Intuito del Passato | lettera aperta a Gianluca Nicoletti

Sig. Nicoletti,

ho appena letto sulla testata de Il Fatto Quotidiano, la sua bordata contro la scuola pubblica, in merito alla triste vicenda del ragazzo autistico “isolato” dai genitori (e forse, chi sa…) dai compagni a San Giuseppe Jato (articolo di Alex Corlazzoli, 19 novembre 2016).

La cito esattamente come riporta il giornale:

“Su questo argomento c’è una totale, radicale e profonda ignoranza della scuola, degli insegnanti di sostegno, dei dirigenti, anche della neuropsichiatria. E’ chiaro che in mancanza di informazioni e cultura a San Giuseppe Jato si è fatta una cosa scellerata e abominevole. La scuola dovrebbe prevenire questi episodi. Immagino il disagio di quella mamma che ora con grande coraggio riporterà il figlio in quella classe. Quella madre si è trovata di fronte a dei genitori che hanno fatto un atto collettivo, preordinato”.

Sinceramente non capisco come lei possa anche solo pensare una cosa del genere riguardo alla scuola, dal momento che – se discriminazione c’è stata, o qualunque cosa sia stata l’azione dei genitori – è chiaro che si è trattato dell’iniziativa unilaterale e autonoma delle famiglie e che la scuola non c’entra un bel niente. Prendersela con insegnanti, personale e dirigenti, sparando a zero su di loro, approfittando del gesto improvviso e inconsulto di terze parti (i genitori) è non solo un atto sbagliato alla radice, ma è anche un atto insanamente ingiusto. In primo luogo, e parlo per diretta esperienza, Lei non parlerebbe così se avesse messo piede con seria  equanime partecipazione umana e personale in una qualunque scuola pubblica. Il sottoscritto ne ha conosciute ben cinque in dieci anni di insegnamento e quasi ovunque non ha solo incontrato persone che nonostante un riconoscimento economico ridicolo e offensivo, nonostante un disprezzo e una malevolenza diffuse verso il corpo docente (di cui le sue parole non sono che l’ennesimo, squallido esempio), si danno da fare ben oltre il dovuto, affrontando di persona e combattendo limiti strutturali, burocratici e personali di non poco conto, spesso rischiando del proprio in termini di assunzioni di responsabilità; ma ha anche conosciuto molta umanità a dispetto di ogni ostacolo e doloroso imprevisto. Parlo qui in particolare non tanto degli insegnanti “normali” (categoria di cui fortunatamente e nonostante tutto mi vanto di far parte) ma a nome degli insegnanti di sostegno in primo luogo, che sono stati così ingiustamente accusati e aggrediti da lei sulla stampa. Una categoria di persone malpagate, spostate da una scuola all’altra senza alcuna stabilità, che si spendono affrontando una varietà di disagi e problemi ogni giorno – altro che sparare facezie dai microfoni di Radio 24! Altro che radicale e totale ignoranza (sull’autismo e il resto!). In base alla mia esperienza posso confermarle che ogni errore “dalle nostre parti”  è stato quasi sempre frutto di una ricerca quotidiana per superare il difficile e il complesso “gioco” fra esigenze dei genitori, bisogni dei ragazzi e limiti strutturali, organizzativi e burocratici. Ho avuto una decina di ragazzi “sotto sostegno” in classe e posso garantire, leggendola, che lei non prova neanche a capirci qualcosa e non ha mai diviso neanche seriamente un minuto di confronto e empatia con chi lavora nel settore scolastico. Lei non ha uno straccio di idea di cosa succeda dall’altra parte del vetro. Leggendo quello che scrive mi è chiaro come lei non abbia mai neanche passato tre minuti in una classe con ragazzi bisognosi di sostegno e con le persone che se ne prendono cura, corpo docente dedicato e corpo docente “normale”. Penso alle ore non pagate di riunione, ai GLIC, ai rischi che si assumono i miei colleghi di sostegno con bambini comportamentali e disagi assortiti. Lascio qui perdere ogni ulteriore osservazione su personale ATA e dirigenza e neuropsichiatri. Con tutti i loro difetti, non ci vorrebbe una grande intelligenza a capire che molti, troppi dirigenti, sono anche fra l’incudine e il martello di un’utenza non sempre comprensiva, spesso poco consapevole e capace di decisioni autonome che sono a piacere censurabili quanto si crede, ma che restano sostanzialmente al di fuori del campo di azione di docenti e dirigenti e di una rigidità strutturale e di vincoli legali che scoraggiano ogni intervento “forte”. Come se fosse facile per noi “entrare nella testa e nelle intenzioni” di un gruppo di genitori X; o anche solo intervenire (e con che poteri poi?) sulle scelte altrui… altro che prevenire! Come se fosse facile per chi lavora all’interno contrastare certe tendenze dell’utenza, più o meno fondate, più o meno condivisibili. Nella scuola italiana come si fa, purtroppo, si sbaglia sempre e sempre si è sotto un linciaggio verbale e d’immagine che ha pochi confronti per altre categorie (a parte i politici). Lei ha messo tutti nel mucchio, tutti, fregandosene bellamente non solo della realtà delle cose, ma offendendo lo sforzo e la fatica di migliaia di persone corrette e lavoratori competenti. Migliaia. Pensare che lei scriva e dica certe cose, con il facile megafono dei colleghi, suoi pari, prendendosela oltretutto col soggetto sbagliato, fa davvero male, specialmente parlando di autismo e altri problemi dell’infanzia-adolescenza. La cosa lascia nelle orecchie e nella testa il fischio rauco della viltà, perlomeno quella intellettuale. Io posso solo essere lieto di risparmiare ulteriore tempo nell’ascoltarla e nel seguirla. Sperando perlomeno che abbia un doveroso ripensamento, sarebbe bello che si scusasse con queste persone per le sue parole così ingiuste, così gratuite, così sbagliate.

Siccome non sparo a zero su un mucchio, senza esperienza diretta, come fa lei, e per giunta il mucchio sbagliato… la lascio con un aneddoto assolutamente frutto di esperienza personale.

Io la seguo da anni, dai tempi di “Golem”. Lei una volta è venuto a Pisa in Aula Magna di Giurisprudenza a tenere una conferenza. Lei certamente non si ricorda di me, ma io invece mi ricordo di lei molto bene. Ricordo di averle proposto un’ipotesi di lavoro e confronto su una piattaforma-progetto di giornalismo studentesco, e ricordo molto bene la sua reazione, che allora mi parve fredda, disempatica e persino scostante. Non mi degnò che di mezzo monosillabo malmasticato e amen. Neanche mi lasciò un contatto utile.

In quel momento pensai immediatamente di aver incontrato una persona molto arrogante, piena di sé, indisponibile, menfreghista. Poi tacitai l’impressione – per natura tendo sempre a conferire il beneficio del dubbio a tutti, si figuri ai professionisti che ammiravo – e accantonai l’episodio, ritenendo di aver esagerato magari anche emotivamente.

Già qualche altra volta, di recente, l’ho sentita poco disposto a capire il prossimo e a sparare gratuità poco ragionevoli; ma adesso, dopo questa sua bordata così ingiusta e sgradevole verso professionisti che pur ammucchiando anche grandi cantonate – è inevitabile – si battono per i bambini autistici e non solo (e spesso anche contro certi genitori e certi ambienti esterni) ne ho una personale e limpida certezza: non mi sbagliavo affatto, l’intuito del passato ci aveva preso giusto. In prima battuta l’avevo “acchiappata” proprio bene. Se sono stato ingiusto è stato verso il me stesso di un quindicennio (o ventennio) fa.

Arroganza, presunzione e disempatia. La sua cifra.

Non se ne vanti troppo, mi raccomando.

Senza alcuna cordialità.

 

Furio DETTI

israele premedievale | chi è il troglodita?

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iniziativa del governo Israeliano. proposta di mettere al bando i muezzin a Gerusalemme in quanto “rumori molesti”.

piccola storiella medievale di tempi di Crociate, come questi, ma tempi con governanti migliori e più intelligenti di questi.

arriva Federico II Imperatore, una delle massime (ancorché contestate) autorità dell’Occidente cristiano, teoricamente l’autorità politica massima; per condurre una trattativa sull’accesso ai luoghi santi. il kadì di Gerusalemme, su ordine del sultano Al-Kamil (massima autorità islamica dell’epoca, politica e anche religiosa), chiede ai muezzin di tacere per rispetto alla presenza dell’Imperatore e del suo seguito, cristiani e cattolici. I “Franchi” come li chiamavano le fonti arabofone. Federico si addormenta nel silenzio. la mattina chiede al kadì perché non si era udito il canto del Muezzin nelle ore previste, e si preoccupa del fatto che la cosa abbia un senso infausto. informato dell’iniziativa, Federico, cristiano e cattolico, ordina che i muezzin tornino a cantare per tutta la durata del suo soggiorno. come a Palermo, casa sua, città in cui greci, cristiani e arabi pregavano nelle rispettive sedi.

Peggio che nel medioevo, evidentemente, siam finiti. Quel Federico amico di islamici e ebrei dato che proibì la persecuzione degli ebrei nei suoi dominii. Un uomo del medioevo che fa vergognare i governanti di oggi. Israeliani: più indietro del Medioevo. Almeno in questo caso. Chi è il troglodita?

Hillarious | l’epocale fallimento dei nostri pagliacci

sono mesi che ci scartavetravano i coglioni con le vignette su Trump. che gridavano anatemi, prese per il culo e altre cazzate. sono mesi che ci facevano la morale con le loro vignettucce e si beavano della prevista Waterloo conservatrice e di destra.

tutti: la stampa liberal e quella non liberal (che da noi coincide sempre con la prima). tutto il politicume europeo era a sbavare dietro la gonna di Miss Clinton.

e tutti, come per la Brexit, tutti i nostri media, i politici, i giornalisti, tutta la spazzatura che credeva di dire al popolo come votare per il suo bene, ha incassato sodo un bell’überfistfucking nel culo!  so Hillarious. 

come per la Brexit l’ennesima, epocale, monumentale, inculata! l’epocale fallimento di tutti quei pagliacci – artisti, giornalisti, fighetti liberal, gente da aperitivino progressista… Femen incluse. che sfottevano l’uomo della strada e la sua rabbia.

adesso siamo noi a ridere. e iniziamo subito con questo meme.

conservatevi le vignette su Trump, sono una preziosa lezione di vita.


since months they overbooked our screens with the “Trump Cartoons” on social media. months of warnings, curses, mockerism and similar bullshit. months of moral lessons from liberals with toons, talk shows, memes, proclaims while they announced the conservative Waterloo.

everyone. the liberal and “non liberal” press. no one of the clowns was proTrump. in Europe non-liberal media are as liberal as the first ones. all the circus in politics was proClinton, drooling under her gown as a devote puppy. all the scumbags in Europe had to say to American people what-to-think and how-to-vote.

like the last Brexit. remember?

so they, like Brexit, got a überfistfucking for their buns. a big, huge, monumental-pharaoh-size screwing! the historic epic fail of liberals. so Hillarious.

like about the Brexit all those artists, cartoonists, opinion makers, journalists, servants, idiots, progressist clowns that made laughs of the common street people, Femen too, that were so Hillarious once upon a time, are served.

NOW WE ARE LAUGHING. and get that meme.

keep up your Trump cartoons: a healthy lesson for life!

bitchingclinton

antifascismo e resistenza | fiero di non esserne parte

In foto due magistrali lezioni di “antifascismo e resistenza”. Il PD di Renzi, di Rondolino & C., accanto a randellatori e che prende a pedate le ragazze in piazza. Il “metodo Rondolino”.

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Cito volentieri Rondolino:

«l’Antifascismo e la Resistenza sono il tessuto e l’anima del nostro Paese perché sono radicati nella memoria di milioni di famiglie.» (Fabrizio Rondolino L’Unità)

eccoli antifascismo e resistenza all’opera. Sarà bene ricordare che “l’antifascista e resistente” Rondolino invitava la polizia a riempire di legnate i professori che contestavano in piazza la Buona Scuola di Renzi.

Se questa è la Repubblica dell’antifascismo e della resistenza, fiero, fierissimo di non aver mai fatto parte del club. onore e fedeltà sono questione di razza.

PS: siamo a un anno e quasi cinque mesi che coraggiosamente il nostro Rondolino rifiuta la sfida da uomo a uomo che gli ho lanciatoun vero Cuordileone!

lezioni

non sarò mai abbastanza riconoscente a Leopardi e mai abbastanza onesto da chiedere perdono fino in fondo per la mia stupidità, che consiste in una sola, unica colpa: ostinarmi a pensar bene delle persone, a fidarmi di loro e a credere che si possa far qualcosa di bello coi propri simili. l’ennesima conferma dell’ennesima amarissima lezione.

“Oggi chi conoscendo ed avendo sperimentato il mondo, non è divenuto egoista, se ha niente niente di senso e d’ingegno, non può esser divenuto che misantropo.” Giacomo Taldegardo Francesco di Sales Saverio Pietro Leopardi

aver a che fare con le persone? spero di perdere il vizio al più presto.