addio “Doddore” | perché mi fa vomitare il salottino buono dei diritti umani (oltre a mille altre cose…)

apprendo oggi della morte quasi-in-galera di un uomo dopo uno sciopero della fame e della sete. morto come il patriota Bobby Sands, morto come l’animalista Barry Horne, come i martiri politici turchi Abdullah Meral, Haydar Başbağ, Fatih Öktülmüş e Hasan Telci. Insomma come parecchie persone che per un’idea decidono di utilizzare come arma di persuasione e di lotta il proprio corpo, non facendo violenza che a sé stessi. e, naturalmente, pagando di persona un amarissimo e fatale conto di angherie, spesso di natura politica.

due lezioni che il sottoscritto, diffidente da decenni verso i petizionatori dei diritti umani, verso i liberali e i liberisti, teneva per sacre

sembra incredibile che nell’Italia del 2018, che si vanta di aver introdotto il più farlocco e ridicolo “reato di tortura”, si possa morire come nelle celle della più lercia e disumana tirannide omicida. nel paese che oltretutto si “mobilitava in Parlamento” e con tutta la “societàcivvile” ogni volta che – per fare un esempio felice e celebre – il furbastro qui sotto, rampollo di buona famiglia e ben agganciato politicamente, smetteva di ingollar tartine e caviale per protesta o quando non lo lasciavano comparire in un TG nazionale a dire la sua.

eppure è così. e tutto questo non può che lacerare il velo che separa le autorappresentazioni liberali e bonarie dello Stato e dei suoi apparati dalla realtà dei fatti, ben diversa e assai più meritevole di infamia, storicamente e civilmente parlando.

…a differenza di qualche utile martire medio orientale, Siriano, o Iraniano, o Curdo, o Iracheno o “Isissino” con cui ci stracciano i cabbasisi ogni giorno, era nato in Sardegna. terra dimenticata per definizione

confesso che appunto mentre conoscevo molto sul furbetto radicale di cui sopra, non conoscevo nulla di quest’uomo, incarcerato a 74 anni per reati fiscali, roba che mediamente non frutta che qualche passeggiata in tribunale e poco più e parecchi confronti animati fra Guardia di Finanza e avvocati/commercialisti. del resto si fatica a mandare in galera chi ammazza qualcuno, da noi, altro che cartelle non pagate. Equitalia semmai si limitava a aspettare che il contestato pensasse da solo a togliere il disturbo. ma la galera per fisco…

eppure l’uomo si chiamava Salvatore Meloni, più noto come “Doddore”. naturalmente, a differenza di qualche utile martire medio orientale, Siriano, o Iraniano, o Curdo, o Iracheno o “Isissino” con cui ci stracciano i cabbasisi ogni giorno, era nato in Sardegna. terra dimenticata per definizione, tranne quando si debbano raccogliere le esternazioni di ricchi nullafacenti fra un prosecchino e due sfilate mondane. di lui e per lui, nulla, neanche lo straccio di una paginetta personale di Wikipedia, roba che non si nega neanche al più scalcinato dei guappetti che abbia avuto la ventura di frequentar le patrie Galere, con dovizia di particolari che neppure un Silvio Pellico, peraltro!

qualcosa si ruscola cercando geograficamente sulla stessa Wiki, stralcio che qui riporto nella sua massima estensione.

L’Isola di Mal di Ventre finì all’attenzione della cronaca soprattutto durante il processo per il presunto “complotto separatista” svoltosi agli inizi degli anni ottanta del XX secolo, che avrebbe visto implicati diversi attivisti di movimenti indipendentisti sardi[6][7] e che, a detta di alcune ricostruzioni, fu una macchinazione dei servizi segreti italiani per screditare il vento sardista allora sorto[8]; l’isola sarebbe stata prescelta, secondo l’accusa, quale luogo dal quale gli insorti avrebbero comunicato al mondo mediante potenti apparati radioamatoriali la nascita della Repubblica Socialista di Sardegna.

Il quotidiano italiano La Repubblica ha riportato, nell’agosto del 2008, la notizia della singolare iniziativa di un indipendentista sardo che mira al riconoscimento internazionale dell’isola di Mal di Ventre, quale “Repubblica Indipendente di Malu Entu”, rifacendosi ai principi di autodeterminazione dei popoli sanciti dalla Carta delle Nazioni Unite[9]Salvatore Meloni, protagonista di altre storiche battaglie per l’indipendenza della Sardegna, ha provveduto a inviare il progetto sia alle Nazioni Unite ed ai suoi membri che al presidente del Consiglio dei ministri Silvio Berlusconi. Salvatore Meloni, che da più di vent’anni trascorre gran parte delle sue giornate sull’isoletta assieme ad altri indipendentisti, nel febbraio 2009 ha avviato una causa civile per l’usucapione dell’isola di Mal di Ventre che, dal 1972, appartiene alla società napoletana “Turistica Cabras srl”; inoltre il Meloni ha richiesto al Comune di Cabras la residenza anagrafica sull’isola per rafforzare la sua iniziativa. Meloni ha pure fatto stampare banconote con la sua faccia, i “Soddus Sardos”.

Nel gennaio del 2009, dopo 5 mesi dalla data di autoproclamazione della Repubblica, un blitz del Corpo Forestale e di Vigilanza Ambientale e della Capitaneria di porto ha sgomberato gli indipendentisti. Questi ultimi sono stati accusati, tra le altre cose, di aver danneggiato l’ambiente e di aver smaltito illecitamente i rifiuti prodotti durante la loro permanenza sull’isola. In seguito, Salvatore Meloni, sebbene allontanato, è ritornato sull’isola[10], prima del suo incarceramento a seguito di una condanna per frode fiscale[11].

insomma ho appreso che quest’uomo un conto aperto con lo stato continentale lo aveva. Doddore Meloni si era messo contro l’idea di un potere, e l’esercizio di un potere, come parecchi altri in una stagione felice, ma abbondantemente tradita nelle sue migliori speranze dalla politica e dalla storia che venne dopo.

e siccome mi sono stupito di non sapere nulla di quest’uomo, della sua battaglia, e della sua ultima, estrema lotta a stomaco asciutto e vuoto, mi son fatto un giretto su qualche pagina dei paladini dei diritti umani  e dei protettori degli oppressi che vanno per la maggiore nello scenario mediatico e che che si sprecano per mille e mille personaggi aggrediti da governi che “guardacaso” rompono le scatole all’Occidente liberale e liberista.

il modo di fartela pagare con spregio di ogni proporzionalità e adeguatezza, lo trovano. anche se nella tua vita non hai mai danneggiato nessuno.

ohe, si parla di grandi nomi come “amnesy international”, “emmastocazzo”, “arcinerchia” e “emergenminchia”. mi sono risparmiato tutto il circo dei paladini dei diritti LGBT, tanto il nostro Doddore non era noto per gusti particolari, e – pure se lo fosse stato – dubito fortemente che anche cotali umanitaristi avrebbero recepito il suo disperato grido d’angoscia. come non hanno mosso un dito tutti gli altri paludatissimi e iperpresenti giustizieri mediatici.

non se lo sono cagato manco di striscio, il nostro Doddore che crepava di sciopero della fame e della sete.

come si evince da questi screenshot odierni.

la lezione che se ne ricava è duplice.

la prima è che non devi azzardarti a rivendicare seriamente la libertà e l’autonomia in questo nostro ordinamento democratico. altrimenti il modo di fartela pagare con spregio di ogni proporzionalità e adeguatezza, lo trovano. anche se nella tua vita non hai mai danneggiato nessuno.

la seconda è che una persona raziocinante, intellettualmente e materialmente onesta, onorevole e equa dovrebbe sputare in faccia a tutti i paladini famosi della “libertà e dei diritti” anche e soprattutto quando vengono a mendicare attenzione e soldi.

due lezioni che il sottoscritto, diffidente da decenni verso i petizionatori dei diritti umani, verso i liberali e i liberisti, teneva per sacre, e oggi ancor di più. ricordando un vero uomo e la sua sfortunata battaglia.

addio Doddore!

Petite musique | merci

  1. Grazie per la tua piccola musica grazie per la perfezione che hai versato sulle pagine grazie per Bebert e gli animali figli del mondo grazie per la tua rabbia grazie per la bellezza il furore la fame la gloria la notte l’astio, le scopate, grazie per la sfida l’orgoglio la matta disperazione la luce obliqua dei lampioni il sanatorio la coglioneria la canaglieria. Grazie per non esserti fermato grazie per non esserti arreso grazie per non esserti coperto di medaglie del cazzo. Grazie per i passi grazie per le visite grazie per il mare di Bretagna grazie per la tempesta grazie per la danza grazie per il sangue grazie per le zecche grazie per le pulci grazie per l’inchiostro grazie Louis Ferdinand Céline.

manipolabili e privi di fantasia | annoscolasticoduemilasediciduemiladiciassette

è uscita questa maglietta per “festeggiare” gli insegnanti reduci da questo anno scolastico. faccio notare che è straniera, di area anglosassone (USA o UK).

posso confermare che anche nella mia classe l’andazzo è stato questo: tormentoni, numero tre: dabbing, gioco della bottiglia e fidget spinner.

e allora si può affermare che, scherzando, Arlecchino finì per dire la verità. se da Houston a Lajatico (PI) tutti o quasi i preadolescenti/adolescenti del mondo si sono dedicati allo stesso passatempo il meno che si possa dire di loro, mediamente e con il conforto dei fatti, è che sono: manipolabili, privi di inventiva, banali /prevedibili.

non è una bella cosa per chi predica, anche al Ministero dell’Istruzione il vangelo “gioventù=innovazione=meglio”. no, non è un bel segno dei tempi. non fa piacere, ma il dovere di un buon insegnante è soprattutto metterti di fronte ai tuoi limiti e renderti consapevole del tuo stato, che attualmente è pari al Q.I. di un ravanello.

anzi, probabilmente il ravanello è più creativo. da Houston a Lajatico.

giugno nel segno della poesia | concorsi e esibizioni dal vivo

ai miei gentili lettori dedico il mio giugno rovente di attività poetica. partecipo al concorso “Più Luce” della Fondazione del Vittoriale degli Italiani (ed. 2017) con l’interpretazione/lettura di due componimenti poetici, uno del celeberrimo Majakovski e un mio componimento personale (“L’Ombra”).

qui il link ai video per votarmi:

Premio Più luce!

Anche Furio Detti ha scelto Vladimir Vladimirovič Majakovskij per guadagnarsi un posto in #finale al Premio Più Luce: per aiutarlo, lasciate un "mi piace" sotto questo video.#Candidature aperte fino al 30 giugno, #regolamento: http://bit.ly/2qdsmNkATTENZIONE: valgono solamente i "mi piace" sotto il video caricato su questa pagina.

Pubblicato da Premio Più Luce su Martedì 20 giugno 2017

Premio Più luce!

Anche Furio Detti ci regala una sua poesia. Se volete ascoltarne un'altra dal vivo, il 14 luglio, aiutatelo ad arrivare in #finale mettendo un "mi piace" sotto questo video.#Candidature aperte fino al 30 giugno; #regolamento: http://bit.ly/2qdsmNkATTENZIONE: vengono conteggiati solamente i "mi piace" sotto il post pubblicato su questa pagina.

Pubblicato da Premio Più Luce su Giovedì 22 giugno 2017

E qui la mia ultima lettura pubblica di miei componimenti (grazie a Ilde del gruppo TOF per la ripresa), a Viareggio, Villa Argentina, 23 giugno 2017.

IL FATTO

C’era poca gente,
questo il fatto.
Il resto: vangeli
affreschi
visioni, miniature,
è narrazione.
Tre criminali,
o comunque rei,
tre corpi sul colle
e le mosche
e il popolo, chiamato
a assistere;
e le doppie file dei soldati,
il tribunale, le sentenze,
l’appello, più che un fatto
è teatro.
Il fatto,
il sugo della cosa,
cercatelo in chi s’accalcava,
in chi s’accalorava
lungo l’erta
impastata di gemiti:
“Dovranno vedere
che sono un buon suddito,
che ci tengo a stimare
il lavoro del boia!”
Il fatto (oltre che questo:
c’era poca gente…)
cercatelo
all’ombra dei velari,
nelle casse odorose di cedro
e aromi santi,
cercatelo nelle dita asciutte
e nodose dei leviti,
dei farisei
e degli scribi,
che quella sera si chiesero
se avessero fatto fuori
un matto,
un illuso,
o un pericoloso bestemmiatore
del Dio vivente.
Il fatto,
– c’era poca gente, ormai
nell’assetato meriggio –
cercatelo nel ruminare secco
e crudo della biada
di un asino,
che forse pensava al clamore dell’Osanna
alla plebe vociante
come a un giorno di tregua
fra il basto e il bastone.
Il fatto
(c’era poca gente quando il sole
sciolse i tendini a quei corpi)
era che
era morto un Cristo,
un povero cristo,
chi un illuso – lo chiamava –
chi santo,
chi bandito,
o terrorista,
e qualcuno, lavandosi le mani,
avrà pensato:
“Ho dato un segno forte
contro il nemico dello Stato.”
Il fatto era questo:
è morto Cristo sul Golgota.
Il resto è soltanto
resto.

L’OMBRA

Non l’hai vista?
Sì, l’hai vista!

Ti è già successo.
Hai visto quella forma
quell’ombra
nera, oscura,
che i piccioni, mano a mano,
hanno beccato via.
Un’ombra che a mezzogiorno
era già svanita, evaporata,
come i ricordi,
come un po’ d’acqua annaffiata
per le strade.
L’hai vista.
Forse era l’ombra di un uomo che si è ucciso,
forse un suicida
che ha preso il volo
a contrario, a converso,
sulla terra
è rimbalzato in cielo.
O forse no.

Forse è l’ombra di un vaso,
che, piano piano,
una massaia
ha scordato
e ha urtato
e questo
è precipitato
giù.
L’ombra, d’un ombra
di un fiore
un lieve
vapore,
un piccolo
fumo
di ricordo
per madonnine urbane,
per incensi abbandonati per le strade,
per oracoli e preghiere
che rimangono solo agli ambulanti.
Forse l’hai vista.

Era l’ombra di un tuo ricordo
che hai perso.

 

Le stesse poesie le trovare sui miei blog poetici Tumblr.

https://www.tumblr.com/blog/dionisodromopoesia

https://www.tumblr.com/blog/dionisodromo

 

serviti | mi piace pensar che…

mi piace sapere che ieri alle comunali ha vinto il solo vero partito trionfatore da decenni, quello degli schifati, degli astenuti, un partito che ormai viaggia grosso modo intorno al 39% degli aventi diritto al voto, mentre i politicanti festeggiano come un trionfo epocale il loro 30% del 60%, ossia un 20% del totale! sono serviti.

mi piace sputtanare oggi tutti i minus habentes di ogni schieramento, che come pecore sono andate a baciare il culo dei soliti lupi col loro “voto utile”, permettendo a questa caterva di buffoni, bugiardi, farabutti, incapaci, ladri, mafiosi e corrotti di gioire della loro miserabile dose di consenso come un tossico marcio gioirebbe del milligrammo di eroina tagliata male e pietita con la schiuma alla bocca e le membra tremanti al suo spacciatore. anche oggi i drogati di voto sono serviti.

ma soprattutto mi piace godere del fallimento e della rosica di tutti gli imbecilli – specialmente grillini – che mi hanno aggredito come al solito ogni volta che facevo notare i rischi di una serie di dietrofront esercitati dal movimento. hanno reagito come “pecore matte” (Dante docet) e come pecore matte dalla realtà adesso sono servite.

mi piace immaginare che per esempio più di un giovane abbia pensato a Torino, alla Appendino che, anziché assumersi le proprie responsabilità, o proseguire con l’onesta serenità del “impareremo dagli errori e faremo meglio”, si è scagliata sulla sua ciurma “tagliando teste” (assessore Stefania Giuannuzzi); neanche un annetto fa tutta sorrisi: ora le pugnalate. tutto per far vedere che “si è mossa”, invece di dare la colpa all’isteria ebete dei suoi concittadini in Piazza San Carlo. invece di rieducare un popolo al buonsenso. o ancora alla Appendino che, sempre per le stesse ragioni, sposa la deriva securitaria anti movida e anti alcool, come qualunque razzumaglia borghese piddina al potere. mi piace pensare che altri giovani, chiamati al voto in altre città abbiano detto per questi motivi: “M5S, ma chi me lo fa fare?” e siano rimasti a casa, anziché andare ai seggi.

mi piace immaginare che dal voltagabbana filoeuropeista, contro Farage all’indomani della Brexit, più di un elettore abbia detto: “Eravate antieuropeisti. E adesso?” e si sia sentito così preso per il culo da aver deciso di sfancularvi alle urne; così per chi ha sentito Grillo a Palermo invocare il meticciato e l’immigrazione come cose positive e Di Maio gridare altrove contro ONG perché finanziano i politici terzomondisti: fare come Giolitti, essere padroni coi padroni e operai con gli operai, porta solo a farsi odiare da tutti. così per le alleanze per scrivere leggi elettorali col nemico, così per la vostra corsa alle TV dopo il sano, iniziale, rifiuto di comparire, così le vostre stupide faide interne… mi piace pensare a tutte le ottime posizioni di principio che vi siete rimangiati, M5S, una dopo l’altra. tutti voltagabbana evidenti che faranno sempre preferire l’ultimo dei bugiardi un dilettante a fronte di bugiardi seriali con decenni di esperienza, premiati perlomeno dal solito parco buoi di minchioni per averlo fatto da tempo e fatto meglio.

oggi siete serviti.

mi piace pensarlo.

carta bianca | dialoghi per un cinema che non c’è ancora 01

ho deciso di pubblicare, sotto licenza Copyright, tutti i diritti riservati, a differenza di quanto normalmente pubblico sul mio sito, qualche dialogo immaginario composto da me per il cinema o, al limite, il teatro.

frammenti, intuizioni, possibili sceneggiature. visioni. chiamatele come volete. io cerco filmaker a cui possa interessare la cosa.

vorrei cominciare col primo, un possibile dialogo riguardante la purezza. cosa succede prima? uno dei personaggi fa capire che per lui la purezza è fondamentale. si può inserire questo dialogo quando c’è un personaggio che ha la purezza come ossessione.

Leggi tutto “carta bianca | dialoghi per un cinema che non c’è ancora 01”

2+2 | credibilissimi

torno sulla questione “vaccini” con un taglio sulla credibilità. l’altro ieri credevo di sbagliarmi, che fosse per dirla breve una notizia alla “Lercio”, puramente satirica, puramente inventata. purtroppo è una notizia “seria”.

il Governo Renzi e Gentiloni hanno definito e definiscono il progetto della nuova linea ferroviaria di Camp Darby, destinata espressamente al trasporto di munizioni da guerra,

«Un’opera strategica per la salute dell’uomo».

ora, sono stato abituato a fare 2+2. sarò rozzo o semplice, ma se un governo ha la faccia da culo di definire un’infrastruttura per il trasporto di ordigni e proiettili un’opera per la salute umana, tradendo anche la più elementare logica, offendendo il più candido buonsenso, non è che possa aspettarmi intenzioni limpide quando lo stesso Governo impone vaccinazioni di massa e minaccia le famiglie con provvedimenti liberticidi quali la perdita della patria podestà. credibilissimi.

2+2 = io non mi fido di questa gente.

così come, per esempio, non mi fido delle Università che sfornano studi scientifici sulla dannosità del fumo da sigaretta elettronica, mentre organizzano “career fair” o eventi di formazione al lavoro, con Philip Morris, multinazionale del tabacco. vero UNIBO? come faccio a fidarmi dei vostri articoli “scientifici” sul danno da fumo dei competitor dei vostri partner?

siamo davanti a evidenti conflitti di interessi fra scienza e politica/mercato.

non fidiamoci sempre di chi lavora “per il nostro bene”

il destino | nanoromanzo

«Trovo esagerato decidere il proprio destino in base a una classe.» Il destino. Che parola ingombrante! Eppure la collega non voleva assolutamente giocare sull’iperbole: aveva scelto le parole nel senso pieno e piano, loro abitualmente attribuito. Curioso. Il professore che l’ascoltava, lì per lì non replicò, confermando solo che – sì – aveva deciso di chiedere il trasferimento anche per non rischiare di portare agli Esami di Stato quella classe lì. Era vero. Solo poi, montato in macchina, datosi il tempo di veder svaporare per qualche decina di secondi l’aria incandescente dell’abitacolo, a portiere spalancate, aveva compreso il senso della conversazione e il valore della propria decisione. L’errore, se errore c’era, non era stato affatto il mettere in gioco l’esistente per un trasferimento, ma finire col chiamare “il proprio destino” un mestierino così malpagato, deprezzato, svilito, destinato all’irriconoscenza degli allievi e dei genitori.

No. Il suo destino era altrove. Egli aveva altre ambizioni. Certo non in quel mestiere, non per quel mestiere di cui un trasferimento o due non rappresentavano che una semplice strategia di riduzione del fastidio e delle rogne.

animali e francescani | la vile farsa con Madonna Verità

a Madonna Povertà penseremo  poi.

intanto diamo uno sguardo a come i Francescani e il papa si comportano con Madonna Verità, forse più importante della sua sorella.

e la verità è che ci stanno prendendo per il culo.

lo spunto me lo ha dato l’articolo apparso sulla rivista dell’OFM (Ordine dei Frati Minori), “San Francesco”, n. 4, aprile (2017), a pagine 60 e 61. si è scomodato nientepopodimeno che un vescovo di Santa Romana Chiesa, monsignor Felice ACCROCCA, dalla cattedra di Benevento. con una riflessione così comoda da non spostare di un pelo di bestia, appunto, dal solito posto riservatole dall’uomo: o preda, o cibo, o belva in gabbia.

il monsignore ci illumina rilevando che gli animali si accostavano senza paura al Poverello di Assisi, rassicurati dall’istinto, ci narra dell’amicizia fra Francesco, un fagiano e un leprotto che ne ascoltavano le prediche. quindi procede con l’episodio storico del santo che – in viaggio verso l’Abbazia di San Verecondo a Gubbio – sarebbe stato messo in guardia dai contadini riguardo ai lupi. i villici invitavano il santo a pernottare da loro per non essere assalito dalle belve. Francesco rispose loro che non aveva niente da temere dal lupo, non avendogli mai fatto del male, concludendo con “State bene, figli, e temete Dio.”

citiamo lo stesso Accrocca (il corsivo è nostro):

«Francesco, dunque, non temeva il lupo, poiché giudicava l’aggressività di quest’ultimo una risposta all’aggressività dell’uomo. Riteneva infatti che qualora l’uomo non facesse alcun male (agli animali e, possiamo supporre, alle piante e a ogni altra creatura), non sarebbe neppure aggredito e l’universo tornerebbe a quella superiore armonia che regnava nel Paradiso prima che i progenitori disobbedissero a Dio.»

In poche parole il solito niente più e niente di meno eh, se fossimo tutti buoni, staremmo tutti meglio.

ok. vogliamo cominciare dagli animali? o no? per iniziare, dico, dalle cose più semplici.

monsignor Accrocca che cosa si porta in tavola per colazione, pranzo o cena? Immagino che sia vegano o almeno vegetariano.

non sono riuscito a scoprirlo girando sul Web.

ma so per certo che il suo capo, il papa, non lo è.

ecco, grazie alla chef Lidia BASTIANICH, quello che si trova sulla tavola di papa Francesco:

il papa si fa le foto con l’agnellino, come la Brambilla, ma fa male agli animali, li mangia, accoglie i circensi e i loro schiavi. la Brambilla ha anche visitato uno zoo, per il furbastro biancovestito aspettiamo con fiducia.

il papa ci sta prendendo per il culo. sta offendendo la nostra intelligenza e la verità.

uno che fa così si comporta da stronzo, senza se e senza ma.

troppo comodo dire che ammazzare un gattino a pedate  per noia o dividerli in due per divertimento fa brutto. provare a cambiare veramente e realmente stile di vita, invece è impossibile per certa gente.

quando non maltratta Madonna Verità, il nostro “francescano” di nome ammette perlomeno di essere specista: per lui gli uomini vengono sempre prima di animali e ambiente (peccato che se l’ambiente si altera troppo, spariscono sia gli uomini sia gli animali).

niente di nuovo e niente di diverso dal solito letamaio. Madonna Coerenza e Madonna Verità prenderanno sempre dei sonori calci in culo da troppi paraculi e francescani in giro.

 

piccole conigliette crescono sul prato del terrore | la carne è debole, la coerenza ancor più

confesso che non conoscevo affatto Ariana Grande. sono un metallaro e noi metallari siamo notoriamente molto intolleranti. aggiungete che non ho figli e figlie, quindi poco mi arriva dal mondo dei fan e della musica giovanile. metteteci che non ho la TV da anni e che libri, web e stampa generalista sono la mia sola fonte di informazione.

insomma questa artista io manco la conoscevo.

purtroppo, come molti “purtroppo delle cose” (grazie maestro Verhulst, tra parentesi un libro che consiglio), ho conosciuto questa cantante solo grazie a un pezzo di merda infame che ha deciso di macellare un pugno di ragazzini – soprattutto bambine – per la sua personale jihad. e me ne dolgo, esprimendo al massimo la mia solidarietà e il mio cordoglio a ciascuno. al di là infatti di ogni opinione politica che si possa avere sulla lotta armata, sul conflitto, sulla guerra, resto dell’idea che gli innocenti, animali e bambini, non si toccano.

come la pensi quindi su qualsiasi combattente che a qualsiasi titolo decida di crepare col botto in mezzo a dei bambini, mi pare chiaro. non intendo sprecare una sillaba in più.

al di là del grande prato del terrore su cui tutti, con risicata probabilità, potremmo saltare, mi ha colpito la relazione tra l’artista e il suo pubblico. ho infatti scoperto che questa Ariana Grande è l’idolo di migliaia di bambine, preadolescenti e adolescenti.

e qualcosa di sinistro, di disarmonico, di ostile, mi è suonato nella testa; e non era solo l’eco dell’esplosione dello stronzo di cui sopra. devo ammetterlo: è stato qualcosa di quasi altrettanto sgradevole e sinistro.

ho pensato a delle bambine (o anche bambini, va da sé) che hanno come modello di riferimento una venticinquenne in queste condizioni:

FILE – In this March 20, 2015 file photo, singer Ariana Grande performs at Madison Square Garden in New York. Grande’s management team says the singer’s concerts will be canceled through June 5, 2017, after the bombing her concert in Manchester, England left 22 people dead. (Photo by Greg Allen/ Invision/ANSA/AP, File)

per “modello di riferimento” intendiamo tutto, non solo le qualità canore, ma l’aspetto completo della persona in un’età in cui psicologicamente si costruisce la propria immagine di sé attraverso l’imitazione o il contrasto con modelli positivi o negativi. insomma i bambini diventano preadolescenti e adolescenti attraversando una fase critica fatta di identificazioni appassionate e altrettanto appassionati rifiuti. i tipici: “È mitica: voglio diventare come lei” o “Io non sarò mai come papà (o mamma)” parlano da sé. si sa che poi questa fase si normalizza, le passioni spariscono (quasi) tutte e così si dissipano anche gli odî (forse non del tutto).

ora trovo che questa cantante, nell’abito e negli atteggiamenti somigli sin troppo a certa altrettanto giovane “carne in affitto” nei paesi del Terzo Mondo. di solito vicino a quei locali dove si affittano prestazioni sessuali. da insegnante, del resto, non passa giorno senza che mi richiamino alla memoria gli orrori della pedofilia o la triste pratica del turismo sessuale.  che – diciamo – anche quando praticato legalmente tra maggiorenni, non gode presso educatori, pedagoghi e, in genere, insegnanti di un’immagine positiva. figurarsi parlare di chi scenda sotto la quota dei 18 anni, quota oltretutto elastica visto che la legislazione prevede da paese a paese una fascia detta “età del consenso” che in Svezia cala a 15 anni e in Messico addirittura a 12 (!!!) per parlare di rappporti sessuali legali purché mutualmente consenzienti fra individui. con variabilità onestamente inspiegabili relativamente all’etero-omo-bi-o pan-sessualità degli attori.

come dicevo, a leggere la legislazione e le norme, oltreché la giurisprudenza, emerge l’importanza del contesto. e questo vale naturalmente per ogni forma di espressione sociale della sessualità, o di espressione artistica o rappresentazione variamente orientata alla sessualità. dalla pornografia all’erotismo all’arte.

per dirla schietta: la foto di un bel cazzo duro a un convegno di urologi e urologhe, non è pornografia, ma scienza. la stessa foto, sul monitor/cellulare di un/una diciottenne in su, è pornografia, lo stesso cazzone appeso nell’atrio di una scuola media è un crimine. succhiare un cazzo ha un peso diverso a seconda della persona attaccata a quell’affare: se è un estraneo e hai 20 anni, pace; se è tuo padre e hai 20 anni permettetemi di dire che c’è qualcosa di un tantinello problematico, se mi passate l’espressione; se hai 12 anni, l’atto è una mostruosità, senza se e senza ma. se mi scopo una diciannovenne incontrata a Olbia sono al limite un gran paraculo, se mi scopo una diciannovenne che l’indomani dovrò valutare in sede di esame, le cose cambiano e di molto!

non è la cosa a essere per sé oscena, ma la situazione, o le relazioni parentali, sociali e di potere/influenza contestualmente in gioco a decretarne la natura. insomma il contesto e la relazione fra chi rappresenta un’immagine più o meno sessuale sono fondamentali per capire in chi e in che cosa ci stiamo imbattendo.

per questo le foto e l’atteggiamento della cantante mi hanno sconvolto non poco. esattamente non perché, di per sé, la ragazza sia oscena, ma perché entrano in ballo e pure letteralmente sotto il palco dei minoridei bambini, dai 9 ai 15 anni!

ora mi rivolgerei direttamente a un papà o a una mamma.

riguardate bene le foto. esaminatele con attenzione.

«Vorreste che vostra figlia diventasse così, o fosse così in questo preciso momento?»

è questa l’immagine di riferimento per i vostri BAMBINI?

non penso di sbagliarmi se definisco Ariana Grande una “bambolina fortemente sessualizzata” o una “coniglietta Playboy”. questo al di là della voce o di altre indiscutibili qualità. ha 25 anni, fa quel che crede, giustamente; come ci si aspetterebbe da qualunque libera e giovane donna, nel pieno diritto della sua espressione sessuale e attrattiva. ci mancherebbe (chi sono io per vietare una legittima seduzione da parte di un’adulta? o la liberazione sessuale della donna? o l’uso della seduzione per lo spettacolo…)  non ho tuttavia dubbi sul fatto che il vestito e le movenze di questa artista non siano neutrali ma risultino marcatamente erotici o erotizzati.

e allora mi chiedo… (ma prima riguardate ancora le foto)

perché poi, sui social e altrove, vi sento sclerare come pitbull impazziti assetati di budella calde e sanguinanti quando si parla di sesso e minori o sesso fra adolescenti e altri soggetti. mentre lì, sotto il palco di Ariana Grande, ci mandate i vostri bambini?

bambini, ripeto dai 9 ai 15 anni

credo onestamente che proporre questo modello a questa utenza sia una decisa promozione della sessualizzazione precoce degli adolescenti.

e allora vedo solo io una colpevole e delirante schizofrenia?

la schizofrenia di chi erige forche mediatiche e virtuali o reali e legali su temi (giustamente) sensibili, ma non si fa scrupolo di portare dei bambini a vedere queste performatrici/artiste.

artiste che troverei assolutamente appropriate, ma con un’utenza differente. fosse un pubblico di diciottenni, adulti, amanti del burlesque, o delle ragazzine (over 18)”kinky”, o del BDSM, o qualsiasi altra cosa, capirei. la carne è debole. e l’eros potente.

io stesso sono un artista teatrale, oltre che docente: sarò antiquato, sarò strano, ma se dovessi presentare un’immagine conforme a quella di Ariana Grande, sapendo di avere sotto il palco dei bambini dai 9 ai 15 anni, non monterei mai su quel palco in simili condizioni e non darei quel genere di spettacolo.

poi ognuno è libero di fare quel che crede coi suoi figli su questo prato terribile, e sotto simili palchi, ma continuo a dire che sotto il cielo ci sono parecchie contraddizioni, parecchia schizofrenia e tonnellate di incoerenza.

io mi metterei, mamme e papà fan di questa artista, che portate i bambini con voi una manina sulla coscienza.