giugno nel segno della poesia | concorsi e esibizioni dal vivo

ai miei gentili lettori dedico il mio giugno rovente di attività poetica. partecipo al concorso “Più Luce” della Fondazione del Vittoriale degli Italiani (ed. 2017) con l’interpretazione/lettura di due componimenti poetici, uno del celeberrimo Majakovski e un mio componimento personale (“L’Ombra”).

qui il link ai video per votarmi:

Premio Più luce!

Anche Furio Detti ha scelto Vladimir Vladimirovič Majakovskij per guadagnarsi un posto in #finale al Premio Più Luce: per aiutarlo, lasciate un "mi piace" sotto questo video.#Candidature aperte fino al 30 giugno, #regolamento: http://bit.ly/2qdsmNkATTENZIONE: valgono solamente i "mi piace" sotto il video caricato su questa pagina.

Pubblicato da Premio Più Luce su Martedì 20 giugno 2017

Premio Più luce!

Anche Furio Detti ci regala una sua poesia. Se volete ascoltarne un'altra dal vivo, il 14 luglio, aiutatelo ad arrivare in #finale mettendo un "mi piace" sotto questo video.#Candidature aperte fino al 30 giugno; #regolamento: http://bit.ly/2qdsmNkATTENZIONE: vengono conteggiati solamente i "mi piace" sotto il post pubblicato su questa pagina.

Pubblicato da Premio Più Luce su Giovedì 22 giugno 2017

E qui la mia ultima lettura pubblica di miei componimenti (grazie a Ilde del gruppo TOF per la ripresa), a Viareggio, Villa Argentina, 23 giugno 2017.

IL FATTO

C’era poca gente,
questo il fatto.
Il resto: vangeli
affreschi
visioni, miniature,
è narrazione.
Tre criminali,
o comunque rei,
tre corpi sul colle
e le mosche
e il popolo, chiamato
a assistere;
e le doppie file dei soldati,
il tribunale, le sentenze,
l’appello, più che un fatto
è teatro.
Il fatto,
il sugo della cosa,
cercatelo in chi s’accalcava,
in chi s’accalorava
lungo l’erta
impastata di gemiti:
“Dovranno vedere
che sono un buon suddito,
che ci tengo a stimare
il lavoro del boia!”
Il fatto (oltre che questo:
c’era poca gente…)
cercatelo
all’ombra dei velari,
nelle casse odorose di cedro
e aromi santi,
cercatelo nelle dita asciutte
e nodose dei leviti,
dei farisei
e degli scribi,
che quella sera si chiesero
se avessero fatto fuori
un matto,
un illuso,
o un pericoloso bestemmiatore
del Dio vivente.
Il fatto,
– c’era poca gente, ormai
nell’assetato meriggio –
cercatelo nel ruminare secco
e crudo della biada
di un asino,
che forse pensava al clamore dell’Osanna
alla plebe vociante
come a un giorno di tregua
fra il basto e il bastone.
Il fatto
(c’era poca gente quando il sole
sciolse i tendini a quei corpi)
era che
era morto un Cristo,
un povero cristo,
chi un illuso – lo chiamava –
chi santo,
chi bandito,
o terrorista,
e qualcuno, lavandosi le mani,
avrà pensato:
“Ho dato un segno forte
contro il nemico dello Stato.”
Il fatto era questo:
è morto Cristo sul Golgota.
Il resto è soltanto
resto.

L’OMBRA

Non l’hai vista?
Sì, l’hai vista!

Ti è già successo.
Hai visto quella forma
quell’ombra
nera, oscura,
che i piccioni, mano a mano,
hanno beccato via.
Un’ombra che a mezzogiorno
era già svanita, evaporata,
come i ricordi,
come un po’ d’acqua annaffiata
per le strade.
L’hai vista.
Forse era l’ombra di un uomo che si è ucciso,
forse un suicida
che ha preso il volo
a contrario, a converso,
sulla terra
è rimbalzato in cielo.
O forse no.

Forse è l’ombra di un vaso,
che, piano piano,
una massaia
ha scordato
e ha urtato
e questo
è precipitato
giù.
L’ombra, d’un ombra
di un fiore
un lieve
vapore,
un piccolo
fumo
di ricordo
per madonnine urbane,
per incensi abbandonati per le strade,
per oracoli e preghiere
che rimangono solo agli ambulanti.
Forse l’hai vista.

Era l’ombra di un tuo ricordo
che hai perso.

 

Le stesse poesie le trovare sui miei blog poetici Tumblr.

https://www.tumblr.com/blog/dionisodromopoesia

https://www.tumblr.com/blog/dionisodromo

 

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