2+2 | credibilissimi

torno sulla questione “vaccini” con un taglio sulla credibilità. l’altro ieri credevo di sbagliarmi, che fosse per dirla breve una notizia alla “Lercio”, puramente satirica, puramente inventata. purtroppo è una notizia “seria”.

il Governo Renzi e Gentiloni hanno definito e definiscono il progetto della nuova linea ferroviaria di Camp Darby, destinata espressamente al trasporto di munizioni da guerra,

«Un’opera strategica per la salute dell’uomo».

ora, sono stato abituato a fare 2+2. sarò rozzo o semplice, ma se un governo ha la faccia da culo di definire un’infrastruttura per il trasporto di ordigni e proiettili un’opera per la salute umana, tradendo anche la più elementare logica, offendendo il più candido buonsenso, non è che possa aspettarmi intenzioni limpide quando lo stesso Governo impone vaccinazioni di massa e minaccia le famiglie con provvedimenti liberticidi quali la perdita della patria podestà. credibilissimi.

2+2 = io non mi fido di questa gente.

così come, per esempio, non mi fido delle Università che sfornano studi scientifici sulla dannosità del fumo da sigaretta elettronica, mentre organizzano “career fair” o eventi di formazione al lavoro, con Philip Morris, multinazionale del tabacco. vero UNIBO? come faccio a fidarmi dei vostri articoli “scientifici” sul danno da fumo dei competitor dei vostri partner?

siamo davanti a evidenti conflitti di interessi fra scienza e politica/mercato.

non fidiamoci sempre di chi lavora “per il nostro bene”

il destino | nanoromanzo

«Trovo esagerato decidere il proprio destino in base a una classe.» Il destino. Che parola ingombrante! Eppure la collega non voleva assolutamente giocare sull’iperbole: aveva scelto le parole nel senso pieno e piano, loro abitualmente attribuito. Curioso. Il professore che l’ascoltava, lì per lì non replicò, confermando solo che – sì – aveva deciso di chiedere il trasferimento anche per non rischiare di portare agli Esami di Stato quella classe lì. Era vero. Solo poi, montato in macchina, datosi il tempo di veder svaporare per qualche decina di secondi l’aria incandescente dell’abitacolo, a portiere spalancate, aveva compreso il senso della conversazione e il valore della propria decisione. L’errore, se errore c’era, non era stato affatto il mettere in gioco l’esistente per un trasferimento, ma finire col chiamare “il proprio destino” un mestierino così malpagato, deprezzato, svilito, destinato all’irriconoscenza degli allievi e dei genitori.

No. Il suo destino era altrove. Egli aveva altre ambizioni. Certo non in quel mestiere, non per quel mestiere di cui un trasferimento o due non rappresentavano che una semplice strategia di riduzione del fastidio e delle rogne.

animali e francescani | la vile farsa con Madonna Verità

a Madonna Povertà penseremo  poi.

intanto diamo uno sguardo a come i Francescani e il papa si comportano con Madonna Verità, forse più importante della sua sorella.

e la verità è che ci stanno prendendo per il culo.

lo spunto me lo ha dato l’articolo apparso sulla rivista dell’OFM (Ordine dei Frati Minori), “San Francesco”, n. 4, aprile (2017), a pagine 60 e 61. si è scomodato nientepopodimeno che un vescovo di Santa Romana Chiesa, monsignor Felice ACCROCCA, dalla cattedra di Benevento. con una riflessione così comoda da non spostare di un pelo di bestia, appunto, dal solito posto riservatole dall’uomo: o preda, o cibo, o belva in gabbia.

il monsignore ci illumina rilevando che gli animali si accostavano senza paura al Poverello di Assisi, rassicurati dall’istinto, ci narra dell’amicizia fra Francesco, un fagiano e un leprotto che ne ascoltavano le prediche. quindi procede con l’episodio storico del santo che – in viaggio verso l’Abbazia di San Verecondo a Gubbio – sarebbe stato messo in guardia dai contadini riguardo ai lupi. i villici invitavano il santo a pernottare da loro per non essere assalito dalle belve. Francesco rispose loro che non aveva niente da temere dal lupo, non avendogli mai fatto del male, concludendo con “State bene, figli, e temete Dio.”

citiamo lo stesso Accrocca (il corsivo è nostro):

«Francesco, dunque, non temeva il lupo, poiché giudicava l’aggressività di quest’ultimo una risposta all’aggressività dell’uomo. Riteneva infatti che qualora l’uomo non facesse alcun male (agli animali e, possiamo supporre, alle piante e a ogni altra creatura), non sarebbe neppure aggredito e l’universo tornerebbe a quella superiore armonia che regnava nel Paradiso prima che i progenitori disobbedissero a Dio.»

In poche parole il solito niente più e niente di meno eh, se fossimo tutti buoni, staremmo tutti meglio.

ok. vogliamo cominciare dagli animali? o no? per iniziare, dico, dalle cose più semplici.

monsignor Accrocca che cosa si porta in tavola per colazione, pranzo o cena? Immagino che sia vegano o almeno vegetariano.

non sono riuscito a scoprirlo girando sul Web.

ma so per certo che il suo capo, il papa, non lo è.

ecco, grazie alla chef Lidia BASTIANICH, quello che si trova sulla tavola di papa Francesco:

il papa si fa le foto con l’agnellino, come la Brambilla, ma fa male agli animali, li mangia, accoglie i circensi e i loro schiavi. la Brambilla ha anche visitato uno zoo, per il furbastro biancovestito aspettiamo con fiducia.

il papa ci sta prendendo per il culo. sta offendendo la nostra intelligenza e la verità.

uno che fa così si comporta da stronzo, senza se e senza ma.

troppo comodo dire che ammazzare un gattino a pedate  per noia o dividerli in due per divertimento fa brutto. provare a cambiare veramente e realmente stile di vita, invece è impossibile per certa gente.

quando non maltratta Madonna Verità, il nostro “francescano” di nome ammette perlomeno di essere specista: per lui gli uomini vengono sempre prima di animali e ambiente (peccato che se l’ambiente si altera troppo, spariscono sia gli uomini sia gli animali).

niente di nuovo e niente di diverso dal solito letamaio. Madonna Coerenza e Madonna Verità prenderanno sempre dei sonori calci in culo da troppi paraculi e francescani in giro.

 

piccole conigliette crescono sul prato del terrore | la carne è debole, la coerenza ancor più

confesso che non conoscevo affatto Ariana Grande. sono un metallaro e noi metallari siamo notoriamente molto intolleranti. aggiungete che non ho figli e figlie, quindi poco mi arriva dal mondo dei fan e della musica giovanile. metteteci che non ho la TV da anni e che libri, web e stampa generalista sono la mia sola fonte di informazione.

insomma questa artista io manco la conoscevo.

purtroppo, come molti “purtroppo delle cose” (grazie maestro Verhulst, tra parentesi un libro che consiglio), ho conosciuto questa cantante solo grazie a un pezzo di merda infame che ha deciso di macellare un pugno di ragazzini – soprattutto bambine – per la sua personale jihad. e me ne dolgo, esprimendo al massimo la mia solidarietà e il mio cordoglio a ciascuno. al di là infatti di ogni opinione politica che si possa avere sulla lotta armata, sul conflitto, sulla guerra, resto dell’idea che gli innocenti, animali e bambini, non si toccano.

come la pensi quindi su qualsiasi combattente che a qualsiasi titolo decida di crepare col botto in mezzo a dei bambini, mi pare chiaro. non intendo sprecare una sillaba in più.

al di là del grande prato del terrore su cui tutti, con risicata probabilità, potremmo saltare, mi ha colpito la relazione tra l’artista e il suo pubblico. ho infatti scoperto che questa Ariana Grande è l’idolo di migliaia di bambine, preadolescenti e adolescenti.

e qualcosa di sinistro, di disarmonico, di ostile, mi è suonato nella testa; e non era solo l’eco dell’esplosione dello stronzo di cui sopra. devo ammetterlo: è stato qualcosa di quasi altrettanto sgradevole e sinistro.

ho pensato a delle bambine (o anche bambini, va da sé) che hanno come modello di riferimento una venticinquenne in queste condizioni:

FILE – In this March 20, 2015 file photo, singer Ariana Grande performs at Madison Square Garden in New York. Grande’s management team says the singer’s concerts will be canceled through June 5, 2017, after the bombing her concert in Manchester, England left 22 people dead. (Photo by Greg Allen/ Invision/ANSA/AP, File)

per “modello di riferimento” intendiamo tutto, non solo le qualità canore, ma l’aspetto completo della persona in un’età in cui psicologicamente si costruisce la propria immagine di sé attraverso l’imitazione o il contrasto con modelli positivi o negativi. insomma i bambini diventano preadolescenti e adolescenti attraversando una fase critica fatta di identificazioni appassionate e altrettanto appassionati rifiuti. i tipici: “È mitica: voglio diventare come lei” o “Io non sarò mai come papà (o mamma)” parlano da sé. si sa che poi questa fase si normalizza, le passioni spariscono (quasi) tutte e così si dissipano anche gli odî (forse non del tutto).

ora trovo che questa cantante, nell’abito e negli atteggiamenti somigli sin troppo a certa altrettanto giovane “carne in affitto” nei paesi del Terzo Mondo. di solito vicino a quei locali dove si affittano prestazioni sessuali. da insegnante, del resto, non passa giorno senza che mi richiamino alla memoria gli orrori della pedofilia o la triste pratica del turismo sessuale.  che – diciamo – anche quando praticato legalmente tra maggiorenni, non gode presso educatori, pedagoghi e, in genere, insegnanti di un’immagine positiva. figurarsi parlare di chi scenda sotto la quota dei 18 anni, quota oltretutto elastica visto che la legislazione prevede da paese a paese una fascia detta “età del consenso” che in Svezia cala a 15 anni e in Messico addirittura a 12 (!!!) per parlare di rappporti sessuali legali purché mutualmente consenzienti fra individui. con variabilità onestamente inspiegabili relativamente all’etero-omo-bi-o pan-sessualità degli attori.

come dicevo, a leggere la legislazione e le norme, oltreché la giurisprudenza, emerge l’importanza del contesto. e questo vale naturalmente per ogni forma di espressione sociale della sessualità, o di espressione artistica o rappresentazione variamente orientata alla sessualità. dalla pornografia all’erotismo all’arte.

per dirla schietta: la foto di un bel cazzo duro a un convegno di urologi e urologhe, non è pornografia, ma scienza. la stessa foto, sul monitor/cellulare di un/una diciottenne in su, è pornografia, lo stesso cazzone appeso nell’atrio di una scuola media è un crimine. succhiare un cazzo ha un peso diverso a seconda della persona attaccata a quell’affare: se è un estraneo e hai 20 anni, pace; se è tuo padre e hai 20 anni permettetemi di dire che c’è qualcosa di un tantinello problematico, se mi passate l’espressione; se hai 12 anni, l’atto è una mostruosità, senza se e senza ma. se mi scopo una diciannovenne incontrata a Olbia sono al limite un gran paraculo, se mi scopo una diciannovenne che l’indomani dovrò valutare in sede di esame, le cose cambiano e di molto!

non è la cosa a essere per sé oscena, ma la situazione, o le relazioni parentali, sociali e di potere/influenza contestualmente in gioco a decretarne la natura. insomma il contesto e la relazione fra chi rappresenta un’immagine più o meno sessuale sono fondamentali per capire in chi e in che cosa ci stiamo imbattendo.

per questo le foto e l’atteggiamento della cantante mi hanno sconvolto non poco. esattamente non perché, di per sé, la ragazza sia oscena, ma perché entrano in ballo e pure letteralmente sotto il palco dei minoridei bambini, dai 9 ai 15 anni!

ora mi rivolgerei direttamente a un papà o a una mamma.

riguardate bene le foto. esaminatele con attenzione.

«Vorreste che vostra figlia diventasse così, o fosse così in questo preciso momento?»

è questa l’immagine di riferimento per i vostri BAMBINI?

non penso di sbagliarmi se definisco Ariana Grande una “bambolina fortemente sessualizzata” o una “coniglietta Playboy”. questo al di là della voce o di altre indiscutibili qualità. ha 25 anni, fa quel che crede, giustamente; come ci si aspetterebbe da qualunque libera e giovane donna, nel pieno diritto della sua espressione sessuale e attrattiva. ci mancherebbe (chi sono io per vietare una legittima seduzione da parte di un’adulta? o la liberazione sessuale della donna? o l’uso della seduzione per lo spettacolo…)  non ho tuttavia dubbi sul fatto che il vestito e le movenze di questa artista non siano neutrali ma risultino marcatamente erotici o erotizzati.

e allora mi chiedo… (ma prima riguardate ancora le foto)

perché poi, sui social e altrove, vi sento sclerare come pitbull impazziti assetati di budella calde e sanguinanti quando si parla di sesso e minori o sesso fra adolescenti e altri soggetti. mentre lì, sotto il palco di Ariana Grande, ci mandate i vostri bambini?

bambini, ripeto dai 9 ai 15 anni

credo onestamente che proporre questo modello a questa utenza sia una decisa promozione della sessualizzazione precoce degli adolescenti.

e allora vedo solo io una colpevole e delirante schizofrenia?

la schizofrenia di chi erige forche mediatiche e virtuali o reali e legali su temi (giustamente) sensibili, ma non si fa scrupolo di portare dei bambini a vedere queste performatrici/artiste.

artiste che troverei assolutamente appropriate, ma con un’utenza differente. fosse un pubblico di diciottenni, adulti, amanti del burlesque, o delle ragazzine (over 18)”kinky”, o del BDSM, o qualsiasi altra cosa, capirei. la carne è debole. e l’eros potente.

io stesso sono un artista teatrale, oltre che docente: sarò antiquato, sarò strano, ma se dovessi presentare un’immagine conforme a quella di Ariana Grande, sapendo di avere sotto il palco dei bambini dai 9 ai 15 anni, non monterei mai su quel palco in simili condizioni e non darei quel genere di spettacolo.

poi ognuno è libero di fare quel che crede coi suoi figli su questo prato terribile, e sotto simili palchi, ma continuo a dire che sotto il cielo ci sono parecchie contraddizioni, parecchia schizofrenia e tonnellate di incoerenza.

io mi metterei, mamme e papà fan di questa artista, che portate i bambini con voi una manina sulla coscienza.

il fanatismo del “benpensante” | nessun vaccino salva dall’arroganza

mi preme fornire ai miei lettori e a chiunque poche basilari linee-guida per dialogare col sottoscritto sulla questione “vaccini si” – “vaccini no”.

parlerò come se dovessi spiegare con parole chiare, dirette, semplici, la questione, lo faccio ogni giorno con adolescenti e bambini a scuola, quindi seguirò tale prassi, eccettuate alcune questioni di registro linguistico, in corsivo, poiché sono l’unica differenza fra questo intervento, rivolto a adulti, e una lezione di scuola.

UNO. non sono un medico, né un immunologo, né un epidemiologo. La mia formazione scientifica è di livello liceale, quella umanistica a livello master, non per vantare alcunché, ma per chiarire le competenze personali. Valuto quindi la situazione informandomi come posso con la stampa e il web, e facendomi un’idea sulla base del buonsenso e del minimo rigore scientifico che la mia istruzione consente. Non sono contrario per principio e in genere ai vaccini, ma sono contrario alla logica rozza della contrapposizione in blocchi rigidi. Non mi reputo antivaccinista in genere, tant’è che ho vaccinato i miei gatti, creature a cui tengo come a dei figli.

DUE. Penso che la questione sia molto articolata, complessa e non risolvibile in logiche binarie 1/0, credo fermamente che varrebbe semmai la pena discutere su specifiche parti del problema, come la tossicità di certi vaccini rispetto a altri, l’opportunità di campagne di vaccinazione di massa e coatte, tutte le questioni sul “consenso informato”, e sui legami fra medicina e imprese che fanno del farmaco un lucro o l’attendibilità di esperti che ricevono fondi o premi da ditte e imprese legate al lucro in farmacologia. Possibilmente con dati obiettivi e fonti imparziali e comunemente accettate alla mano.

TRE. Non accetto da chicchessia stigmi di generica ignoranza o anatemi del tipo “sei un cavernicolo”, “analfabeta” o simili: chi mi critica su questo livello e con questo metodo dovrebbe perlomeno conoscere personalmente il sottoscritto, essere al corrente del mio CV, delle mie competenze professionali, e ovviamente dimostrarmi punto per punto in modo specifico e su argomenti o assunti specifici dove io sia ignorante, dimostrado l’infondatezza almeno dell’80% delle mie tesi. Pertanto le generiche sparate fondate su una mia presunta ignoranza di base infilatevele nel culo. Non ho mai accusato nessun provaccinista di essere per definizione un imbecille/ignorante/troglodita, quindi non accetto questo genere di false argomentazioni. A buon vedere, direi. L’unico appunto che muovo al 90% dei provaccinisti con cui discuto sul web (e vedremo perché – punto QUATTRO) è che hanno un atteggiamento aprioristico e arrogante, almeno così mi pare. Ma potrebbe essere solo una mia personale sensazione.

QUATTRO. Ci tengo a far notare che l’unico punto con cui sono assolutamente e senza riserve dalla parte degli antivaccinisti è la libertà personale di profilassi e cura, che reputo inviolabile e prioritaria su ogni altra considerazione, senza se e senza ma. Sono contrario agli atti del mio Governo e dell’Ordine dei Medici solamente e sostanzialmente perché li reputo una censura preventiva, un rifiuto a un dibattito sereno e produttivo e un atto di prepotenza tipico degli ordinamenti di potere comunemente noti. Unica questione su cui riconosco un punto a favore del Governo è che le regole in genere le detta chi fornisce il servizio scolastico. Per questo consiglio a tutti i genitori antivaccinisti di lasciare la scuola pubblica e iscriversi a scuole private disposte a accogliere i loro figli o a fare homeschooling. Faccio parò anche notare quanto segue: uno Stato che si dice democratico e voglia esserlo davvero e non solo a parole, dovrebbe permettere perlomeno un’alternativa legale per istruirsi a chi non intende mandare i figli a scuola alle suddette condizioni dei vari decreti Lorenzin e altro… Questo se ci si vuole vantare di essere una Repubblica democratica e pluralista. Se invece si desidera fare i dittatori, prego, ma non mentite quindi sulla natura reale del potere pubblico. I nazisti per esempio (ma il discorso vale per qualsiasi totalitarismo) non furono mai paladini delle libertà individuali, lo spiegarono sempre molto chiaramente e si comportarono di conseguenza. Uno stato che si dice democratico invece non può agire come una dittatura di fatto. O se lo fa ne assuma coerentemente lo statuto e se ne assuma la responsabilità di fronte alla Storia.

CINQUE Sono disposto a trattare anche nella discussione casi estremi, e a valutare la reale incidenza degli stessi, nell’uno o nell’altro senso, ma non sono disposto a farmi smantellare un’argomentazione solo perché la controparte si rifiuta di accettare a priori ogni documentazione proposta. In questo caso stabilire la verità è impossibile perché non esiste alcuna volontà di dialogo, ma solo una falsa dialettica prevaricatoria.

SEI La mia posizione generale in materia è anche quella di un “ragionevole dubbio” e si pone in questi termini: Siete proprio sicuri che le accuse di essere una manica di incolti/ignoranti/incompetenti/creduloni non si trasformino, come più che talvolta e quasi spesso è accaduto nella storia, in teorie poi smantellate dalla ricerca scientifica e dal metodo scientifico? Un Galilei era considerato un blasfemo, così come Semmelweis era considerato un medicastro. Tesla non godeva di alcun credito, tranne che alla fine della sua esistenza… Attenzione: potrebbe essere che le teorie “ufficiali” e “scientifiche” di oggi divengano i rottami del futuro. Assumere questa prospettiva come possibilità; non certezza, solo possibilità, non solo da parte dei provaccinisti (che utilizzano in prevalenza al momento presente l’argomentazione “lo dice la scienza”), ma anche da parte degli antivaccinisti, sarebbe una salutare precauzione contro il fanatismo dogmatico.

SETTE Non insulto mai l’interlocutore a meno che lui non cominci per primo. Chi pensa che iniziare a bombardarmi di risposte come “cazzaro”, “cazzo dici….”, “coglione” e altri insulti ad personam contro le perplessità o ipotesi che avanzo – al di là del grado di intensità con cui argomento – può andare a farsi bellamente fottere a sua volta. Io non rispetto chi inizia a mancarmi di rispetto.  Se non vuoi essere considerato e trattato- poi  – da tocco di merda comincia a rispettare – prima – chi hai di fronte. 

OTTO Mi preoccupa seriamente il fatto che l’Ordine dei Medici si mostri estremamente cauto nel radiare tangentari o medici colpevoli di reali danni certificati, a fronte della facilità con cui attualmente radia “al volo” chi esprime teorie, per quanto discutibili possano sembrare all’Ordine stesso. Trovo questo metodo più simile a una illegittima intimidazione censoria di quanto non sembri una tutela della mia salute e dei miei interessi a terapie liberamente discusse e liberamente scelte.

NOVE Credo fermamente che le idee si combattano con le idee e la discussione, non con licenziamenti, radiazioni o manette. Sono convinto che nessuno a qualunque titolo dovrebbe rischiare lo stipendio, il posto, o carcere e multe per aver espresso una teoria o un’idea.

Non credo di avere altro da dire. Si badi che sto articolando un vademecum formale, basato su procedure e metodo, non sui contenuti di ogni proposizione in causa, a parte la tesi numero OTTO che contiene una critica di sostanza.