l’arroganza dell’incompetenza | ogni ministro è un dilettante a confronto…

stavo cercando informazioni e “dritte” per poter organizzare, gestire, somministrare dei compiti per casa in modo che sia possibile eliminare, o limitare al massimo, il fenomeno della “copiatura di massa” via Whatsapp.

purtroppo, nel sopravvalutato web (almeno il “surface“, col deep non ho ancora provato…) non ho trovato che: celebrazioni della copiatura,  impotenti constatazioni della sua onnipotenza e onnipresenza o …critiche ai docenti. mai un sito che pensi alle carenze di studenti e famiglie, eh? cercali col lanternino, si diceva.

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la GenerazioneSmartphone | not so “smart” (indeed with issues)

traduco la seconda parte del titolo “angloavveniristico” di questo post:

“La Generazione Smartphone | Non così “furba” (in realtà con problemi mentali e psicologici)

perché mi è giunto sotto il naso questo articolo di Jean TWENGE, Professoressa di Psicologia alla San Diego State University (CA, USA): “Come lo Smartphone ha influenzato un’intera generazione di ragazzi”. Articolo del 22 agosto 2017 apparso sul sito “The Conversation“:

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fallimento e tortura | hai un problema serio nella testa se la chiami Giustizia, e se ancor peggio la chiami Educazione

come sempre per molte delle esperienze e degli apprendimenti illuminanti della vita, ci sono inciampato per caso, mentre cercavo un video per rispondere ironicamente ai bisogni di una amica su Facebook.

si chiama Beyond Scare Straight e è un reality / docufiction della rete A&ETV,  siccome si tratta di infame e vergognosa spazzatura non lascio che il link al sito della televisione che lo produce e dirige, nella persona di Arnold Shapiro.

e un altro link di cui parlerò più avanti.

non ho creduto ai miei occhi: una TV statunitense, un essere umano chiamato produttore e regista (il citato Shapiro), e l’Amministrazione dei penitenziari USA permettono che a puro scopo di intrattenimento televisivo – e quindi lucro – un esercito di “ragazzi problematici” alle prese con atti di delinquenza giovanile siano angariati e bullizzati (per ora solo verbalmente, e ci mancherebbe, che volevate, signori, uno snuff?) da poliziotti e veri criminali, ospiti da anni delle “patrie galere” USA.

secondo i produttori e la rete lo scopo sarebbe educativo: mostrare a potenziali e giovanissimi delinquenti la dura realtà del carcere americano fattto di stupri, pestaggi, violenze, o da parte dei carcerati o (peggio) da parte dei custodi, i poliziotti. e quindi scoraggiarli dall’iniziare una carriera criminale.

ora, non  occorre essere un Pestalozzi, una Montessori, un Lombardo Radice e neanche un Gentile (per tacere dei teorici dell’educazione libertaria come Ivan Illich o radicali contestatori come Rudolf Steiner) per capire che questa iniziativa è sul piano civico e civile, educativo, pedagogico, umano una colossale, inqualificabile, inaccettabile porcheria. equivalente al valore educativo del mostrare le pinze arroventate o il banco di stiramento a un colpevole, se quello che si vuole ottenere è un’educazione al bene. e non un ulteriore strumento di vendetta, punizione e tortura.

non occorre essere laureati in pedagogia, ma essere semplici e banali osservatori razionali dell’infanzia e della gioventù per capire che questo programma è non solo incapace di suscitare alcuna riflessione positiva in termini di scelte personali e etiche, ma è persino controproducente e squalificante per chi lo produce, sostiene, promuove e realizza. tanto da scatenare al contrario fenomeni emulativi in senso criminogeno. è un’esaltazione del bullismo, non la sua condanna. è un’esaltazione della violenza antisociale, non la sua disincentivazione. è un incoraggiamento al bullismo, alla violenza, alla condotta antisociale, non educazione!

ed è quello che si legge e si sotiene chiaramente qui:

http://jjie.org/2011/01/11/scared-straight-story-2/8693/

così come non occorre essere dei giurisperiti di fama internazionale per capire che uno Stato che ammette apertamente di fronte ai suoi giovanissimi di essere incapace di impedire stupri, pestaggi, abusi, brutalità e violenze nelle sue carceri – ossia il luogo per eccellenza controllato dallo Stato stesso – tanto da farne la rappresentazione concreta dell’inferno in terra e strumento di  intimidiazione, terrore e tortura, è uno Stato che ha fallito per primo nella lotta al crimine, nell’educazione dei fanciulli e nella rieducazione del reo; o se ha successo è solo nell’autorizzare e escogitare la sevizia incessante come castigo. ma allora occorrerebbe essere onesti e dire che si approva la tortura come strumento punitivo, finalizzato semplicemente a ciò.

non occorre inoltre essere ancora pedagoghi di fama internazionale per capire che mostrare a dei ragazzi una realtà del genere è una forma abietta, infame e scellerata di tortura psicologica esercitata a danni di minori o giovani.

c’è da chiedersi come sia possibile in un paese civile come l’America tutto questo. purtroppo la realtà ci dà risposte peggiori della peggior fantasia.

a questo paragone il “Metodo Ludovico” teorizzato da Burgess e portato sulla scena da Kubrick appare roba da Oratorio Don Bosco.

tutto per i soldi, naturalmente. quelli di chi specula sulle carceri e quelli di chi paga per assistere alla brutalità.

 

 

 

Se cadrò vittima… | Istruzioni a amici, conoscenti e parenti

siccome il terrorismo non è terrore se non pesca nel mucchio, ci tengo a lasciare pubblicamente istruzioni in caso in cui io debba cadere vittima di un islamista / terrorista a caso; eventualità remotissima, sarebbe più facile che io avendo per caso remotissimo giocato e avendo vinto al Superenalotto per caso ancor più remoto vi saluti da un castello a caso dalle Alpi austriache…, ma tant’è. soprattutto perché se vincessi una cifrona saprei cosa fare e non avrei bisogno del consiglio di alcuno, ma se morissi ci tengo a che voi o chiunque altro non facciate un uso sbagliato della mia morte.

vado quindi a elencare le istruzioni, poche, semplici e chiare, inequivocabili nel caso in cui io cada vittima di terroristi:

1 chiudete subito ogni mio account social (FB/TWITTER/GOOGLE+) lascio le password a persone fidate della mia cerchia.

2 date a quei rifiuti della società chiamati giornalisti una mia foto possibilmente sconcia e impresentabile, non voglio essere l’ennesima “faccia di bravo ragazzo stroncato dalla barbarie”, che abbiano – se devono avere un materiale del cazzo per i loro servizi del cazzo.

3 rifiutatevi di lasciare alcun commento su di me ai giornalisti. dato che in vita ho sempre considerato la loro categoria professionale come una roba anni luce peggiore della merda dei maiali, non ha senso che essi si faccciano belli o campino con il mio vissuto, le mie opinioni, la mia vita, il mio ricordo. NIENTE DEVE ESSERE DETTO SU DI ME. se volete sfogarvi raccontando quanto state male a sapermi spappolato sotto un furgone islamista o altro… liberi ma non azzardatevi a dire una parola su di me a simili sciacalli e parassiti della società. non una confidenza, non un aneddoto: NIENTE DI NIENTE.

4 non usatemi come mezzo di propaganda politica al di fuori della cerchia delle persone che politicamente la pensano come me. non sarà la mia morte a convincere uno, dieci, cento, mille cretini a rinsavire su cose serie come politica, società, e il futuro dell’uomo indoeuropeo. né desidero che l’altra categoria di parassiti farabutti – i politici – possano usarmi come esempio o monito per le loro porcherie.

direi che in linea di massima basta e avanza.

in fede Furio Detti, Bientina lì 18 agosto 2017

“diritti acquisiti”

mi sento in dovere di chiarire un punto. sento tutti – specialmente nelle fogne social, dove più che altro lavoro per smontare con l’ironia (quando mi riesce) la boria di certi personaggi sul podio – dire che ridurre la pensione o eliminare il vitalizio dei deputati determinerà necesssariamente lo smantellamento del welfare di ciascuno, il tutto ancor più condensato nella formula:

“se tocchi i ‘diritti acquisiti’ dei parlamentari, sfasci anche quelli delle persone comuni.”

ecco, mi preme fare due o tre considerazioni pertinenti in merito (e a maggior ragione, ora che apprendo, “last news“, dell’approvazione della legge di abolizione dei vitalizi).

1

non si combatte con la paura della RITORSIONE. la ritorsione c’è e ci sarà sempre in qualunque conflitto. o si inizia a combattere o si sta buoni e zitti, ma pensare di ottenere qualcosa – da una legge migliore,  alla libertà, a un miglioramento delle condizioni di vita, alle promozioni sul lavoro, al potere, a tutto quello che volete – senza combattere per esso e senza esporsi a ritorsioni e contrattacchi dolorosi e a sconfitte sul campo è impossibile.  di più, è un ragionamento da sorci. tanto vale allora non fare nulla e subire passivamente qualunque cosa che il prossimo abbia in serbo per noi. opppure andare a cazzottare i neonati, lì (forse) si ha la vittoria facile, pur restando chiaramente dei sorci.

2

lo stato sociale e la giustizia salariale sono in rottamazione, pezzo dopo pezzo, da 30 anni, a partire dall’abolizione craxiana della Scala Mobile, alla Fornero madonnina lagrimosa, al Renzi che ci ha regalato l’abolizione dell’art. 18. il neoliberismo di mercato ha preso il controllo della classe dirigente dai tardi anni ’80. pertanto non c’era e non c’è mai stata alcuna garanzia sul fatto che lasciar crapulare e bagordare i maiali della casta impedisse loro di toglierci “diritti acquisiti”.  è da mo’ che la simmetria è compromessa. e non sarà certo il laissez faire sulle pensioni d’oro dei nostri politici a impedire nuove macellerie sociali.

3

Ricordarsi che nessuna giustizia del welfare marcia senza una giustizia per la casa, la giustizia della libertà finanziaria e d’acquisto (ossia pagare se lo si desidera in contanti sempre e comunque), la giustizia nell’informazione e nell’amministrazione pubblica.

4

se ha acconsentito a questo la classe dirigente ha davvero paura. è il caso di insistere e puntare a questi risultati nettamente nazionali e socialisenza se e senza ma:

  •  limite di età a 20 anni per le forme di lavoro atipiche (dai voucher in giù)
  • ripristino completo dello Statuto dei Lavoratori o meglio creazione di statuti comprensivi a ampio raggio e leggi-quadro di indirizzo generale per tutti i lavoratori senza particolari distinzioni
  • riduzione del carico fiscale alle imprese “virtuose” con i dipendenti (più lunghi periodi di lavoro, basso tasso di licenziamenti, rispetto e maggiore implementazione della sicurezza…)
  • combattere decisamente e senza pietà le catene di cooperative e microimprese non in regola, visto che sono quelle le tipologie di datori di lavoro meno attenti ai diritti in materia
  • eliminare progressivamente la quota di immigrati fino a un ingresso pari allo 0,05% annuo e solo di lavoratori altamente qualificati per abbattere l’esercito di riserva della manodopera straniera nel settore dei servizi specialmente
  • potenziamento delle tutele per chi ha figli naturali, o adottati italiani

o faremo questa e una lunga serie di cose, valide erga omnes, o sarà inutile anche solo pensare a resistere al mercato, al suo mondialismo meticciante e dissolvente. solo allora potremo parlare di veri diritti conquistati. non acquisiti.

sarebbe meglio cambiare sistema di governo e completamente classe dirigente, ma non è opera di un giorno. e la battaglia è lunga.

Cimiteri | RIP Uriel Fanelli

Con Uriel ho litigato, ho discusso, mi sono incazzato e altrettanto fortemente scazzato / deincazzato con ugual piacere. È una bella testa, nonostante anzi soprattutto le divergenze. Così, volendo rileggerlo, ho scoperto solo adesso che è sparito. Ha chiuso il blog e ha scelto di tacere.

Siccome, ripeto, Uriel Fanelli è una bella testa, non dimenticherò mai i suoi fantastici e illuminanti post sul perché il brutto si degrada sempre e sul percome i beni pubblici male utilizzati finiscono per sparire, che sono, nonostante i difetti della sua persona e di molte sue analisi, un tesoro di saggezza da tramandare.

Pertanto, in quel «cimitero di aristocrazie» che è la Rete, specchio del Mondo, ripropongo l’ultimo messaggio di Uriel, ennesima fossa con ennesima lapide dei pensieri diffusi in Rete, quale aggregato di cimiteri di idee, perché anche questo è tutto sommato una bella raccolta di illuminanti spunti e verità. Leggi tutto “Cimiteri | RIP Uriel Fanelli”

George A. Romero | See you soon

Addio Maestro Romero,

dopo di te il Cinema non è stato più lo stesso. I tuoi Zombi camminano nel mito!

A un maestro dei miei incubi e del nostro immaginario.

Sempre vivo!

addio “Doddore” | perché mi fa vomitare il salottino buono dei diritti umani (oltre a mille altre cose…)

apprendo oggi della morte quasi-in-galera di un uomo dopo uno sciopero della fame e della sete. morto come il patriota Bobby Sands, morto come l’animalista Barry Horne, come i martiri politici turchi Abdullah Meral, Haydar Başbağ, Fatih Öktülmüş e Hasan Telci. Insomma come parecchie persone che per un’idea decidono di utilizzare come arma di persuasione e di lotta il proprio corpo, non facendo violenza che a sé stessi. e, naturalmente, pagando di persona un amarissimo e fatale conto di angherie, spesso di natura politica.

due lezioni che il sottoscritto, diffidente da decenni verso i petizionatori dei diritti umani, verso i liberali e i liberisti, teneva per sacre

sembra incredibile che nell’Italia del 2018, che si vanta di aver introdotto il più farlocco e ridicolo “reato di tortura”, si possa morire come nelle celle della più lercia e disumana tirannide omicida. nel paese che oltretutto si “mobilitava in Parlamento” e con tutta la “societàcivvile” ogni volta che – per fare un esempio felice e celebre – il furbastro qui sotto, rampollo di buona famiglia e ben agganciato politicamente, smetteva di ingollar tartine e caviale per protesta o quando non lo lasciavano comparire in un TG nazionale a dire la sua.

eppure è così. e tutto questo non può che lacerare il velo che separa le autorappresentazioni liberali e bonarie dello Stato e dei suoi apparati dalla realtà dei fatti, ben diversa e assai più meritevole di infamia, storicamente e civilmente parlando.

…a differenza di qualche utile martire medio orientale, Siriano, o Iraniano, o Curdo, o Iracheno o “Isissino” con cui ci stracciano i cabbasisi ogni giorno, era nato in Sardegna. terra dimenticata per definizione

confesso che appunto mentre conoscevo molto sul furbetto radicale di cui sopra, non conoscevo nulla di quest’uomo, incarcerato a 74 anni per reati fiscali, roba che mediamente non frutta che qualche passeggiata in tribunale e poco più e parecchi confronti animati fra Guardia di Finanza e avvocati/commercialisti. del resto si fatica a mandare in galera chi ammazza qualcuno, da noi, altro che cartelle non pagate. Equitalia semmai si limitava a aspettare che il contestato pensasse da solo a togliere il disturbo. ma la galera per fisco…

eppure l’uomo si chiamava Salvatore Meloni, più noto come “Doddore”. naturalmente, a differenza di qualche utile martire medio orientale, Siriano, o Iraniano, o Curdo, o Iracheno o “Isissino” con cui ci stracciano i cabbasisi ogni giorno, era nato in Sardegna. terra dimenticata per definizione, tranne quando si debbano raccogliere le esternazioni di ricchi nullafacenti fra un prosecchino e due sfilate mondane. di lui e per lui, nulla, neanche lo straccio di una paginetta personale di Wikipedia, roba che non si nega neanche al più scalcinato dei guappetti che abbia avuto la ventura di frequentar le patrie Galere, con dovizia di particolari che neppure un Silvio Pellico, peraltro!

qualcosa si ruscola cercando geograficamente sulla stessa Wiki, stralcio che qui riporto nella sua massima estensione.

L’Isola di Mal di Ventre finì all’attenzione della cronaca soprattutto durante il processo per il presunto “complotto separatista” svoltosi agli inizi degli anni ottanta del XX secolo, che avrebbe visto implicati diversi attivisti di movimenti indipendentisti sardi[6][7] e che, a detta di alcune ricostruzioni, fu una macchinazione dei servizi segreti italiani per screditare il vento sardista allora sorto[8]; l’isola sarebbe stata prescelta, secondo l’accusa, quale luogo dal quale gli insorti avrebbero comunicato al mondo mediante potenti apparati radioamatoriali la nascita della Repubblica Socialista di Sardegna.

Il quotidiano italiano La Repubblica ha riportato, nell’agosto del 2008, la notizia della singolare iniziativa di un indipendentista sardo che mira al riconoscimento internazionale dell’isola di Mal di Ventre, quale “Repubblica Indipendente di Malu Entu”, rifacendosi ai principi di autodeterminazione dei popoli sanciti dalla Carta delle Nazioni Unite[9]Salvatore Meloni, protagonista di altre storiche battaglie per l’indipendenza della Sardegna, ha provveduto a inviare il progetto sia alle Nazioni Unite ed ai suoi membri che al presidente del Consiglio dei ministri Silvio Berlusconi. Salvatore Meloni, che da più di vent’anni trascorre gran parte delle sue giornate sull’isoletta assieme ad altri indipendentisti, nel febbraio 2009 ha avviato una causa civile per l’usucapione dell’isola di Mal di Ventre che, dal 1972, appartiene alla società napoletana “Turistica Cabras srl”; inoltre il Meloni ha richiesto al Comune di Cabras la residenza anagrafica sull’isola per rafforzare la sua iniziativa. Meloni ha pure fatto stampare banconote con la sua faccia, i “Soddus Sardos”.

Nel gennaio del 2009, dopo 5 mesi dalla data di autoproclamazione della Repubblica, un blitz del Corpo Forestale e di Vigilanza Ambientale e della Capitaneria di porto ha sgomberato gli indipendentisti. Questi ultimi sono stati accusati, tra le altre cose, di aver danneggiato l’ambiente e di aver smaltito illecitamente i rifiuti prodotti durante la loro permanenza sull’isola. In seguito, Salvatore Meloni, sebbene allontanato, è ritornato sull’isola[10], prima del suo incarceramento a seguito di una condanna per frode fiscale[11].

insomma ho appreso che quest’uomo un conto aperto con lo stato continentale lo aveva. Doddore Meloni si era messo contro l’idea di un potere, e l’esercizio di un potere, come parecchi altri in una stagione felice, ma abbondantemente tradita nelle sue migliori speranze dalla politica e dalla storia che venne dopo.

e siccome mi sono stupito di non sapere nulla di quest’uomo, della sua battaglia, e della sua ultima, estrema lotta a stomaco asciutto e vuoto, mi son fatto un giretto su qualche pagina dei paladini dei diritti umani  e dei protettori degli oppressi che vanno per la maggiore nello scenario mediatico e che che si sprecano per mille e mille personaggi aggrediti da governi che “guardacaso” rompono le scatole all’Occidente liberale e liberista.

il modo di fartela pagare con spregio di ogni proporzionalità e adeguatezza, lo trovano. anche se nella tua vita non hai mai danneggiato nessuno.

ohe, si parla di grandi nomi come “amnesy international”, “emmastocazzo”, “arcinerchia” e “emergenminchia”. mi sono risparmiato tutto il circo dei paladini dei diritti LGBT, tanto il nostro Doddore non era noto per gusti particolari, e – pure se lo fosse stato – dubito fortemente che anche cotali umanitaristi avrebbero recepito il suo disperato grido d’angoscia. come non hanno mosso un dito tutti gli altri paludatissimi e iperpresenti giustizieri mediatici.

non se lo sono cagato manco di striscio, il nostro Doddore che crepava di sciopero della fame e della sete.

come si evince da questi screenshot odierni.

la lezione che se ne ricava è duplice.

la prima è che non devi azzardarti a rivendicare seriamente la libertà e l’autonomia in questo nostro ordinamento democratico. altrimenti il modo di fartela pagare con spregio di ogni proporzionalità e adeguatezza, lo trovano. anche se nella tua vita non hai mai danneggiato nessuno.

la seconda è che una persona raziocinante, intellettualmente e materialmente onesta, onorevole e equa dovrebbe sputare in faccia a tutti i paladini famosi della “libertà e dei diritti” anche e soprattutto quando vengono a mendicare attenzione e soldi.

due lezioni che il sottoscritto, diffidente da decenni verso i petizionatori dei diritti umani, verso i liberali e i liberisti, teneva per sacre, e oggi ancor di più. ricordando un vero uomo e la sua sfortunata battaglia.

addio Doddore!