le mie foto su Ramingo, “La Cultura come non te l’aspettavi”

amici e lettori,

ho il piacere e l’onore di comunicarvi che ho inaugurato come primo ospite in assoluto la rubrica “autofocus”, lo spazio dedicato ai professionisti della fotografia sul blog di cultura “Ramingo”.

link

alla mia pagina: https://ramingoblog.wordpress.com/autofocus/furio-detti/

al blog “Ramingo”: https://ramingoblog.wordpress.com/

alla pagina FB di “Ramingo”: https://www.facebook.com/pages/Ramingo-Blog/721658961281928?ref=ts&fref=ts

OinE | una poesia per Linda Lercari

 

OinE

Come il serpente ho un fuoco
di brina antica e rune disegnate
sulle loriche, posso solo spingere
col capo ottuso e duro
spingere su, su lungo il fusto
dei giorni, evitando gli angeli
che attraversano l’Eden
orfano dei primi. Il male primigenio
è anche il primo a creare!
Non credere a un dio di greggi:
il poliforme Dioniso fanciullo
c’era da prima e a me pertiene
la bruttura del mostro germinato
dalle uova rotte del cielo
e della notte vasta e gorgogliante
più donna delle vergini, più madre.
Tutti le amate – è vero – mentre pestano
con celesti calcagni la mia stirpe
ma il veleno di Teti
rifiutata è mio
e ci fabbrico eroi: per burla
poi
li guardo massacrare
– spalle, calcagni, capelli –
i punti deboli semino con gioia
nei campi elisi dell’invulnerabile.

 

https://ramingoblog.wordpress.com/2015/08/27/intervista-a-linda-lercari-vincitrice-del-56-premio-letterario-san-domenichino/

ipocriti schifosi: due pesi e due misure | filthy hypocrites: double standard

Dopo Charleston, bastardi, avete tolto questa dai palazzi… perché “simbolo di odio”…

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Il nero Vester Lee Flanagan ha ucciso dei bianchi per odio razziale!

Quindi toglierete anche questa dai palazzi? La bandiera dell’unione… Anch’essa è diventata un “simbolo di odio”, antibianco.

Miss Haley, ci senti? Ridacci la bandiera del Sud!

mshaley

Non lo farete perché siete delle merde!
Ipocriti schifosi: due pesi e due misure.

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After Charleston, you bastard, had kicked out from gov buildings the first ‘cause it’s a “hate flag”

Well now that the black Vester Lee Flanagan race hatred had killed two whites, shall you kick off the second one flag?
You wont because you are shit-bucked double-standard hypocrites.

Ms “dumb” Haley, hear us? Give us back the Dixie Flag!!!

controordine Via Solferino | non ve lo chiedo neppure di pagarmi!

guarda caso…

stamani, presto, faccio delle osservazioni precise, documentate e circostanziate, su un articolo del Corriere della Ser(v)a. allego qui lo screenshot fatto stamane, 26 agosto verso le 08:40 circa.

 

cialtronismo

[sopra: Screenshot del 26 agosto ore 08:40 dal Sito del Corriere della Ser(v)a]

ora alle 13:40, circa cinque ore dopo scopro che il Corriere ha “rititolato” il pezzo in prima pagina (ma ancora non la slideshow), e sempre “guarda caso” secondo le mie indicazioni e in base a quello che contestavo.

tagliato ma vi sgamo lo stesso

[sopra: screenshot del 26 agosto ore 13:40 circa dal sito del Corriere della Ser(v)a]

TROVA LA DIFFERENZA…

ora, siccome “guarda caso” non è la prima volta che succede, sarebbe il caso che Via Solferino mi pagasse per il disturbo perché sospetto non poco che mi stiano “usando” per evitare figure barbine, però sono troppo gentleman per chiederlo, così come sono stato galantuomo nel vincere la mia sfida con un altro giornalista, Fabrizio Rondolino, che a quasi due mesi dalla scadenza del termine non si è ovviamente presentato a chiedermi ragione di persona.

qui le altre volte in cui a seguito di miei rilievi sul mio sito, il Corriere “aggiustava” il tiro sulla sua home page:

http://www.furiodetti.it/scripta/furiodetti-it-il-piu-seguito-da-via-solferino/

scusate se è poco per un modesto bloggatore amatoriale quale è il sottoscritto.

cialtronismo = giornalismo | di cenere e altre cose…

lo so, si dice “cialtroneria”, ma quando si fa sistema coerente e ostinato preferisco dedicarle un lemma nuovo e più specifico. fa anche rima con quella che ormai è una professione sputtanata a dovere e degna del ludibrio di un paese sano.

http://www.corriere.it/foto-gallery/esteri/15_agosto_26/morta-lady-cenere-icona-dell-11-settembre-le-polveri-grattacielo-mi-hanno-ucciso-8e97d010-4bb2-11e5-b0ec-4048f87abc66.shtml

purtroppo nella creazione di quel mostruoso falso propagandistico che è la “narrazione dell’11/09”, ormai un corteo interminabile di piagnoni professionisti, il giornalaismo locale dà il peggio di sé. ecco che sono combusti gli ultimi residui di pudore che fanno dire a un “giornalista”:

“in attesa della verità che forse non si saprà mai…”;

il bello è che il primo comandamento della professione è di fornire notizie “vere”, non balle, non fantasticherie, non supposizioni alla cazzo, non pettegolezzi o voci da comare. ormai chi se ne fotte della verità o di una quantomeno parziale e provvisoria intenzione a fornire fatti e non cazzate. al Corriere della Ser(v)a evidentemente se ne sbattono della verità e riportano come affermazione credibile il parere di una vittima. non abbiamo la verità, vi vendiamo il pettegolezzo.

non un cencio di referto medico, ci dice infatti, che “Lady cenere” – diventata nel frattempo alcoolista (sarà per quello magari…?) sia morta per quell’occasionale e unica – ancorché terribile – tempesta di polveri. va da sé che quelli che crepano veramente di esposizione a polveri e porcherie, per lungo tempo, con cronicità in fabbrica, o per danni ambientali, i “bravi” giornalisti pretendono siano qualche migliaio a botta, e che facciano anche causa, per finire in prima pagina.

la vittima poteva altrettanto dire: “Mi ha ucciso la Coca Cola”, “Satana”, “il fantasma dei Natali passati”, “lo stress…”, e in effetti come non prendere per oro colato le affermazioni di un’alcolizzata? qualunque cosa sarebbe andata bene pur di rammentarci la tragediona dell’11/09, il Disastro con la D maiuscola di un Occidente che semina centinaia di disastri “minuscoli” in giro, con le sue politiche/economie di merda, e state tranquilli che a nessun merdoso ammazzato dall’uranio impoverito dei proiettili NATO, il Corriere e i suoi imbrattacarte dedicheranno l’attenzione dedicata alla “Lady cenere”. ma ogni voce fa brodo, anche se magari si rivelano in futuro balle clamorose come quella dei neonati ammazzati dai soldati di Saddam in Kuwait. o come quella delle “armi di distruzione di massa” sempre in mano agli Iracheni. balle certificate a loro tempo come “verità” dal giornalistume a comando. tanto “la verità non si saprà mai”, l’eterno treno che non arriva, il Godot dell’informazione…

e non si trascuri la cosa, perchè le balle di tal fatta infettano la conoscenza, l’opinione pubblica, l’immagine che una società e una civiltà hanno del mondo e condizionano le scelte vere. sono vere e proprie infezioni del pensiero, morbi, colibatteri mentali, tabe, e come ci si preoccupa dei ratti o degli scarafaggi che portano le malattie del corpo, si dovrebbe con più rigore occuparsi della qualità del giornalismo.

intanto secondo loro Lady Cenere è morta di 11/09,  si vede che quando finiscono le vittime vere, il giornalistume si attacca a tutto. anche al cadavere di Lady Cenere.

115 CENTOQUINDICI

Al genio entrato nell’eternità.

CENTOQUINDICI e il tuo pensiero è ancora vivo e brilla.

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Oder dem Adler gleich, der lange,
lange starr in Abgründe blickt,
in seine Abgründe …
— oh wie sie sich hier hinab,
hinunter, hinein,
in immer tiefere Tiefen ringeln! –
Dann,
plötzlich,
geraden Flugs
gezückten Zugs
auf Lämmer stossen,
jach hinab, heisshungrig,
nach Lämmern lüstern,
gram allen Lamms-Seelen,
grimmig gram Allem, was blickt
tugendhaft, schafmässig, krauswollig,
dumm, mit Lammsmilch-Wohlwollen …
Also
adlerhaft, pantherhaft
sind des Dichters Sehnsüchte,
sind deine Sehnsüchte unter tausend Larven
du Narr! du Dichter!…

 

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Oppure come l’aquila che a lungo
a lungo immobile scruta gli abissi,
i ‘suoi’ abissi…
– oh, come qua giù essi
si inanellano in basso, in dentro,
in sempre più fonde profondità!-
Poi,
d’un tratto,
con volo diritto
e slancio improvviso
gettarsi su ‘agnelli’ a precipizio,
affamato, bramoso di agnelli, adirato
con tutte le anime d’agnello
furiosamente adirato con tutto ciò che ha
sguardi virtuosi, di pecora, sguardi dal vello ricciuto,
ottusi, muniti della benevolenza del latte d’agnello…
Quindi
come di aquila, di pantera
sono le bramosie del poeta,
sono, dietro mille maschere, le ‘tue’ bramosie,
tu pazzo! tu poeta!…

 

nietzsche

10.000 firme contro Borsalino

Notizie buffe..
10.000 ebrei (mica due…) firmano una petizione.
Contro la fame nel mondo? L’inquinamento? Le ingiustizie sociali? Per i diritti di salariati e lavoratori?

No. Contro l’aumento dei prezzi dei cappelli Borsalino. Ragazzi un ci si crede!!!!

Qui il link. La notizia è del 20 gen 2015. E la mia traduzione dall’inglese. Mi scuso per la parziale non traduzione di termini chassidim che non conosco bene e che ho preferito lasciare come erano.

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Un movimento dal basso per boicottare Borsalino

I Chabad bochurim di New York cercano di mettere in piedi un boicottaggio in Israele riguardo i prezzi crescenti dei cappelli “fedora” di Borsalino.

Riuscirà il boicottaggio a valicare l’atlantico?

Un gruppo di Chabad bochurim a New York cerca di raccogliere sostegni per unirsi a un boicottaggio che ha avuto origine in Israele riguardo l’aumento dei prezzi dei cappelli fedora.

Gli organizzatori dicono che i prezzi dei cappelli di manifattura italiana Borsalino sono cresciuti di 50 dollari in 5 anni, portando il prezzo del cappello tipico dello studente Yeshiva a 274 dollari in Israele.

Le petizioni stanno crescendo presso gli Yeshiva a Gerusalemme e a Bnei Brak e minacciano di cessare ogni acquisto se i prezzi non caleranno. Secondo il giornale Makor Rishon hanno firmato circa 10.000 persone.

“Borsalino ci dice che il cappello è un articolo di lusso e che il prezzo non può scendere fino alla fascia economica, ma sanno la verità – che tutti lo comprano e non solo pochi eletti” ha detto uno degli organizzatori del boicottaggio.

“È un prodotto di uso comune e non c’è ragione per tenere il prezzo così alto.” ha aggiunto la stessa persona. “Un produttore alza il prezzo per aumentare il profitto su un prodotto che non vende bene, ma se le masse lo acquistano non c’è scusa.”

Consumatori abituali dei cappelli che sono fatti di feltro di pelliccia di coniglio sono i Chassidim Lubitvacher e gli studenti degli Yeshiva Litvish e Sefarditi. Altri gruppi chassidici indossano cappelli “shtreimel” di castoro o pelliccia.

Recentemente, i bochurim di una Chabad Yeshiva a New York hanno chiesto che la loro amministrazione ‘hanlala’ volesse unirsi al boicottaggio e iniziare a portare un cappello piatto, chiamato “casket hat”.

 

[articolo originale: http://www.collive.com/show_news.rtx?id=33847  Collive.com, trad. ita Furio Detti]