addio “Doddore” | perché mi fa vomitare il salottino buono dei diritti umani (oltre a mille altre cose…)

apprendo oggi della morte quasi-in-galera di un uomo dopo uno sciopero della fame e della sete. morto come il patriota Bobby Sands, morto come l’animalista Barry Horne, come i martiri politici turchi Abdullah Meral, Haydar Başbağ, Fatih Öktülmüş e Hasan Telci. Insomma come parecchie persone che per un’idea decidono di utilizzare come arma di persuasione e di lotta il proprio corpo, non facendo violenza che a sé stessi. e, naturalmente, pagando di persona un amarissimo e fatale conto di angherie, spesso di natura politica.

due lezioni che il sottoscritto, diffidente da decenni verso i petizionatori dei diritti umani, verso i liberali e i liberisti, teneva per sacre

sembra incredibile che nell’Italia del 2018, che si vanta di aver introdotto il più farlocco e ridicolo “reato di tortura”, si possa morire come nelle celle della più lercia e disumana tirannide omicida. nel paese che oltretutto si “mobilitava in Parlamento” e con tutta la “societàcivvile” ogni volta che – per fare un esempio felice e celebre – il furbastro qui sotto, rampollo di buona famiglia e ben agganciato politicamente, smetteva di ingollar tartine e caviale per protesta o quando non lo lasciavano comparire in un TG nazionale a dire la sua.

eppure è così. e tutto questo non può che lacerare il velo che separa le autorappresentazioni liberali e bonarie dello Stato e dei suoi apparati dalla realtà dei fatti, ben diversa e assai più meritevole di infamia, storicamente e civilmente parlando.

…a differenza di qualche utile martire medio orientale, Siriano, o Iraniano, o Curdo, o Iracheno o “Isissino” con cui ci stracciano i cabbasisi ogni giorno, era nato in Sardegna. terra dimenticata per definizione

confesso che appunto mentre conoscevo molto sul furbetto radicale di cui sopra, non conoscevo nulla di quest’uomo, incarcerato a 74 anni per reati fiscali, roba che mediamente non frutta che qualche passeggiata in tribunale e poco più e parecchi confronti animati fra Guardia di Finanza e avvocati/commercialisti. del resto si fatica a mandare in galera chi ammazza qualcuno, da noi, altro che cartelle non pagate. Equitalia semmai si limitava a aspettare che il contestato pensasse da solo a togliere il disturbo. ma la galera per fisco…

eppure l’uomo si chiamava Salvatore Meloni, più noto come “Doddore”. naturalmente, a differenza di qualche utile martire medio orientale, Siriano, o Iraniano, o Curdo, o Iracheno o “Isissino” con cui ci stracciano i cabbasisi ogni giorno, era nato in Sardegna. terra dimenticata per definizione, tranne quando si debbano raccogliere le esternazioni di ricchi nullafacenti fra un prosecchino e due sfilate mondane. di lui e per lui, nulla, neanche lo straccio di una paginetta personale di Wikipedia, roba che non si nega neanche al più scalcinato dei guappetti che abbia avuto la ventura di frequentar le patrie Galere, con dovizia di particolari che neppure un Silvio Pellico, peraltro!

qualcosa si ruscola cercando geograficamente sulla stessa Wiki, stralcio che qui riporto nella sua massima estensione.

L’Isola di Mal di Ventre finì all’attenzione della cronaca soprattutto durante il processo per il presunto “complotto separatista” svoltosi agli inizi degli anni ottanta del XX secolo, che avrebbe visto implicati diversi attivisti di movimenti indipendentisti sardi[6][7] e che, a detta di alcune ricostruzioni, fu una macchinazione dei servizi segreti italiani per screditare il vento sardista allora sorto[8]; l’isola sarebbe stata prescelta, secondo l’accusa, quale luogo dal quale gli insorti avrebbero comunicato al mondo mediante potenti apparati radioamatoriali la nascita della Repubblica Socialista di Sardegna.

Il quotidiano italiano La Repubblica ha riportato, nell’agosto del 2008, la notizia della singolare iniziativa di un indipendentista sardo che mira al riconoscimento internazionale dell’isola di Mal di Ventre, quale “Repubblica Indipendente di Malu Entu”, rifacendosi ai principi di autodeterminazione dei popoli sanciti dalla Carta delle Nazioni Unite[9]Salvatore Meloni, protagonista di altre storiche battaglie per l’indipendenza della Sardegna, ha provveduto a inviare il progetto sia alle Nazioni Unite ed ai suoi membri che al presidente del Consiglio dei ministri Silvio Berlusconi. Salvatore Meloni, che da più di vent’anni trascorre gran parte delle sue giornate sull’isoletta assieme ad altri indipendentisti, nel febbraio 2009 ha avviato una causa civile per l’usucapione dell’isola di Mal di Ventre che, dal 1972, appartiene alla società napoletana “Turistica Cabras srl”; inoltre il Meloni ha richiesto al Comune di Cabras la residenza anagrafica sull’isola per rafforzare la sua iniziativa. Meloni ha pure fatto stampare banconote con la sua faccia, i “Soddus Sardos”.

Nel gennaio del 2009, dopo 5 mesi dalla data di autoproclamazione della Repubblica, un blitz del Corpo Forestale e di Vigilanza Ambientale e della Capitaneria di porto ha sgomberato gli indipendentisti. Questi ultimi sono stati accusati, tra le altre cose, di aver danneggiato l’ambiente e di aver smaltito illecitamente i rifiuti prodotti durante la loro permanenza sull’isola. In seguito, Salvatore Meloni, sebbene allontanato, è ritornato sull’isola[10], prima del suo incarceramento a seguito di una condanna per frode fiscale[11].

insomma ho appreso che quest’uomo un conto aperto con lo stato continentale lo aveva. Doddore Meloni si era messo contro l’idea di un potere, e l’esercizio di un potere, come parecchi altri in una stagione felice, ma abbondantemente tradita nelle sue migliori speranze dalla politica e dalla storia che venne dopo.

e siccome mi sono stupito di non sapere nulla di quest’uomo, della sua battaglia, e della sua ultima, estrema lotta a stomaco asciutto e vuoto, mi son fatto un giretto su qualche pagina dei paladini dei diritti umani  e dei protettori degli oppressi che vanno per la maggiore nello scenario mediatico e che che si sprecano per mille e mille personaggi aggrediti da governi che “guardacaso” rompono le scatole all’Occidente liberale e liberista.

il modo di fartela pagare con spregio di ogni proporzionalità e adeguatezza, lo trovano. anche se nella tua vita non hai mai danneggiato nessuno.

ohe, si parla di grandi nomi come “amnesy international”, “emmastocazzo”, “arcinerchia” e “emergenminchia”. mi sono risparmiato tutto il circo dei paladini dei diritti LGBT, tanto il nostro Doddore non era noto per gusti particolari, e – pure se lo fosse stato – dubito fortemente che anche cotali umanitaristi avrebbero recepito il suo disperato grido d’angoscia. come non hanno mosso un dito tutti gli altri paludatissimi e iperpresenti giustizieri mediatici.

non se lo sono cagato manco di striscio, il nostro Doddore che crepava di sciopero della fame e della sete.

come si evince da questi screenshot odierni.

la lezione che se ne ricava è duplice.

la prima è che non devi azzardarti a rivendicare seriamente la libertà e l’autonomia in questo nostro ordinamento democratico. altrimenti il modo di fartela pagare con spregio di ogni proporzionalità e adeguatezza, lo trovano. anche se nella tua vita non hai mai danneggiato nessuno.

la seconda è che una persona raziocinante, intellettualmente e materialmente onesta, onorevole e equa dovrebbe sputare in faccia a tutti i paladini famosi della “libertà e dei diritti” anche e soprattutto quando vengono a mendicare attenzione e soldi.

due lezioni che il sottoscritto, diffidente da decenni verso i petizionatori dei diritti umani, verso i liberali e i liberisti, teneva per sacre, e oggi ancor di più. ricordando un vero uomo e la sua sfortunata battaglia.

addio Doddore!

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