il fanatismo del “benpensante” | nessun vaccino salva dall’arroganza

mi preme fornire ai miei lettori e a chiunque poche basilari linee-guida per dialogare col sottoscritto sulla questione “vaccini si” – “vaccini no”.

parlerò come se dovessi spiegare con parole chiare, dirette, semplici, la questione, lo faccio ogni giorno con adolescenti e bambini a scuola, quindi seguirò tale prassi, eccettuate alcune questioni di registro linguistico, in corsivo, poiché sono l’unica differenza fra questo intervento, rivolto a adulti, e una lezione di scuola.

UNO. non sono un medico, né un immunologo, né un epidemiologo. La mia formazione scientifica è di livello liceale, quella umanistica a livello master, non per vantare alcunché, ma per chiarire le competenze personali. Valuto quindi la situazione informandomi come posso con la stampa e il web, e facendomi un’idea sulla base del buonsenso e del minimo rigore scientifico che la mia istruzione consente. Non sono contrario per principio e in genere ai vaccini, ma sono contrario alla logica rozza della contrapposizione in blocchi rigidi. Non mi reputo antivaccinista in genere, tant’è che ho vaccinato i miei gatti, creature a cui tengo come a dei figli.

DUE. Penso che la questione sia molto articolata, complessa e non risolvibile in logiche binarie 1/0, credo fermamente che varrebbe semmai la pena discutere su specifiche parti del problema, come la tossicità di certi vaccini rispetto a altri, l’opportunità di campagne di vaccinazione di massa e coatte, tutte le questioni sul “consenso informato”, e sui legami fra medicina e imprese che fanno del farmaco un lucro o l’attendibilità di esperti che ricevono fondi o premi da ditte e imprese legate al lucro in farmacologia. Possibilmente con dati obiettivi e fonti imparziali e comunemente accettate alla mano.

TRE. Non accetto da chicchessia stigmi di generica ignoranza o anatemi del tipo “sei un cavernicolo”, “analfabeta” o simili: chi mi critica su questo livello e con questo metodo dovrebbe perlomeno conoscere personalmente il sottoscritto, essere al corrente del mio CV, delle mie competenze professionali, e ovviamente dimostrarmi punto per punto in modo specifico e su argomenti o assunti specifici dove io sia ignorante, dimostrado l’infondatezza almeno dell’80% delle mie tesi. Pertanto le generiche sparate fondate su una mia presunta ignoranza di base infilatevele nel culo. Non ho mai accusato nessun provaccinista di essere per definizione un imbecille/ignorante/troglodita, quindi non accetto questo genere di false argomentazioni. A buon vedere, direi. L’unico appunto che muovo al 90% dei provaccinisti con cui discuto sul web (e vedremo perché – punto QUATTRO) è che hanno un atteggiamento aprioristico e arrogante, almeno così mi pare. Ma potrebbe essere solo una mia personale sensazione.

QUATTRO. Ci tengo a far notare che l’unico punto con cui sono assolutamente e senza riserve dalla parte degli antivaccinisti è la libertà personale di profilassi e cura, che reputo inviolabile e prioritaria su ogni altra considerazione, senza se e senza ma. Sono contrario agli atti del mio Governo e dell’Ordine dei Medici solamente e sostanzialmente perché li reputo una censura preventiva, un rifiuto a un dibattito sereno e produttivo e un atto di prepotenza tipico degli ordinamenti di potere comunemente noti. Unica questione su cui riconosco un punto a favore del Governo è che le regole in genere le detta chi fornisce il servizio scolastico. Per questo consiglio a tutti i genitori antivaccinisti di lasciare la scuola pubblica e iscriversi a scuole private disposte a accogliere i loro figli o a fare homeschooling. Faccio parò anche notare quanto segue: uno Stato che si dice democratico e voglia esserlo davvero e non solo a parole, dovrebbe permettere perlomeno un’alternativa legale per istruirsi a chi non intende mandare i figli a scuola alle suddette condizioni dei vari decreti Lorenzin e altro… Questo se ci si vuole vantare di essere una Repubblica democratica e pluralista. Se invece si desidera fare i dittatori, prego, ma non mentite quindi sulla natura reale del potere pubblico. I nazisti per esempio (ma il discorso vale per qualsiasi totalitarismo) non furono mai paladini delle libertà individuali, lo spiegarono sempre molto chiaramente e si comportarono di conseguenza. Uno stato che si dice democratico invece non può agire come una dittatura di fatto. O se lo fa ne assuma coerentemente lo statuto e se ne assuma la responsabilità di fronte alla Storia.

CINQUE Sono disposto a trattare anche nella discussione casi estremi, e a valutare la reale incidenza degli stessi, nell’uno o nell’altro senso, ma non sono disposto a farmi smantellare un’argomentazione solo perché la controparte si rifiuta di accettare a priori ogni documentazione proposta. In questo caso stabilire la verità è impossibile perché non esiste alcuna volontà di dialogo, ma solo una falsa dialettica prevaricatoria.

SEI La mia posizione generale in materia è anche quella di un “ragionevole dubbio” e si pone in questi termini: Siete proprio sicuri che le accuse di essere una manica di incolti/ignoranti/incompetenti/creduloni non si trasformino, come più che talvolta e quasi spesso è accaduto nella storia, in teorie poi smantellate dalla ricerca scientifica e dal metodo scientifico? Un Galilei era considerato un blasfemo, così come Semmelweis era considerato un medicastro. Tesla non godeva di alcun credito, tranne che alla fine della sua esistenza… Attenzione: potrebbe essere che le teorie “ufficiali” e “scientifiche” di oggi divengano i rottami del futuro. Assumere questa prospettiva come possibilità; non certezza, solo possibilità, non solo da parte dei provaccinisti (che utilizzano in prevalenza al momento presente l’argomentazione “lo dice la scienza”), ma anche da parte degli antivaccinisti, sarebbe una salutare precauzione contro il fanatismo dogmatico.

SETTE Non insulto mai l’interlocutore a meno che lui non cominci per primo. Chi pensa che iniziare a bombardarmi di risposte come “cazzaro”, “cazzo dici….”, “coglione” e altri insulti ad personam contro le perplessità o ipotesi che avanzo – al di là del grado di intensità con cui argomento – può andare a farsi bellamente fottere a sua volta. Io non rispetto chi inizia a mancarmi di rispetto.  Se non vuoi essere considerato e trattato- poi  – da tocco di merda comincia a rispettare – prima – chi hai di fronte. 

OTTO Mi preoccupa seriamente il fatto che l’Ordine dei Medici si mostri estremamente cauto nel radiare tangentari o medici colpevoli di reali danni certificati, a fronte della facilità con cui attualmente radia “al volo” chi esprime teorie, per quanto discutibili possano sembrare all’Ordine stesso. Trovo questo metodo più simile a una illegittima intimidazione censoria di quanto non sembri una tutela della mia salute e dei miei interessi a terapie liberamente discusse e liberamente scelte.

NOVE Credo fermamente che le idee si combattano con le idee e la discussione, non con licenziamenti, radiazioni o manette. Sono convinto che nessuno a qualunque titolo dovrebbe rischiare lo stipendio, il posto, o carcere e multe per aver espresso una teoria o un’idea.

Non credo di avere altro da dire. Si badi che sto articolando un vademecum formale, basato su procedure e metodo, non sui contenuti di ogni proposizione in causa, a parte la tesi numero OTTO che contiene una critica di sostanza.

meme 4 morons | gli ignoranti nell’era del web

ci sono inciampato spesso. poi ci inciampo una volta di più e mi sale allegramente il nazismo. perché sono convinto che se viviamo in un’epoca in cui diversi stronzi sono disposti a ammazzare degli sconosciuti in nome di un amico invisibile i danni cominciano a prodursi ben prima, a monte, quando certi “meme”, certe idee, certi concetti infettano come virus le folle e legittimano o fomentano cazzate imperdonabili.

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cazzate che fanno i danni che sappiamo. a partire dalla presunzione che porta milioni di voti di ignoranti, inadatti e imbecilli (oltre che solitamente incolti) nelle fauci del primo delinquente abbastanza furbo da capire che il concetto “un voto, una testa” è una scala mobile per il successo se fomenti abbastanza ignoranza e stupidità in giro.

volevo quindi argomentare, spiegare, illustrare il perché questa roba:

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sia una mounumentale e furibonda, indegna, inaccettabile stronzata. che porterebbe sin troppe persone a abbandonare l’idea che un’istruzione regolare e certificata vada perseguita; e a abbracciare persino l’idea che istruirsi sia non solo inutile ma pure controproducente. attitudine che dal mio punto di vista mette questi postatori al livello cognitivo e inumano dei buzzurri su camion in foto (non esaustivi della casistica, essendovi altrettanti buzzurri anche sulla barricata opposta).

per fortuna posso rinviarvi a un tipo che lo ha spiegato prima di me e molto meglio di me: Mattia Butta.

io ho solo inventato questi meme, per ribadire il concetto. ispirandomi a un grande professore di un’America passata

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demotivazione | “tesi” italiane…

non ci si scandalizzi più se l’Italia resta al palo dell’innovazione. casualmente mi è arrivata (via Tumblr) la segnalazione di una “Tesi di laurea”.

 

Pasquale RUSSO, “La struttura geometrica del carattere tipografico”, 2014

 

il relatore risulta un certo (presumo Prof.) Stefano Chiarenza, e la tesi è pubblicata su ISSUU a cura di un certo Lino Russo accreditato come “editore” su ISSUU [passo corretto a seguito di rettifica dell’autore].

la materia sarebbe “Grafiche di rappresentazione dello spazio” per l’Accademia di Belle Arti di Napoli.

preda di interesse e entusiasmo, leggo… su Issuu, un portale di autopubblicazione/autoeditoria (o self publishing se siete esterofili).

ebbene, se si pubblica gratuitamente una tesi e si desidera donare la propria scienza al popolo, occorrerebbe almeno essere in possesso dei prerequisiti per fare una letteratura scientifica che si rispetti: a partire, non a prescindere, dalla conoscenza dell’ortografia e della grammatica. iniziare una tesi – o comunque un lavoro che pretenda di essere scientifico e rigoroso – infilando sin dall’introduzione una serie di errori ortografici di sillabazione – è francamente cosa che demotiva alla lettura, e che illumina, ma di sconforto, il panorama della scienza e della cultura nazionali.

errori tesi carattere

se non l’autore, almeno il curatore/relatore o almeno, in ultima istanza, l’editore [si veda rettifica e replica] potevano accorgersene. che non se ne accorga uno, l’autore, è già grave; figurarsi se a non vedere e intervenire sono in tre due (posto che non esista un “editore”, nota aggiunta a seguito di rettifica e replica).

 

Nota: quanto allo stile con cui ho scritto, e scrivo i post, per evitare ripetizioni e perdite di tempo, leggere qui prima di avanzare inutili osservazioni.

tentativo di politometro universale

Ingres,_Napoleon_on_his_Imperial_throne

da tempo mi sono interrogato sui criteri che dovrebbero identificare un ottimo politico e un ottimo capo. stanti le migliaia di differenti configurazioni politiche-sociali-ideologiche ho scartato come comunque relativamente attendibili tutti i criteri di contenuto, ossia criteri che comportassero l’adozione o l’apprezzamento di un preciso modello ideologico/politico.

mi è parso fondamentale infatti che i criteri per l’identificazione di un’eccellente guida politica debbano essere formali e parametrici, ossia debbano essere universalmente applicabili non solo a qualsiasi epoca ma anche a qualsiasi configurazione della rappresentanza e del potere politico o quasi (ho escluso per ovvie ragioni le società anarchiche, ossia prive del concetto di capo e primazialità). solo così, come per gli imperativi formali categorici kantiani, avrei avuto una formulazione universale e applicabile a priori dalle contingenze storiche, ideologiche e politiche.

seconda cosa: ho pensato e formulato detti criteri in maniera che potessero essere non già e non solo comprensibili, ma immediatamente applicabili e verificabili dall'”uomo della strada privo o quasi di nozioni articolate di diritto, sociologia, economia, e altre discipline.

penso adesso di poter enunciare questi criteri, con la sensazione che, qualora doveste verificarne la mancanza di almeno due su cinque riguardo chi vi governa, potrei persino suggerirvi che non solo non siete di fronte a un ottimo/buon capo politico, ma siete probabilmente davanti a autentici farabutti della peggior specie.

fate voi la prova cari amici.

i criteri del mio “Tentativo di Politometro Universale” sono queste cinque voci:

Il Capo che esamino…

1. Ha sofferto per un periodo abbastanza lungo (almeno il 20%) e/o significativo della sua esistenza le stesse condizioni di vita richieste o imposte per sua espressa volontà al più disagiato dei suoi attuali concittadini?

2. Le sue condizioni di vita come governante seguono, almeno in proporzione, lo stesso andamento delle condizioni di vita medie dei suoi sottoposti?

3. È coerente nella conduzione della sua vita quotidiana con i valori/idee che predica?

4. È disposto ad assumersi la piena responsabilità delle sue decisioni anche quando sono assunte dai suoi subordinati in autonomia?

5. È disposto qualora si verificasse il fallimento completo della sua idea politica a togliersi la vita? [per i leader morti: lo ha fatto?]