il sistema

un carabiniere spara alla moglie, la ammazza e poi si ammazza. un poliziotto della Digos e dell’antiterrorismo punta la pistola d’ordinanza carica alla testa dei cassieri della Conad di Sant’Alessio (LU) e li rapina. ovviamente i media e i commenti della “stampa perbene” rassicurano e minimizzano, presentando le cose come casi di sbandamento, disperazione (vero sig. Crepet?!?), follia.

follia. un’amara risata scuote chi pensa e ragiona senza TV e cartaccia stampata…

basterebbe invece constatare come la violenza esercitata da istituzioni e società sedicente “civile” può anche manifestarsi con il colpo di pistola “d’ordinanza” su bersagli non ordinari e non così benedetti magari – come bersagli – dal benpensante medio o dal giornalista inquadrato nel medesimo sistema, ma questo non è che il momento in cui si vede l’interno dell’automa, la massa subacquea dell’iceberg, il dietro le quinte inconfessabile ma strutturale: un sistema che opprime ogni libertà, spesso per mezzo della divisa, che poi si sveste di essa e prosegue la sua violenza con altri mezzi, sulle parti deboli: donne, spose, lavoratori precarizzati o poco più.

il sistema che segue la logica primaria che lo anima – oppressione, mercato e potere – alla fin fine si svela per quel che è, come è. che la divisa stia indosso o se ne resti appesa al più quieto e borghese degli attaccapani.

facce di politici nel mondo che ragiona col culo

nel buffo mondo dei media liberali, democratici e occidentali, è possibile sentire un Segretario di Stato lagnarsi delle malefatte corporative della Volkswagen su Twitter. senza che nessuno le faccia notare che lei stessa ha riempito intere regioni della terra con proiettili di uranio impoverito.

motherfucka

ebbene sì, succede anche questo nel mondo che ragiona (e si indigna) col culo. sarà per somigliare alla faccia dei pezzi grossi. mi piace dirvelo con un meme…

imprenditoria a scuola: peggio della lebbra!

questa volta mi preme appellarmi a colleghi e operatori del settore per segnalare e boicottare la diffusione della deleteria e diseducativa mentalità “d’impresa” e della dittatura del Pensiero Unico Economicista nella scuola primaria e secondaria d’Italia.

i danni del capitalismo e della “mentalità imprenditiva” li conosciamo benissimo: isolamento, povertà, indebitamento, consumismo, spreco, esaurimento delle risorse e degli spazi autenticamente umani, tirannide del controllo e della regolamentazione, monetizzazione di ogni relazione umana/bene/attività, usura, sfruttamento, indifferenza, parcellizzazione del tempo libero, nevrosi, depressione, ansia, disperazione e morte.

sì, morte. perché l’economicismo e il capitalismo uccidono come assassini seriali di massa. peggio di ogni dittatura politica perchè a differenza delle tirannidi “ideologiche” si presentano come neutri e come tali sono pervasivi e implacabili.

ogni volta che un uomo muore o si uccide per soddisfare il Moloch della produttività a ogni costo e dello sfruttamento del capitale su uomini e natura, capitalismo e economicismo (non “economia”) sono assassini. e quando non uccidono gli svantaggi di una vita precarizzata, monetizzata e inaridita a “competizione” per lavorare di più al minor costo e consumare di più (illudendosi di spendere meno, quando i danni sono a lungo termine, globali e “invisibili”) sono infinitamente superiori ai vantaggi del cosiddetto “benessere”.

come insegnante, come filosofo e come uomo mi rifiuto di collaborare con simili infamie, con la marketizzazione dell’educazione.

qui un documento che mi è arrivato in casella, per lavoro:

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naturalmente ho censurato luogo e riferimenti perché non intendo favorire la partecipazione a simili operazioni.

CONOSCERE SIGNIFICA BOICOTTARE | AGIRE SIGNIFICA SABOTARE

Mari arrivi tardi…

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“La creazione è atto di guerra”, ma davvero? Beh i Futuristi lo dicono dal 1909: dal MILLENOVECENTONOVE, ma per la “Cul”tura italiana era robaccia fascista… Interessante: Mari sei bravo come designer ma tu e i tuoi estimatori arrivate con 106 anni di ritardo!

Buon Compleanno Enea

«Ridi anche per me…»
racconta e celebra
le doti dei turisti solitari
norvegesi
«che non rompono i maroni»
e di «cognomi
torinesi, molto bene»
gente che non deve lavorare.

Che trastullo:
portare Marx in Liguria a udire
quel che conosce già!
«Il 30 settembre
Enea fa il compleanno»
saluta il coniuge
o l’amico incedente
col cellulare in mano
dal giardino che si sfila la calura
di dosso, come una vecchia
i ninnoli.

[Lerici, 11 settembre 2015]

Corriere della Ser(v)a: limite di cazzate – superato!

parlar male del Corriere della Ser(v)a e del suo “giornalismo” è ormai come scoprire l’acqua calda o il buco alla ciambella…

cazzatekiller

stavolta è Rinaldo Frignani che batte tuttavia un record per nulla invidiabile, con l’epiteto di “strada killer”.

perché quando una Porsche, non un Ape 50, “decolla su un dosso maledetto”, parole testuali usate dallo stesso giornalista, la colpa è della “strada killer”, non di chi guida come un pazzo scervellato, mettendo a rischio sé stesso (e passi pure…) ma tutta la collettività! gli aerei decollano perché vanno veloci, molto veloci! le auto decollano per lo stesso fottuto motivo perché se vai a 50 orari (limite urbano) non decolli nemmeno se ti metti a pregare!

e sapete perché? tutto perché un riccone si è schiantato. se era un poveraccio al Corriere le trovavano le “colpe”, tutte personali stavolta e tutte individuali, per la morte.

complimenti, Corriere della Ser(v)a: cazzate a 200 orari!