ora basta | #raggiamari #tuttacolpadellaraggi

ora basta.

anche io ho sulle balle il M5S per, ritengo, ottime ragioni.

ma aprire il cellulare e trovare il 99,99999% della stampa web e nazionale, in breve fogliacci, sitacci e sentine di malastampa e putride illazioni quali Blitzquotidiano, IlGiornale, LaNazione, LaStampa, ForexInfo, ItaliaOggi), tutti schierati a bombardarci sulle misfatte della Raggi…

è troppo. anche per me. va sempre a finire che mi fanno diecimila volte più schifo tutti i piddini e banda aizzata contro. l’essere pensante che è in me si rivolta a questo linciaggio senza freni.

e medita vendetta a suon di meme.

#raggiamari #tuttacolpadellaraggi

 

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epocale figura di merda del Corriere | Banderuole!

oggi il Corriere della Ser(v)a strepita per bocca di Antonella De Gregorio – altra perla del giornalismo italiota di cui abbiamo già avuto modo di saggiare l’alta competenza –  “Oggi nessuno «è Charlie Hebdo». La solidarietà dopo gli attentati che hanno colpito il giornale nel gennaio del 2015 si squaglia sui social…”.

banderuole senza midollo. banderuole.

erano in prima fila a blaterare Je suis Charlie, addirittura hanno messo insieme un libro di vignette che gli autori denunciano come rubate, e ora si rimangiano tutto.

che figura plateale di merda, il Corriere della Ser(v)a, e come ne godiamo noi anche di non essere mai stati “Charlie”, né prima né dopo l’attentato islamista.

il clickbaiting più lercio! | come sempre il Corriere

anche questa volta i “professionisti” dell’informazione targati Corriere della Ser(v)a superano sé stessi nel peggio.

guardate questo videoaltro che aggressione! è evidente che il leopardo volesse giocare, in modo energico, ma giocare. altrimenti avrebbe attaccato dal basso verso l’alto puntando a ventre/gola e non si sarebbe lanciato alle gambe dell’uomo.

ma parlare di aggressione scampata fa clickbaiting. non importa se quello che scrivo è una totale menzogna o cazzata.

bravi, rendete proprio questa tessera utile e apprezzata come gli arredi nel porno.

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Aggiornamento ultima ora

Le caprette al Corriere sono in ottima compagnia. Le affiancano le capracce montanare della RSI Radiotelevisione Svizzera Italiana che in questo articolo affermano che Shiva è una dea indiana. Shiva è un dio, maschio, efebico quanto si vuole, ma col pisello! Cazzo! Capre capre capre!!! Giornalisti Italioti, giornalisti italosvizzeri. Capreeee! Non dico un percorso di studi normale, ma una merda di Garzantina tenetevela sulla scrivania prima di pensare che se è un nome che termina per A è una donna! 

GIORNALISTI CAPRACCE RSI

una demente …e il “suo” giornale | chi si somiglia…

l’estate è stagione durissima per i giornalaisti, o giornalistai, costretti a imbottire di stronzate inarrivabili degli spazi web e cartacei che, si sa, vanno pur riempiti. è quindi con somma gioia e sommo dileggio che vi presento i deliri di una supermanager pubblicati, senza neanche uno straccio di contestazione o critica o commento, alla firma di Martina Pennisi su un giornale che di cazzate se ne intende.

Corriere della Ser(v)a, naturalmente.

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chi si somiglia ..si piglia.

un problema di modello infame e lercio, non di scelte personali

ora, il punto discutibile non è che una persona non possa, specialmente se motivata da 57 milioni di bonus, stare al lavoro, vivere al lavoro, cagare sotto la scrivania, dormire in ufficio e non avere altra vita che non sia l’azienda. intanto perché – strano che un quotidiano che si dice serio competente lo ignori – un manager non è un dipendente: è un professionista che è autonomo nel suo lavoro – orario, modalità operative, scelte, e è vincolato solo dai risultati. o ottiene ciò per cui è stato pagato, o no; quindi o resta o se ne va solo in base al raggiungimento dei risultati che gli si chiedono. potrebbe fare come la signora, o potrebbe benissimo restare e rimanere un manager vincente anche se per motivi del tutto inspiegabili riuscisse a raggiungere i suoi obiettivi restando nudo con una banana nel culo davanti a un moai di merda e meringhe, eretto da un nano nibelungo nel suo giardino di casa e senza neppure vedere in faccia le persone con cui lavora, limitandosi a recepire i traguardi da raggiungere. questo perché, lo ripetiamo, il manager è libero di organizzarsi il lavoro come cazzo crede.

finché il manager propone a sé stesso o a altri manager il suo modello di efficienza non c’è proprio nulla di male.

il casino e la demenza pericolosa cominciano quando si crede di proporre la stessa logica a un dipendente che ha un salario regolare ma risibile rispetto al professionista. questa attitudine è solamente indice, senza se e senza ma, di propensione allo sfruttamento, al ladrocinio e allo schiavismo mascherati da lavoro. proprio perché un dipendente “vero” non prenderà mai compensi neanche lontanamente paragonabili ai bonus dei manager, fra cui la signora in questione.

nel migliore dei casi ci si guadagna solo sfruttamento dei lavoratori più deboli. nel peggiore qualcuno crepa

non solo: far crescere una cultura di impresa e del lavoro che obblighi i salariati a sforzi da manager superpagati senza neanche averne un centesimo degli incentivi monetari e professionali è come chiedere a un manovale di rinunciare alle ore di sonno per aumentare le ore in cantiere.

nel migliore dei casi ci si guadagna solo sfruttamento dei lavoratori più deboli. nel peggiore qualcuno crepa, o di incidente sul lavoro o di infarto, anche da management. come è del resto ampiamente successo anche a dipendenti “aspiranti manager di successo” poco meglio pagati, come Moritz Ehrardt, o agli operai quindicenni cinesi come Shi Zaokun, o al camionista Iliev e a parecchi fra tutti quelli che che volessero (o meglio fossero costretti sotto pressione) a adottare le idee di merda della signora Mayer senza essere la signora Mayer.

il vero nocciolo del problema non è quello che, ribadiamo, la signora intende fare della sua vita, ossia le scelte personali, ma il modello infame e lercio che essa vorrebbe suggerire al prossimo, specialmente a chi il lavoro lo somministra, e il quotidiano che le fa da sponda e megafono, avallando tale visione. siccome da noi almeno sarebbe reato l’istigazione al suicidio, sarebbe il caso che la giurisprudenza cominciasse, un bel giorno, a mettere in conto fra i crimini possibili anche l’istigazione al superlavoro, specialmente e soprattutto quando uccide e anche quando, a fronte dello stesso salario, aumentano le ore lavorate, il che – la matematica non falla – è comunque una riduzione di salario e di diritti ed è pertanto un crimine perché è un furto, un furto di vita, un furto di tempo e di risorse mentali e fisiche a vantaggio di chi trae plusvalore da quel lavoro. la signora e i ciarlatori a mezzo stampa lo sanno benissimo, ma fan finta di non capire, alla ricerca del “dipendente perfetto”. per il padronato e i plutocrati, ça va sans dire.

se è reato istigare al suicidio, istigare al superlavoro che cosa è?

questa è la demenza che ci pregiamo di denunciare, combattere e irridere con il più maestoso dei diti medi sbattuto sul grugno a manager e giornalistai compiacenti!

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belare a quattro mani (o zampe) | sempre il Corriere… una garanzia

ora per scrivere cazzate, in Via Solferino, devono essere almeno in due. si sa ci vuole un lavoro di équipe, certe cose mica ti riescono da solo.

ecco che il professionalissimo duo di giornaliste del Corriere della Ser(v)a: Laura De Feudis Giusi Fasano partorisce, oltre al solito irrilevante articolo di senso gossipparo sulla tragedia di Monaco, la castroneria terminologica nel lessico videoludico:

Altro dettaglio, emerso già nelle prime ore, la passione per i videogiochi cosiddetti spara-spara.

“Videogiochi spara-spara”… le risate. un qualunque scemo che si occupi per puro caso e per tre giorni di recensioni di videogiochi non scriverebbe mai certe boiate, ma userebbe la terminologia corretta.

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si chiamano “videogiochi sparatutto” o se volete FPS “First Person Shooting” o Shooter, Shoot ’em up, non shoot-shoot. di esplosivo qui c’è solo la vostra ignoranza da capre, giornaliste care. e vi siete persino messe in due, la cazzata a quattro mani.

complimenti. come sempre Corriere della Ser(v)a.

i Regeni degli altri | qualifiche

poi tuonano contro il nazismo

deprivare un prigioniero incappucciandolo è obiettivamente tortura. la deprivazione sensoriale e l’incertezza che ne deriva sono tra le più vili e raffinate forme di sevizia inventate dalla malvagia mente umana. vili, perché non mostrano la barbarie che sono attraverso segni visibili – e quindi sfuggono a ogni scrutinio e a ogni senso di vergogna che si potrebbe provare davanti a lividi, piaghe, ossa spezzate – raffinate, perché costituiscono una modalità estremamente penetrante di abuso del corpo soggetto al trattamento.

ecco che la stampa dell’Occidente “liberatore” che si straccia le vesti – o meglio che finge di addolorarsi – per i suoi Giulio Regeni, non si perita di apprezzare la “regenizzazione” altrui, di mostrare i Regeni degli altri, i Regeni che siamo noi a torturare, tramite interposto governo. e che intervista pure un individuo atterrito e segregato senza alcuna garanzia in un carcere segreto – ricordandogli, perfidamente, che noi sappiamo benissimo che egli “ha una moglie incinta e un bambino” (altra crudele forma di sevizia psicologica).

e allora è evidente la sconfessione sostanziale e formale di ogni tentativo di critica verso la barbarie e la tirannide da parte di questi deprecabili farisei. i giornalisti che accettano tutto questo senza denunciarlo sono moralmente correi e conniventi con i seviziatori. tutti lo sono, quando accettano queste modalità. pertanto A che titolo vengono a fare la morale a tutti parlando di totalitarismi, camere a gas, crimini contro l’umanità?

l’ipocrita, quando commette le colpe che addita agli altri perde di fatto ogni autorità e credibilità nella sua condanna, nella sua morale.

questa gente non avrebbe neppure la qualifica e la credibilità per giudicare la merda cagata dal più ottuso dei naziskin, figurarsi dirci cosa è umano e cosa è crimine contro l’umanità.

un giornalista vero – che serve la verità – non intervista i seviziati mentre sono preda dei loro aguzzini, ma denuncia le sevizie.

che credibilità può mai avere, inoltre un’intervista estorta in queste circostanze?

naturalmente è il Corriere della Ser(v)a

lss | lindissimi signori sinceri

IERI tutti i “professionisti” che siedono nelle maggiori redazioni dei quotidiani nazionali ci hanno scartavetrato i coglioni per quei 31.000, ripeto trentunmila voti di differenza, “de sinistra” contro la cattiva nazidestra austriaca (appena sotto di 30.000, appunto!).

A protester carries a flare through teargas during a demonstration against French labour law reform in Nantes, France, May 19, 2016.    REUTERS/Stephane Mahe     TPX IMAGES OF THE DAY
A protester carries a flare through teargas during a demonstration against French labour law reform in Nantes, France, May 19, 2016. REUTERS/Stephane Mahe TPX IMAGES OF THE DAY

OGGI e in questi giorni 400.000 quattrocentomila persone scendono in piazza in Francia e mettono a ferro e fuoco tutto per protestare contro il “Job Act” della sinistra di Hollande.

e nessuno di questi giornalisti “fa pe'”, un articolo, un’apertura, una prima pagina. 30.000 austriaci di sinistra valgono migliaia di volte più di 400.000 francesi incazzati di brutto!

perché chiaramente nell’Europa dell’Usurocrazia contestare le santissime riforme del lavoro delle sinistre è un crimine da passare sotto silenzio. poi ci si meraviglia perché abbiamo un’opinione di tal fatta e misura dei giornalisti nazionali, altri magari li han già definiti altrove “luridi servi schifosi”, noi faremo di meglio. vi mostreremo come essi siano dei lindissimi sinceri signori (ah ah ah)

 

per “Il Fatto Quotidiano” e “Il Tempo” la notiziona del giorno è una buca sull’asfalto. neanche nelle gazzette da Unione Sovietica c’era così miopia verso le vere urgenze! intanto si scorre la home page dell’uno e dell’altro e della Francia in rivolta un beato cazzo [screenshot Il Fatto 25/05/16 ore 17:49; screenshot Il Tempo 17:54] poi però quelli del Fatto Quotidiano frignano se ai referendari del “NO” alla riforma costituzionale la TV di Stato (altra bella cricca) non dedica che un minuto di attenzione… con che coraggio!

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per l’Unità, lasciamo stare… siamo al Pompino multifoto per il Conducator: RenziparlaRenziparlaRenziparla e si infamano i nemicidiRenzi. robaccia su cui non serve sprecare altri bit. [screenshot 25/05/16 ore 17:58]

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In compenso il Corriere della Ser(v)a ha un’altra priorità – ah ma dopo c’è la solita buca di strada… non temete! – i poveri migranti anneganti. che cuoricione! ovviamente un cazzo in mezzo alle troiatine tipo “la villa spostata di peso” e altre cazzatelle [screenshot 25/05/16 18:02]

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unica La Stampa, che attenzione, conserva sempre il posto d’onore sempre al barcone di immigrati, a un ristoranticchio per vertigini e alla solita bucona; ma perlomeno si ricorda dopo un bel po’ di dirci che in Francia ci sono vaghe “proteste” senza immagini – altrimenti l’occhio ci va a cascare – e in mezzo a notizie secondarie di home page. come dire: te lo dico, ma quasi bisbigliando, con Niccolo Zancan (bontà sua) [screenshots 25/05/16 delle 18:08 e 18:09]

in alto e in bella vista…

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se scendi molto sotto… e senza immagini (il ristorante del grattacielo torinese le merita di più!)

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e Repubblica? ah anche qui abbiamo la magica accoppiata: barcone & bucone, dio che senso dello scoop. fanno però meglio della Stampa: almeno c’è – pur sempre in fondo, ma c’è – un’immagine che denuncia ovviamente i danni causati dagli scioperanti che però perlomeno figurano come contrari al Job Act francese! per ora la migliore. [screenshots 25/05/15 ore 18:16]

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un nuovo farmaco… il Corriere ci stupisce ancora

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hanno inventato un nuovo farmaco, in Via Solferino: il ROPINOL.

http://www.corriere.it/esteri/16_gennaio_16/orrore-svezia-tiene-segregata-donna-un-bunker-abusa-lei-arrestato-medico-38enne-2c35fc2a-bc6a-11e5-b206-2a6e9b3d9bfb.shtml

forse parente di quel più celebre e noto Roipnol, oppure si tratta di semplici crasse, cialtrone, ignoranza e incompetenza caprine. roba che sperimentiamo costantemente su uno dei più magagnati fogli che si ostinano a chiamarsi “quotidiani” nel nostro paese.

avessero uno straccio miserrimo di cultura da Settimana Enigmistica, i “giornalisti” tesserati in forza a tanta redazione, avrebbero capito subito – dal termine “ipnosi”, Hypnos, sonno – di aver scritto una boiata.

ma occorre, come dicevamo, uno straccio di cultura minima da cruciverba in spiaggia.

roba da MIT, per quelli del Corriere della Ser(v)a.

 

servilismo e bugie | stronzo pralinato

dignità, verità e onore sono tre concetti antipodici al giornalismo occidentale. se avessero a cuore la verità, se avessero dignità del loro mestiere e un pur amebico senso dell’onore i giornalisti occidentali non titolerebbero cazzate quali “La Corea del Nord fa tremare il mondo”. e simili. e lo fanno tutti – dal web alla carta “seria” stampata, tutti allineati come bravi soldatini leccaculo.

per una mini bomba H. una mini bomba H… quando gli arsenali delle altre nazioni “civili” posseggono “bombe tattiche” (a basso potenziale per es. 1KT da tirare come proiettili di artiglieria!) o bombe atomiche e munizioni atomiche per sventrare o demolire bunker/installazioni, o bombe EMP, atte a distruggere l’elettronica avversaria… oltre naturalmente alle classiche “strategiche” bombe termonucleari a cui siamo concettualmente abituati – quelle che devono annientare città/abitati/infrastrutture su larghissima scala (e naturalmente ammazzare parecchia gente).

quando al mondo il solo Israele possiede già “pronti a volare”, ossia colpire, 270 ordigni (stima del 2002); quando è dal 1945 che tutti gli altri – NON la Corea del Nord – hanno condotto dal 1945 agli anni ottanta, contando soltanto i test all’aperto (e non le innumerevoli prove sotterranee) ben 2053 esplosioni! Israele, dicevamo, e il resto? ah il resto…

consultate l’infografica per avere un’dea chiara, definitiva e proporzionata su quanto la Corea del Nord possa far “Tremare il Mondo”!

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ne consegue, semplicemente e chiaramente, e senza ombra di dubbio che abbiamo nei nostri media – che non leggono la letteratura scientifica – torme e torme, eserciti, di servi bugiardi, vili, infami, schifosi, gente che farebbe impallidire per ingenuità la propaganda del Dr. Goebbels, gente che fa sembrare uno stronzo pralinato una versione molto più onesta e accettabile delle cose.


servilismo e bugie: Democrazie dell’Occidente