia.