fallimento e tortura | hai un problema serio nella testa se la chiami Giustizia, e se ancor peggio la chiami Educazione

come sempre per molte delle esperienze e degli apprendimenti illuminanti della vita, ci sono inciampato per caso, mentre cercavo un video per rispondere ironicamente ai bisogni di una amica su Facebook.

si chiama Beyond Scare Straight e è un reality / docufiction della rete A&ETV,  siccome si tratta di infame e vergognosa spazzatura non lascio che il link al sito della televisione che lo produce e dirige, nella persona di Arnold Shapiro.

e un altro link di cui parlerò più avanti.

non ho creduto ai miei occhi: una TV statunitense, un essere umano chiamato produttore e regista (il citato Shapiro), e l’Amministrazione dei penitenziari USA permettono che a puro scopo di intrattenimento televisivo – e quindi lucro – un esercito di “ragazzi problematici” alle prese con atti di delinquenza giovanile siano angariati e bullizzati (per ora solo verbalmente, e ci mancherebbe, che volevate, signori, uno snuff?) da poliziotti e veri criminali, ospiti da anni delle “patrie galere” USA.

secondo i produttori e la rete lo scopo sarebbe educativo: mostrare a potenziali e giovanissimi delinquenti la dura realtà del carcere americano fattto di stupri, pestaggi, violenze, o da parte dei carcerati o (peggio) da parte dei custodi, i poliziotti. e quindi scoraggiarli dall’iniziare una carriera criminale.

ora, non  occorre essere un Pestalozzi, una Montessori, un Lombardo Radice e neanche un Gentile (per tacere dei teorici dell’educazione libertaria come Ivan Illich o radicali contestatori come Rudolf Steiner) per capire che questa iniziativa è sul piano civico e civile, educativo, pedagogico, umano una colossale, inqualificabile, inaccettabile porcheria. equivalente al valore educativo del mostrare le pinze arroventate o il banco di stiramento a un colpevole, se quello che si vuole ottenere è un’educazione al bene. e non un ulteriore strumento di vendetta, punizione e tortura.

non occorre essere laureati in pedagogia, ma essere semplici e banali osservatori razionali dell’infanzia e della gioventù per capire che questo programma è non solo incapace di suscitare alcuna riflessione positiva in termini di scelte personali e etiche, ma è persino controproducente e squalificante per chi lo produce, sostiene, promuove e realizza. tanto da scatenare al contrario fenomeni emulativi in senso criminogeno. è un’esaltazione del bullismo, non la sua condanna. è un’esaltazione della violenza antisociale, non la sua disincentivazione. è un incoraggiamento al bullismo, alla violenza, alla condotta antisociale, non educazione!

ed è quello che si legge e si sotiene chiaramente qui:

http://jjie.org/2011/01/11/scared-straight-story-2/8693/

così come non occorre essere dei giurisperiti di fama internazionale per capire che uno Stato che ammette apertamente di fronte ai suoi giovanissimi di essere incapace di impedire stupri, pestaggi, abusi, brutalità e violenze nelle sue carceri – ossia il luogo per eccellenza controllato dallo Stato stesso – tanto da farne la rappresentazione concreta dell’inferno in terra e strumento di  intimidiazione, terrore e tortura, è uno Stato che ha fallito per primo nella lotta al crimine, nell’educazione dei fanciulli e nella rieducazione del reo; o se ha successo è solo nell’autorizzare e escogitare la sevizia incessante come castigo. ma allora occorrerebbe essere onesti e dire che si approva la tortura come strumento punitivo, finalizzato semplicemente a ciò.

non occorre inoltre essere ancora pedagoghi di fama internazionale per capire che mostrare a dei ragazzi una realtà del genere è una forma abietta, infame e scellerata di tortura psicologica esercitata a danni di minori o giovani.

c’è da chiedersi come sia possibile in un paese civile come l’America tutto questo. purtroppo la realtà ci dà risposte peggiori della peggior fantasia.

a questo paragone il “Metodo Ludovico” teorizzato da Burgess e portato sulla scena da Kubrick appare roba da Oratorio Don Bosco.

tutto per i soldi, naturalmente. quelli di chi specula sulle carceri e quelli di chi paga per assistere alla brutalità.

 

 

 

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