non è uno scherzo

“Se Luigina è morta, io morirò con lei!” – Antonio Casassa, vero uomo

una poesia per Antonio Casassa e Luigina Maria Gai. torinesi, 87 anni lui, 84 lei, bruciati vivi in casa. un incidente, un corto circuito forse. quando lui, soccorso dai vicini e fuggito sulle scale, si è accorto che la moglie era rimasta dentro, morta, sul letto che bruciava, ha gridato le ultime parole e si è barricato nell’appartamento in fiamme, lasciandosi ardere con colei che amava.

una poesia pesante e insieme lieve come una porta chiusa.

all’amore di Antonio e Luigina, all’incendio eterno che fa vivere le stelle.

 

non è uno scherzo

il fuoco, miriadi di morti
molecolari, cellule fuse in gas:
non è uno scherzo. forti
i battenti ho richiuso, “cras”
ho troncato ai giorni
al fiato ancora, dietro di te
deciso, per te reciso. Non
non sarà più un minuto
appresso l’altro, muto
con te ferma sul letto, i piedi
mozziconi, gli occhi accolti
in olocausto: corni
di fiamma intasano le stanze
e corto al petto il cuore
rosso è il colore ultimo
che abbiamo intorno.
non è uno scherzo il rumore
fesso là fuori, di Torino. nero
il più vero sepolcro
intatto il proposito per primo,
di gloria
una corona santa: i miei
sorrisi, il tuo ridere ancora
e le vesti,
le danze, il pane
il sesso e la sorpresa
del tempo a noi concesso
un tempo.
è morto Antonio
Casassa, non mi varrà la cassa
per bara, energia e massa
corsara ho regalato alla regina
dei miei respiri: Luigina.
“Sia polvere!” questo dite di me
dite di lei insieme, di noi
testimoniate. invano i fiori
– se non gettati ai piedi
di un amore combusto
e più forte di sé –
stupide le parole, se non serve
a un cuore arso adesso
altro conforto.
solo questo pensate:
osate solo questo dire
al frusto novero
dei resti, a quel che fummo:
il fuoco divorante
non fu demonio, inferno
ma l’estate
ultima di un re – splendore
d’infinito, un lavacro di stelle.
alle ciglia
del cielo il fumo
e le scintille ascendono
delle nubi cadranno al tiro
spente a breve.
non è uno scherzo il rombo, il segno
eterno d’una mano di uomo
che si squaglia qual cero
o neve al dì di un nulla scelto
e preferito a mille secoli
di vuoto, di giornate in vita
senza colei che m’ebbe tutto intero.
non è uno scherzo il gesto
con cui saluto voi che amate
ancora e stringete le dita
di qualcuno
siate felici, Antonio va a dormire
con Luigina –
e, di maniglia, un giro.

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