dalla fogna alla gogna | docenza, infanzia, giochi e una lezione di realismo per chi insegna

a Siena un asilo fa giocare i bambini nudi con la schiuma. Apriti cielo: gli sciacalli della politica scatenano la furia social dei web-genitori.

qui l’articolo: http://sienanews.it/in-evidenza/il-re-e-nudo-non-i-bambini/

qui di seguito le mie considerazioni essenziali:

Dalla fogna (social) alla gogna (giudiziaria)… il perché.
Innanzi tutto la mia solidarietà, non solo di collega ma anche di uomo, va alle operatrici e insegnanti dell’asilo Monumento; sono troppo esperto del mondo per non immaginare che mai e poi mai dei professionisti del settore avrebbero innescato situazioni anche solo lontanamente ambigue e censurabili. Con dei bambini poi!!!!
Detto questo il mio umile parere è che stante il contesto in cui operano le insegnanti hanno commesso un solo errore: si sono fidate della società che stava loro intorno. Purtroppo ogni questione di pubblico interesse viene prima deferita al tribunale dei social media e della politica: una fogna. Fogna. Lo ripeto: fogna. Una fogna così zeppa di odio e risentimento, aggressività e voglia di linciaggio che qualsiasi faccenda diventa opportunità per lo sciacallaggio della malapolitica, del giornalismo, e manna dal cielo per l’idiozia conclamata. La società è sempre pronta a scannare il prossimo. I politici non vedono l’ora di cavalcare gli scandali (altrui) per far spesso dimenticare i propri. Il clima è così marcio che trattandosi di bambini un docente non può che mettere in pratica una regola d’oro: niente attività fisiche, vestiti abbottonati al colletto, meglio se come nell’Ottocento, alla larga da qualsiasi occasione di contatto corporeo. Seduti in classe e zitti. Non si rischia nulla e soprattutto non vale mai la pena rischiare per questo pubblico e queste persone: pronte a scannarti in piazza e in tribunale per niente. La scuola è noiosa? L’avete voluta così. Tenetevela. Rischiare qualcosa di anticonvenzionale, corporeo e fuori dagli schemi è solo la ricetta per finire alla gogna, perdere la reputazione, il lavoro futuro e perdere uno stipendio, ancorché miserabile. Chi non fa non sbaglia. Una lezione che purtroppo troppi docenti imparano ancora sulla propria pelle, quando non finiscono in tribunale, dati in pasto a un popolo incivile e rabbioso.

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