religioni, la stessa triste zuppa | corpi umani, corpi animali

una delle cose che più distinguono il mondo animale da quello degli umani è il rapporto con il proprio corpo, la propria “nudità”. sto ovviamente parlando di distinzioni positive, quelle cioè che mettono una categoria su un gradino superiore per buonsenso, coerenza e generale efficienza nel gestire la fisicità e collocano l’altra nella notte della barbarie più autentica.

parlo naturalmente delle bestie. superiori all’uomo, come è facile dimostrare con pochi semplici ragionamenti che seguono e il solo principio di coerenza.

perché gli uomini e i loro sottoprodotti più velenosi – le religioni – hanno saputo differenziarsi nei secoli in migliaia di rivoli, gruppi, fazioni, consorterie, bande, ovviamente tutte in lotta fra loro essendo ciascuna convinta di essere la sola vera esclusiva verità. al meglio c’è un sentimento di condiscendenza semidivertita, del genere “ecco il parente scemo”, al peggio abbiamo gli eccidi e i pogrom di natura etnico-religiosa, del genere “vi sgozzo, merde infedeli/eretiche/blasfeme”. su una cosa però tutte le religioni sono stranamente concordi: l’odio o la repulsione per la fisicità e nudità del corpo.

 

repulsione del tutto assurda se guardiamo a uno straccio di coerenza logica. 

la riprova e lo spunto me l’ha suggerito questo post buddista – sì anche il “tollerante” buddismo si scopre intollerante e incoerente. e con e donne. e con i tatuati – fa niente se per te Budda è come l’amore della vita, lo vuoi sulla pelle. in quei paesi ti sbattono fuori anche per un buddha tatuato.

ma veniamo al nostro ragionamento:

che stiate parlando di dèi, dio, gli spiriti, il dharma, fate voi – scegliete qualsiasi religione e un responsabile lo trovateil corpo femminile nudo è più malvisto di quello maschile, e entrambi comunque sono qualcosa di cui “vergognarsi”, da coprire. dimenticando che di quel corpo il primo responsabile è proprio il dio, gli dèi, gli spiriti, il dharma, visto che fino a prova contraria gli uomini “vengono al mondo” o “sono creati” dai vostri dèi vari, nudi e per giunta sessuati, col cazzetto e le pallette i maschietti, con la fica le femminucce. sfido qualsiasi religione a provarmi che si nasca vestiti!

ora, coerenza esige la seguente considerazione, in catena logica di eventi:

1. dio, gli déi, il caso, la natura, ecc… ecc… mi fa venire al mondo nudo e sessuato;

2. chi sa perché chi sa per come, questo non va più bene;

3. ok. nudo è brutto; maschio, male; donna, peggio. copritevi peccatori.

Ma la colpa di chi è? Di chi se non di chi ha progettato tutto e – visto l’errore non ha neppure rimediato?

insomma, religioni, religioni, religioni. niente di logico, niente di ragionevole, ma tutto molto prepotente e prevaricatore. il punto non è che ognuno si gestisce la pudicizia come crede, il problema è che pretende di imporlo ai suoi simili. perché?

perché c’è in gioco non quella scimmia nuda che siamo, ma il principio di potere illimitato e slegato dai bisogni e di controllo. così umano. solo umano.

animali… mai vista una tigre che si lagna del culo all’aria della scimmia. animali ancora superiori.

 

la proprietà intransitiva del web-pietismo

dopo 16 anni di Web e 6 di social – ossia Facebook, perché solo su FB girano certe cagate  – ti distruggi i coglioni. di molte cose. troppe.

tanto che non basta più fuggire per qualche ora su Path, e senti l’impellente bisogno, dopo anni di fuoco di fila di inutili minchiate moraliste, di rispondere senza alcuna cazzo di diplomazia e in spirito di sacrosanta rappresaglia.

per esempio quando certi “amici” postano immagini che possono sintetizzarsi nella categoria kantiana della puttanata inarrivabile:

«Spendi per il cibo da animali mentre i bimbi del continente XYZ muoiono di fame.»

non sarà qui abbastanza ragionevole insistere – come raziocinio comanda – che il 99,9% dei miei consimili può tranquillamente provare affetto, pietà, empatia per gli animali propri o altrui  tanto quanto per i figli di sconosciuti indigenti dall’altro capo del mondo e che coccolare un gatto randagio non esclude necessariamente una donazione o del volontariato per Medici Senza Frontiere. questo, ripeto per la maggior parte dei miei consimili.

in pratica, postandomi cagate come questa…

semipostiquesto

dimostri non solo che la tua capacità espositiva-argomentativa si ferma all’accostamento di due foto che non hanno alcuna relazione reale, ma che sei persino incapace di capire che l’empatia e la pietà non funzionano come compartimenti stagni e che provare pietà per un cane non esclude la pietà per un gatto, una lumaca, un profughino afgano, un bimbo trisomico, dieci neonati di Chernobyl e mille gardenie congolesi… un oggetto di empatia non esclude l’empatia per gli altri, anzi, di solito, come nella maggior parte dei sentimenti umani, anche a livello neurologico, provare un sentimento per un certo soggetto tende a ampliare la possibilità che si provi la medesima affezione per sempre più soggetti diversi.

no. per te l’empatia è intransitiva e il fatto che qualcuno di noi in questo momento stia preparando un compleanno al suo barboncino, significa necessariamente che lo stesso tizio starà spugnettandosi vedendo un documentario su come si crepa bene nel Darfur.

quanto a me mi limito fieramente a rivendicare la mia disappartenenza a questo 99% e a osservare che se mentre per me bambini e animali sofferenti sono sullo stesso piano, per gli adulti e i giovani ho decisamente remore, visto che superati i 13 anni, da parecchi umani ho avuto dimostrazioni di cattiveria e malevolenza tali e tante che non  mi sono mai arrivate da alcuna bestia. e che, sì, superati i 13 anni la mia empatia per gli umani in particolare va a farsi fottere rispetto alla partecipazione per le sorti di piante e animali in genere.

osservo pure e rispondo altrettanto volentieri che quanto a numeri oggettivi, gli animali torturati, seviziati, massacrati a più vario titolo dall’uomo (incluso il mangiarseli) supera di misura esponenziale i bambini e gli umani vittima della crudeltà umana, oltre al fatto per nulla trascurabile che un bambino o adulto umano maltrattato da umani ha x alla potenza di 1000 probabilità di essere oggetto di difesa e tutela a fronte dei milioni di animali che uno straccio di PETA, ENPA o Protezione se lo sognano persino. quindi anche qui, se ci dovessimo basare sulla quantità di vittime e sull’esposizione al dolore, sono gli animali a dover essere in prima fila e in precedenza su un ipotetico soccorso, in netta precedenza su tutti noi, me compreso.

per cui non posso che replicare a questa:

semipostiquesto

con questa

questosbaglio

e se ti dispiace tutto ciò, puoi anche togliermi l’amicizia.

mi fai solo un favore. addio e senza rimpianti.

 

“Elegido” | Wir hassen

dal sito www.all4animals.it, una foto, una notizia e una poesia. “Elegido”:

Elegido

Io non odio.
Non odio voi che guardate, voi che mi deridete, che mi inseguite con le vostre lance aguzze, che tormentate il mio corpo.
Io non odio, perché l’odio non so cos’è.
Non odio ma neppure capisco
Come chi già domina il mondo
Senta di dover dominare anche su di noi
Che siamo soli e invisibili
Piccoli
Inascoltati
Muti.
Non odio perché nella mia anima
Grande come una nuvola
Che già fluttua alla volta del cielo
Non c’è spazio per le tempeste.
Non odio perché sono un animale
E l’animale non conosce rancore, né risentimento
E neppure la violenza cieca
Di cui mi state facendo oggetto.
Non temetemi
Né da vivo né da morto
Perché io non sono un uomo.
Volevo solo un prato in cui riposare
Non il mio sangue che inzuppa la polvere
Non i miei occhi stanchi che si chiudono
Non il mio corpo che non mi sorregge più.
Ero nato da poco
Me ne sto già andando.
Se mi sveglierò in un posto migliore
Rivedrò, nel mio cuore, ciascuno dei vostri volti
Senza rancore, senza più sofferenza.
Non temete, io non vi odio.
Non vi ho mai odiati.

noi aggiungiamo solo:

noi-odiamo

troncare fa bene | Jodorowsky adieu

non sono mai stato un fan particolare di Jodorowsky – eccetto che per la sua visionarietà cinematografica – ma come "psicomago" mi ha sempre lasciato benevolmente indifferente. fino a tre minuti fa. non nascondo che ho conosciuto persone che potevano anche mettermi in contatto con lui e farmi frequentare i seminari che tiene in giro per il mondo.

beh, oggi, grazie a una fortuitissima e felice coincidenza, Jodorowsky non mi riguarderà più. tagliato via anche l'ipotetico ramo delle possibilità di averci a che fare, con tutto quel che segue.

ci sono atti e parole – scripta manent – che rivelano appieno una situazione e una persona. sono come paletti segnaletici, di quelli che si mettono dopo le valanghe, quando la neve è caduta e in modo così totale e radicale da aver cancellato ogni segnacolo di sentiero, traccia, passaggio. i pali lampeggiano e indicano: pericolo. pericolo. pericolo. segnano un baratro ingannevole e mortale coperto di innocente biancore.

con Jodorowsky è successo esattamente 3 minuti fa. stavo sistemando il mio studio, eliminando vecchie carte, spostando libri, liberando spazio. mi è cascata sotto gli occhi una rivista: "La Repubblica XL", anno VI n. 57, luglio-agosto 2010. l'ho sfogliata per vedere se ci fossero mie foto pubblicate – ed eventualmente conservarla – o no. quando ho visto la rubrica de "La Psicoposta" di Jodorowsky. mi è cascato l'occhio su una lettera, che trascrivo per intero:

"Caro Alejandro,

mi chiamo Pasquale e ho trentasette anni. Nel marzo dello scorso anno, precisamente il 15 marzo, ho abbandonato il  mio gatto che avevo con me da dodici anni.

Il gatto si chiamava Amore ed era particolarmente aggressivo e pericoloso. Io, in preda a un accesso di furore ho deciso di liberarmene.

Ma a distanza di mesi non riesco a farmene una ragione. Non vivo più, il pensiero di averlo abbandonato mi ossessiona.

Pasquale"

ora, io non ho la diplomazia né la pazienza di trattare con i problemi altrui.  conoscendomi, come animalista, forse, non so, avrei risposto al tipo con una raffica di ingiurie.

ma quello che non mi sarei mai, mai davvero aspettato da uno che come Jodorowsky, serafico e sapiente, nel suo dolcevita nero, così "zen" e profondo [1], è stata la risposta, che basta a qualificarlo ai miei occhi. risposta che mi ha convinto: Jodorowsky non è affatto un maestro di morale e vita, non può e non potrà probabilmente mai esserlo. con me non ha mai aperto e sicuramente ha chiuso definitivamente!

"Forse potresti comprare un cane." Jodorowsky

la risposta, nero su bianco, è il paletto segnaletico, la verità luminosa e ferma, salda: Jodorowsky, come maestro di vita, non vali davvero un cazzo. e mi fai parecchio schifo, pure. non serve commentare oltre questa risposta e la mentalità che la sottende. il tipo abbandona il suo amico per la vita, un animale anziano e debole, e tutto quello che Jodo riesce a dirgli è questa roba, un "consiglio" del genere a una persona che chiaramente non è capace di gestire una relazione seria con un animale?!?

anche una vecchia rivista può farti del bene. fa troncare anche storie pericolose e sgradevoli che sarebbero potute accadere. troncare fa bene.

1. E va pure da dei maestri Zen! e si fa pure le foto col gatto, ipocrita, che falsone!

ipocritacazzaro