fedeli alle rune

se c’è una cosa che ha senso è il dare senso al caso, alla cieca e per sé insignificante concatenazione di eventi che fanno necessariamente la gran parte dell’ordito – se non della trama – delle nostre esistenze. perché solo noi possiamo creare il senso dove esso non c’è.

finisco di leggere “Dimentica il mio nome” di Zerocalcare. fortuna che non l’ho comprato. seconda cosa: mi ha dato il piacere di ricordare (anche) all’autore quanto segue:

altro che Siete tutti morti Il vostro mondo è finito, ecc… ecc.. altro che Tombe abbandonate e ossa compresse… altro che vergogna “di ciò che sono stati”.

la gioia di sapere che aumentano coloro che ascoltano il monito di Franco Freda (qui l’ultima intervista) e ricordano i loro uomini è qui a smentire quelle vignettuzze. è gioia sapere che noi alimenteremo il fuoco e lo passeremo a coloro che saranno. è gioia sapere che siamo qui a batterci in carne e ossa. è gioia sapere che anche il caos servirà a riconquistare. è gioia sapere che il futuro appartiene a noi.

fedeli alle rune

Teatreuropeo e Collegio, altre due poesie di Ambra Paciscopi

Pubblico qui una poesia di Ambra PACISCOPI, dedicata al gruppo teatrale scolastico “Teatreuropeo”; e una di ambito generale…

TEATREUROPEO

Dell’arte teatro maschera nota
il viso ambiguo di riso e di pianto
d’artista fanno pavido idiota
verità è sempre di vita rimpianto.

Mercurio veste leggero di rosso
d’alba e d’attori allegro patrono
di stelle inneggia alla notte gradasso
ride Molière chiassoso frastuono.

Verità avaro subito svela
da personaggio persona diventa
che al luccicare di fioca candela
rapido sogno conto presenta

sorride il giorno e l’alba s’annida
al commediante fa gesto di sfida.

 

COLLEGIO

Riunione di teste poco pensanti
scuola divelta da troppo parlare
chiacchiere vane di donne pedanti
cultura bella via fanno volare.

Fuori da poco il sole tramonta
cappa di nubi il paese dischiude
svelta la torre chiacchiere sormonta
lo sguardo lento bellezza dischiude.

Lontano vaga da poco il pensiero
speranza ancora rinnova l’ardore
della bellezza disvela il mistero.

L’ingenua grazia ritrova il candore.
Divaga l’occhio sul gruppo gracchiante.
Si volge a lato con sguardo ghignante.

 

perché l’Italia è destinata alla fogna | 2/20, un piccolo test sociale

è chiaro che una Rete affamata di “like” finisce per dire fesserie o, perlomeno, per presentare in modo iperbolico e falso la realtà. tuttavia, riflettendoci sopra, c’è qualcosa di peggio di un articoletto “gossipparo” su quanto si potrebbe risparmiare in carta igienica e dentifricio, ed è assistere al livello qualitativo medio del dibattito pubblico in questo paese e delle argomentazioni di cui è capace l’italiota medio.

esse spiegano esaurientemente, pur sul piccolo campo di un minuscolo esperimento sociale, perché questo paese è destinato alla fogna.

in un paese normale, dei cittadini normali, posti di fronte all’ipotesi di risparmiare un tot di soldi riducendo i consumi, rifletterebbero innanzi tutto sull’opportunità di vivere meglio, consumando meno, valutando la possibilità di raggiungere se non l’iperbolico risparmio annunciato dall’articolo, almeno una quota interessante e pragmaticamente profittevole.

invece no. in Italia, no. quasi nessuno dei commentatori italiani riflette su come iniziare a spendere meno consumando meno…

abbiamo invece:

  • il commento razzista su quanto siano “lerci” gli Inglesi (rossini)
  • il commento volgare e aggressivo sull’igiene personale (giorgio_pulici, bandog, gianrico45, sabino gallo)
  • il commento aggressivo sulla sanità mentale della protagonista (chiri, klotz1960)
  • il commento che sottolinea e giustamente in modo più o meno colorito l’esagerazione dell’articolo, ma non propone nulla di costruttivo (djangounchained, zagovian, vigar, una-mattina-mi, marco piccardi, pinolino, cecco61, mbferno, adelmo85, marygio, mechwarrior, glucatnt73, bandog)
  • massacrato, un altro commentatore ritiene che si spenda di più (a parte l’abbandono della carta igienica con cui concorda)

solo due commentatori si distinguono per un approccio critico e sensato:

cgf, il meno possibilista cerca perlomeno di andare alla fonte della notizia e di contestualizzarla: ne risulta che la ragazza avrebbe risparmiato una cifra consistente anche compiendo molte altre scelte “di consumo alternativo” rispetto a quelle strombazzate dall’articolo. ma resta assai scettico…

procivile è l’unico che propone di cambiare stile di vita, testimoniando come sia fattibile un approccio diverso ai consumi, e propone la sua esperienza personale.

due su venti.

e ci chiediamo ancora come sia possibile per l’Italia abbandonare la logica del troglodita e avviarsi sulla via della ragione e del progresso umano e civile. non sarà accessorio notare che la fonte di tanta notizia e di tanti qualificati e costruttivi commenti sia il quotidiano “Il Giornale”, un altro nome, un’altra garanzia del nostro stato di disgrazia e desolazione umana e civile.

 

 

Giannini come Gelmini | tunnel senza uscita

Figura assicurata, da cretini:
Giannini fotocopia di Gelmini

ricordate l’incredibile figura marrone incassata dal MIUR con l’uscita della Gelmini e del tunnel per neutrini? oggi, il Governo Renzi fa il bis, incassando un altro clamoroso sputtanamento dalla rete e da chi la ricerca la fa e la sa davvero farela ministra giannini si sputtana clamorosamente in Rete, e nel mondo, anzi è sputtanata clamorosamente da una ricercatrice, mentre si appropria indebitamente di meriti non suoi. in pratica il ministero millanta risultati ottenuti si da “cervelli italiani” ma finanziati solo dall’estero e non certo dal nostro Ministero e dalle nostre Accademie! tanto che i vincitori di premi e riconoscimenti confermano: “In Italia non eravamo considerati!”.

in breve, scienziati italiani che avvertono: risultati sì, ma non certo grazie al Governo e all’Italia, i quali non hanno elargito un bel cazzo di fondi, salvo millantare e farsi belli con le prodezze altrui a cose fatte. l’ennesima figura barbina di un paese che tratta il merito scientifico con la stessa considerazione che si ha per la merda dei cani. l’ennesimo tunnel senza uscita della politica e della malgovernabilità italiota.

come studioso e uomo di scienza mi vergogno di un simile ministro e non ritengo che ella rappresenti il mio lavoro quotidiano, va da sé.

analisi | un gran bel “giornalismo”

oggi che è scoppiato il caso Regeni, mi piace troppo ripescare un mio pezzo del 17 gennaio 2014:

la Repubblica (non di Platone)

e mi piacerebbe domandare e domandarvi se i giornalisti Bernardo Valli e Fabio Scuto de “La Repubblica” avrebbero oggi il coraggio di ripetere in faccia ai familiari e ai compaesani di Regeni tutto quello che scrissero ben due anni fa, con toni decisamente “allegri” e quanto mai ottimisti sul nuovo dittatore egiziano Al Sisi e sul suo successo elettorale, che smentiva la legittimità dei Fratelli Musulmani e ne demoliva le conquiste.

chissà se questi due giornalisti avrebbero oggi il coraggio di ripetere parola per parola la loro squisita analisi e lezioncina a mezzo stampa sul concetto di “democrazia”. di certo nessun italiano è stato torturato da Morsi e dai suoi compagni di partito.

invece… adesso… lacrime di coccodrillo! io le lacrime preferisco riservarle alle vittime di quel maiale in divisa che ha rubato ai Fratelli Musulmani e al popolo egizio la libertà. e pure a quel gatto che ha perduto il suo amico, a cui ho pensato subito, guardando la foto.

esiste una legge di causa-effetto a cui nessuno sfugge. non i golpisti, non i politicanti e neanche i giornalisti. qui siamo a ricordarlo e a ricordare chi veniva presentato, e come, da certa stampa. intanto il cadavere torturato di Giulio e di migliaia di Fratelli Musulmani gridano al cospetto della storia.

 

il diritto di parola nell’era PD | Resistenza, Libertà …e la puttana di su mà

la prossima volta che sento un “sinistronzo” con la tessera PD o con le simpatie PD cianciare di Libertà e valori della Resistenza, gli cago in testa.

sì perché è inaccettabile per un paese normale e civile “nato libero dalla Resistenza” (dicon loro) che un Presidente Onorario della Cassazione, tale Corrado Guglielmucci affermi che è lecito licenziare un giornalista per un commento esercitato nell’ambito della sua professione. l’ipotesi peraltro che un giurista con una tale concezione della libertà di parola e di deontologia della professione sia presidente onorario del massimo organo giuridico nel nostro paese a me fa letteralmente venire i brividi, e mi colma di ripugnanza.

sì perché è inaccettabile per un paese normale e civile “nato libero dalla Resistenza” (dicon loro) che su un giornale fondato da Gramsci si affermi che è lecito licenziare un giornalista per un commento esercitato nell’ambito della sua professione.

sì perché è inaccettabile per un paese normale e civile “nato libero dalla Resistenza” ci si indigni solo se l’allontanamento delle voci sgradite avviene solo da destra.

non parlatemi di resistenza e libertà, voi del PD.

in bocca a voi queste parole fanno rima con “mamma impegnata al bordello”.