prima Repubblica, morta Repubblica, non-morta Repubblica | rassicurazioni

vorrei rassicurare i miei lettori che si stupiscono, e commentano, e discettano sul nuovo governo varato dal Presidente Mattarella e guidato dal “mite” (ma non innocuo) Gentiloni.

lasciando stare per il momento il ruolo ricoperto dalla Presidenza della Repubblica in tutto questo, ruolo non certo ininfluente, ma condizionato da precise e ineludibili prassi costituzionali e di prammatica, vorrei occuparmi qui del governo in sé e stemperare le ondate di livore, ma soprattutto di offeso e indignato stupore che salgono dai social e dal popolo, sul web e fuori per un simile spettacolo.

copiando un caro conoscente e blogger anche noi ci scusiamo con i lettori che avessero appena finito di pranzare, ma – molto pacatamente – si potrebbe osservare, a fronte degli inferociti commenti e delle inequivocabili attestazioni di disistima e sfiducia verso Gentiloni & C., che nessuno si infila l’abito di gala per frugare nella merda.

o se preferite, tutti abbiamo bisogno di questo oggetto in casa

anche se nessuno lo ama e nessuno lo mette in mostra a centrotavola quando riceve ospiti.

perché?

perché mettersi in ghingheri e abitino firmato quando si sta per infilarsi a pesce in una fossa Imhoff è semplicemente dannoso e stupido, oltre che inutile. e perché, passando al secondo esempio, ci sono cose o enti nel mondo che possono sembrare ai più disgustosi, ma necessari.

necessari non per noi, certo. quando mai un qualsiasi governo della Repubblica si è interessato al benessere autentico degli elettori? andiamo!

necessari semmai al signor Renzi per tutta una serie di cose.

le elenco in ordine sparso, senza pretendere di esaurire la casistica e i vari possibili gradi di necessaria utilità al furbetto di Rignano sull’Arno (paese d’ora in poi molto sfortunato per quanto dovrà ricordare toponomasticamente).

  • prendere la rincorsa per inculare meglio e ancora l’elettorato ostile e amico; per esempio approvando o continuando l’iter di una qualsiasi delle “schiforme” tese a demolire la sicurezza sociale e lavorativa, precarizzare i lavoratori, favorire la “lotta di classe” – ma quella intestina – a pro del comparto imprenditoriale, tartassare il ceto medio, impoverire esodati e pensionati, salvare il culo a bancarottieri e furboni che trasformano risparmiose nonnine in ciccia da bail-in cambogiano o anche premiare sfasciatori di illustri e venerate banche medievali… l’elenco è lungo e la pazienza breve.
  • prendere tempo in attesa di congiunture elettorali più favorevoli e sperabilmente anche di poco differenti dalla monumentale tranvata sul muso incassata con un referendum ad personam, trasformatosi solo per stupido orgoglio personale da possibile e magari fortunato tentativo di golpe bianco a un test di gradimento sul Governo e sulle suddette “schiforme”.
  • impapocchiare un rebranding di sé stesso abbastanza credibile da infinocchiare l’elettorato ostile e soprattutto amico, come già ventilano e consigliano illustri parassiti detti “spin doctors” o politologi; magari passerà da Fonzie al belloccio di “Lost” (Jack Shepard), chi lo sa… per tornare più fresco di prima alla ribalta. e rivogarci lo stesso menu in salsa nuova.
  • manovrare nell’ombra una caterva di utili uomini di paglia, facendo fare loro il lavoro sporco. evitando rogne dirette e scaricando il disonore su terzi. finché dura.
  • realizzzare il sogno di Napolitano di trattare l’M5S come il PCI di un tempo: ossia di riesumare ogni cadavere e ogni metodo della “prima Repubblica”, dal trasformismo al consociativismo, da Berlusconi redivivo ai penta-esa-eptapartiti, dall’inciucismo più scellerato alle coalizioni balneari o fiume pur di non mandare mai Grillo & C. al governo. sogno molto romanzesco, ma non del tutto impossibile. le condizioni ci sono tutte: un partito con gran seguito popolare tenuto fuori dalla stanza dei bottoni con ogni mezzo formalmente lecito ancorché degradante. anche a costo di uno, mille, o centomila Gentiloni. la prima Repubblica lo ha fatto con il PCI e ora la vecchia solita Repubblica lo farà con il Movimento Cinque Stelle.

insomma, non prendetevela più di tanto se il LXIV Governo della Repubblica sembra far senso e indignare anche il più laido, colluso e embrionale atomo di correttezza e onore che ci portiamo dentro…  nessuno si mette il frac per frugare nella merda, nessuno adora l’utilissimo spazzolone da wc. sarebbe come incazzarsi perché in The Walking Dead gli zombi non durano. sono fuffa, diversivo, strumento per far brillare altri, non hanno alcun pregio o valore in sé. di più: non devono averlo. sono solo necessari in certi sfortunati frangenti.

come non serve essere dei Giulio Cesare, dei Washington o dei Che Guevara per assolvere a un compito temporaneo, sgradevole, ingrato e obiettivamente spregevole. sarebbe uno spreco del tutto folle, no?

qui una nostra speciale vignetta per la nuova Ministra della (d)istruzione.

fuori la scheda! | conigliocrazia

quando leggo di casi di questo tipomi corre la mano allo strillo: 

«Fuori la scheda elettorale, Ciccio: per chi hai votato?»

perché la democrazia è innanzi tutto responsabilità. voto responsabile, scelta responsabile e responsabilità delle conseguenze che ci si tirano addosso avendo scelto a cazzo.

perché una vera democrazia deve prevedere il voto palese: ti devi assumere la responsabilità anche pubblica delle tue scelte, altrimenti si crescono popoli paurosi e interrati come conigli, si creano conigliocrazie o ovicrazie. come dice il celebre motto popolare inglese:

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che è quello che esattamente siamo, anche grazie al voto segreto. e allora basta concludere che se anche solo l’ingegnere ha votato alle politiche questa volta il PD e i suoi Jobs act del cazzetto… il tipo:

si merita pienamente tutto questo

si merita pienamente tutto questo

si merita pienamente tutto questo

si merita pienamente tutto questo

si merita pienamente tutto questo

si merita pienamente tutto questo

si merita pienamente tutto questo

si merita pienamente tutto questo

si merita pienamente tutto questo

si merita pienamente tutto questo

si merita pienamente tutto questo

e è pure POCO

e è pure POCO

e è pure POCO

e è pure POCO

e è pure POCO

e è pure POCO

e è pure POCO

e è pure POCO

e è pure POCO

e è pure POCO

lezioncina dantesca

benignidante

http://www.ilfattoquotidiano.it/2016/10/05/referendum-sul-quesito-parte-il-ricorso-al-tar-del-lazio-e-una-truffa-benigni-se-vince-il-no-peggio-della-brexit

Intervallo | da Montaione a Altopascio…

approfittando delle notizie che un caro e geniale blogger fiorentino mi fa avere dalla ridente Montaione e dal suo pane, leggere per credere, e commentando per ischerzo e giuocosità sul suo sito che se tal pane ne esce a Montaione, figuratevi che esce a Altopascio dove il panorama e il paesaggio offrono ben altri sollazzi…

«Se fanno il pane a Montaione, paese così rustico e campagnolo e “incontaminato”…
Figuratevi che pane fanno a Altopascio [ndr sul commento originale “Fucecchio”, mi ero confuso], a un tiro di schioppo da casa mia, dove lo scenario abituale è costituito, in ordine non rigorosamente gerarchico, da:

– inceneritore in via di dismissione;
– piccole discariche di RSU (rifiuti solidi urbani) lungo la SP3 (strada provinciale 3, da me affettuosamente e tolkenianamente ribattezzata “Piana di Gorgoroth” per l’amenità)
– fabbriche in disuso zeppe di amianto e scorie
– prostituzione e night club
– ignoranza a pacchi

immaginate, please.»

mi son quindi stuzzicato: “O perché non andare su GoogleMaps e regalare ai miei lettori un po’ di belle cartoline Altopascensi?”

detto fatto, scopro non solo la bruttura inenarrabile di certi scorci urbani…

paesaggidimerda-altopascio facagarelamerdaaltopascio

ma che GoogleMaps ha immortalato per la gioia del turista virtuale scene di bucolica piacevolezza sulla Strada Provinciale 3 Bientina-Altopascio. tal quali se ne vedono diuturnamente.

Come dunque non celebrare la bellezza e il genio toscani a beneficio del turista straniero? Le foto sono prese tal quali da Google Street Wiew in GoogleMaps, alle ore 21:00 di stasera 15 settembre 2016; io ho solo aggiunto i loghi in onore di una Toscana Renziana:

toscanaovunquebella002 toscanaovinquebella001 toscanaovunquebella006 toscanaovunquebella005 toscanaovunquebella003 toscanaovunquebellla003

Ovunque bella.

ovunque è esattamente il termine giusto.

differenze | diffeRenzi…

differenze

c’è chi governò l’Italia da dentro una gabbia con una leonessa.

mussolini-n

e chi la governa, cagandosi addosso per un pesce (preso a pedate mentre ti boccheggia accanto) – per chi non sapesse tradurre dall’inglese le imprese di un cuordileone fiorentino.

cuordileone

diffeRenzi

costutizionalismo all’elasticana | un test per la Presidenza della Repubblica

prima era questione capitale e certissima:

«Votate SI, il nostro plebiscito. Se non passa me ne vado!»

strepitava il ridicolo ducetto fiorentino (che tra l’altro ho scoperto pure più giovane di me!); mi scuso intanto per ogni accostamento all’idea di “DVCE”.

poi “Non è un test sulla mia tenuta.”

poi “Facciamolo in Ottobre…”

ora “Facciamolo a Novembre, meglio Dicembre”…

ohe, cicciobello, che stiamo a giocare? con le istituzioni? con una riforma costituzionale su cui si deve pronunciare il popolo? ora si, ora no, ora si, ora di nuovo no, ora ni, ora forse, ora ma, ora se… costituzionalismo all’elasticana, come un paio di mutandoni sfondati, slabbrati, sfatti. come dei collant per le ministre e le loro belle coscette di pollo… le riforme costituzionali Trenta Denari (di Giuda)

ma di che cazzo pensi di stare a parlare, ciccio? di semi di zucca, di noccioline? o delle istituzioni della Repubblica?

e Mattarella, il Presidente che fa? rispetterà il suo dovere di garante della serietà delle istituzioni e dello stato e imporrà al ducetto il rispetto e la serietà verso un calendario e degli impegni presi? o no? che fa? che farà?

si annuncia un test interessante sulla tenuta e sulle funzioni della Presidenza della Repubblica, rispetto a uno degli organi e poteri dello stato, il Governo.

errori | perché noi siamo stronzi

la stronzaggine con cui ogni stato, ogni potere, giustifica le sue guerre per arricchire banche e commercianti di armi e infrastrutture, l’ennesima putrida, laida, sconcia, oscena versione:

«Siamo lì per combattere l’odio.»

l’odio non ha corpo, l’odio non ha mani, occhi, membra, peli, un buco del culo, un cazzo o una fica, tette, orecchie, unghie, capelli, denti… l’odio se ne fotte il culo dei vostri eserciti, generali, missioni, onore e bombe. l’odio non esiste. noi siamo lì per ammazzare altra gente, occupare un paese, bombardare un paese, far fare una paccata di affari a ditte e commercianti di armi, logistica, servizi, petrolio, gas, energia, strade, ponti, siamo lì perché la guerra – alla faccia delle costituzioni che la ripudiano – è il miglior affare possibile per voi maiali di plutocrati e per voi imbroglioni di politici. è persino falso dire che non avete imparato dai vostri errori, da ogni possibile rapporto Chilcot, lacrima burocratica di coccodrillo su una cagata imperialista di dimensioni bibliche!!! è falso dire che non avete ancora imparato che aggressione, invasione e guerra sono la benzina migliore per alimentare uomini che odiano. è falso. è fal-so.

ormai è sicuro dire che la guerra e il terrorismo vi fanno piacere, vi fanno guadagnare, vi danno una ragione di esistere e opprimere e sparare cazzate. se non ci fossero li inventereste, c’è da scommetterci.

tutte stronzate. le vostre chiacchiere sono tutte stronzate.