piccole conigliette crescono sul prato del terrore | la carne è debole, la coerenza ancor più

confesso che non conoscevo affatto Ariana Grande. sono un metallaro e noi metallari siamo notoriamente molto intolleranti. aggiungete che non ho figli e figlie, quindi poco mi arriva dal mondo dei fan e della musica giovanile. metteteci che non ho la TV da anni e che libri, web e stampa generalista sono la mia sola fonte di informazione.

insomma questa artista io manco la conoscevo.

purtroppo, come molti “purtroppo delle cose” (grazie maestro Verhulst, tra parentesi un libro che consiglio), ho conosciuto questa cantante solo grazie a un pezzo di merda infame che ha deciso di macellare un pugno di ragazzini – soprattutto bambine – per la sua personale jihad. e me ne dolgo, esprimendo al massimo la mia solidarietà e il mio cordoglio a ciascuno. al di là infatti di ogni opinione politica che si possa avere sulla lotta armata, sul conflitto, sulla guerra, resto dell’idea che gli innocenti, animali e bambini, non si toccano.

come la pensi quindi su qualsiasi combattente che a qualsiasi titolo decida di crepare col botto in mezzo a dei bambini, mi pare chiaro. non intendo sprecare una sillaba in più.

al di là del grande prato del terrore su cui tutti, con risicata probabilità, potremmo saltare, mi ha colpito la relazione tra l’artista e il suo pubblico. ho infatti scoperto che questa Ariana Grande è l’idolo di migliaia di bambine, preadolescenti e adolescenti.

e qualcosa di sinistro, di disarmonico, di ostile, mi è suonato nella testa; e non era solo l’eco dell’esplosione dello stronzo di cui sopra. devo ammetterlo: è stato qualcosa di quasi altrettanto sgradevole e sinistro.

ho pensato a delle bambine (o anche bambini, va da sé) che hanno come modello di riferimento una venticinquenne in queste condizioni:

FILE – In this March 20, 2015 file photo, singer Ariana Grande performs at Madison Square Garden in New York. Grande’s management team says the singer’s concerts will be canceled through June 5, 2017, after the bombing her concert in Manchester, England left 22 people dead. (Photo by Greg Allen/ Invision/ANSA/AP, File)

per “modello di riferimento” intendiamo tutto, non solo le qualità canore, ma l’aspetto completo della persona in un’età in cui psicologicamente si costruisce la propria immagine di sé attraverso l’imitazione o il contrasto con modelli positivi o negativi. insomma i bambini diventano preadolescenti e adolescenti attraversando una fase critica fatta di identificazioni appassionate e altrettanto appassionati rifiuti. i tipici: “È mitica: voglio diventare come lei” o “Io non sarò mai come papà (o mamma)” parlano da sé. si sa che poi questa fase si normalizza, le passioni spariscono (quasi) tutte e così si dissipano anche gli odî (forse non del tutto).

ora trovo che questa cantante, nell’abito e negli atteggiamenti somigli sin troppo a certa altrettanto giovane “carne in affitto” nei paesi del Terzo Mondo. di solito vicino a quei locali dove si affittano prestazioni sessuali. da insegnante, del resto, non passa giorno senza che mi richiamino alla memoria gli orrori della pedofilia o la triste pratica del turismo sessuale.  che – diciamo – anche quando praticato legalmente tra maggiorenni, non gode presso educatori, pedagoghi e, in genere, insegnanti di un’immagine positiva. figurarsi parlare di chi scenda sotto la quota dei 18 anni, quota oltretutto elastica visto che la legislazione prevede da paese a paese una fascia detta “età del consenso” che in Svezia cala a 15 anni e in Messico addirittura a 12 (!!!) per parlare di rappporti sessuali legali purché mutualmente consenzienti fra individui. con variabilità onestamente inspiegabili relativamente all’etero-omo-bi-o pan-sessualità degli attori.

come dicevo, a leggere la legislazione e le norme, oltreché la giurisprudenza, emerge l’importanza del contesto. e questo vale naturalmente per ogni forma di espressione sociale della sessualità, o di espressione artistica o rappresentazione variamente orientata alla sessualità. dalla pornografia all’erotismo all’arte.

per dirla schietta: la foto di un bel cazzo duro a un convegno di urologi e urologhe, non è pornografia, ma scienza. la stessa foto, sul monitor/cellulare di un/una diciottenne in su, è pornografia, lo stesso cazzone appeso nell’atrio di una scuola media è un crimine. succhiare un cazzo ha un peso diverso a seconda della persona attaccata a quell’affare: se è un estraneo e hai 20 anni, pace; se è tuo padre e hai 20 anni permettetemi di dire che c’è qualcosa di un tantinello problematico, se mi passate l’espressione; se hai 12 anni, l’atto è una mostruosità, senza se e senza ma. se mi scopo una diciannovenne incontrata a Olbia sono al limite un gran paraculo, se mi scopo una diciannovenne che l’indomani dovrò valutare in sede di esame, le cose cambiano e di molto!

non è la cosa a essere per sé oscena, ma la situazione, o le relazioni parentali, sociali e di potere/influenza contestualmente in gioco a decretarne la natura. insomma il contesto e la relazione fra chi rappresenta un’immagine più o meno sessuale sono fondamentali per capire in chi e in che cosa ci stiamo imbattendo.

per questo le foto e l’atteggiamento della cantante mi hanno sconvolto non poco. esattamente non perché, di per sé, la ragazza sia oscena, ma perché entrano in ballo e pure letteralmente sotto il palco dei minoridei bambini, dai 9 ai 15 anni!

ora mi rivolgerei direttamente a un papà o a una mamma.

riguardate bene le foto. esaminatele con attenzione.

«Vorreste che vostra figlia diventasse così, o fosse così in questo preciso momento?»

è questa l’immagine di riferimento per i vostri BAMBINI?

non penso di sbagliarmi se definisco Ariana Grande una “bambolina fortemente sessualizzata” o una “coniglietta Playboy”. questo al di là della voce o di altre indiscutibili qualità. ha 25 anni, fa quel che crede, giustamente; come ci si aspetterebbe da qualunque libera e giovane donna, nel pieno diritto della sua espressione sessuale e attrattiva. ci mancherebbe (chi sono io per vietare una legittima seduzione da parte di un’adulta? o la liberazione sessuale della donna? o l’uso della seduzione per lo spettacolo…)  non ho tuttavia dubbi sul fatto che il vestito e le movenze di questa artista non siano neutrali ma risultino marcatamente erotici o erotizzati.

e allora mi chiedo… (ma prima riguardate ancora le foto)

perché poi, sui social e altrove, vi sento sclerare come pitbull impazziti assetati di budella calde e sanguinanti quando si parla di sesso e minori o sesso fra adolescenti e altri soggetti. mentre lì, sotto il palco di Ariana Grande, ci mandate i vostri bambini?

bambini, ripeto dai 9 ai 15 anni

credo onestamente che proporre questo modello a questa utenza sia una decisa promozione della sessualizzazione precoce degli adolescenti.

e allora vedo solo io una colpevole e delirante schizofrenia?

la schizofrenia di chi erige forche mediatiche e virtuali o reali e legali su temi (giustamente) sensibili, ma non si fa scrupolo di portare dei bambini a vedere queste performatrici/artiste.

artiste che troverei assolutamente appropriate, ma con un’utenza differente. fosse un pubblico di diciottenni, adulti, amanti del burlesque, o delle ragazzine (over 18)”kinky”, o del BDSM, o qualsiasi altra cosa, capirei. la carne è debole. e l’eros potente.

io stesso sono un artista teatrale, oltre che docente: sarò antiquato, sarò strano, ma se dovessi presentare un’immagine conforme a quella di Ariana Grande, sapendo di avere sotto il palco dei bambini dai 9 ai 15 anni, non monterei mai su quel palco in simili condizioni e non darei quel genere di spettacolo.

poi ognuno è libero di fare quel che crede coi suoi figli su questo prato terribile, e sotto simili palchi, ma continuo a dire che sotto il cielo ci sono parecchie contraddizioni, parecchia schizofrenia e tonnellate di incoerenza.

io mi metterei, mamme e papà fan di questa artista, che portate i bambini con voi una manina sulla coscienza.

a una persona che conosco (FrancoBollo)

dedico stasera a una persona che conosco una piccola poesia, piccola come i francobolli-foto che Facebook ci appioppa come sostituto di noi. parlo di questo, sì, e della bellezza femminile che si manifesta in 20×20 pixel. FB come FrancoBollo, un avatar, un viso, un'iconcina del nostro ordinario visivo.

Metà del mio piccolo mondo
i miei capelli un folto
che non conosci, ma quello che non vedi
credi
lo nascondo
dietro un orizzonte di vetri
è un orizzonte tondo, ma il mio viso
ha una luna segreta per sorriso…